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PURGHE STALINIANE E GENOCIDIO UCRAINO

Stalin aveva iniziato a dubitare fortemente anche delle persone a lui più vicine e, per evitare il rischio di essere tradito, faceva arrestare preventivamente chiunque fosse anche minimamente sospettato di tradire il regime, con migliaia di persone condannate al carcere per motivi futili o con accuse generiche. Queste pratiche avevano portato alla nascita di un clima in base al quale un cittadino per non essere sospettato era costretto ad indicare alla polizia segreta russa, l’ Nkvd, i nomi di altre persone per evitare di essere denunciato. Ciò è ravvisabile anche nel fatto che gli esponenti dei partiti comunisti europei che si erano rifugiati in Russia per non essere catturati dai regimi totalitari dei loro paesi, potevano essere uccisi non appena arrivati in suolo russo ma anche quando decidevano spontaneamente di andarsene: tra questi vi fu anche Palmiro Togliatti, che si salvò solo perché era il presidente dell’Internazionale comunista.

Inoltre il fatto che la Russia fosse ormai politicamente isolata portò come conseguenza il fatto che questi avvenimenti si seppero solo a distanza di anni, così come accadde con il genocidio degli ucraini, che il governo russo riuscì a far passare sotto silenzio. Infatti poichè gli ucraini avevano prodotto una quantità di grano minore delle aspettative vennero accusati dal governo russo di aver trattenuto una parte del grano per un loro uso: vennero quindi costretti ad una carestia " forzata " in quanto il governo russo decise di non vendere più agli ucraini i semi del grano e di altre graminacee. Così milioni di ucraini perirono letteralmente di fame, costretti a mangiare persino le ghiande cadute a terra e tuberi crudi.

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