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Bismarck e l’Unificazione tedesca

L’unificazione tedesca fu sostenuta dall’alleanza tra la borghesia industriale e l’aristocrazia terriera degli Junker, che aveva dato avvio alla modernizzazione di infrastrutture e industrie, e dalla riforma dell’esercito realizzata dal Primo Ministro Otto Von Bismarck, che consentì di ottenere alcuni territori danesi e di sconfiggere l’Austria, con l’aiuto dell’Italia, a Sadowa. Nel 1866 con la Pace di Praga nasceva la Confederazione della Germania del Nord, presieduta dal re Guglielmo I: centrale era la figura del cancelliere mentre il parlamento tedesco, il Reichstag, aveva solo competenze legislative.
Solo la Francia si opponeva alla nascita della Germania: dopo che Isabella II fu costretta ad abbandonare il trono spagnolo, esso venne offerto al principe Leopoldo, parente di Guglielmo I, con disappunto francese; grazie al dispaccio di Ems, Bismarck riuscì a creare le condizioni per avviare la guerra franco-prussiana che si concluse con la sconfitta di Napoleone III a Sedan nel 1870 e la stipulazione del Trattato di Francoforte che stabiliva una pesante indennità di guerra alla Francia e la cessione alla Prussia di Alsazia e Lorena. Di fronte alla vittoria prussiana gli Stati tedeschi del Sud decisero di aderire al progetto di unità nazionale; nel 1871 venne stabilito il Secondo Reich e Guglielmo I divenne quindi imperatore tedesco (Kaiser).

Il Secondo Reich era costituito da una federazione di 25 stati in cui la Prussia aveva ruolo predominante. All’interno del nuovo Stato le tradizionali forze politiche liberali persero la loro incisività ma in pochi anni emerse un nuovo partito di stampo cattolico (Zentrum), da subito considerato da Bismarck una minaccia. Quest’ultimo varò quindi alcune leggi volte a riaffermare la laicità dello Stato e portò avanti una campagna anticattolica a tutto campo la Kulturkampf. Dovette però affrontare un avvenimento ancora più temibile,la nascita del Partito socialdemocratico che si ispirava alle idee marxiste. Per contrastarne la rapida avanzata Bismarck cercò l’alleanza proprio coi cattolici che poco prima osteggiava e attuò una dura politica di repressione e in seguito anche una legislazione sociale estremamente avanzata che prevedeva l’introduzione di assicurazioni obbligatorie per gli operai, i malati e i pensionati. In ambito economico promosse una politica di protezionismo doganale che contribuì al poderoso sviluppo della Germania. In politica estera abbandonò il colonialismo alla salvaguardia dell’egemonia tedesca nel continente. Stipulò inoltre la Triplice Alleanza con l’Austria e l’Italia nel 1882 e convocò a Berlino due congressi internazionali per risolvere il problema dell’espansionismo russo e per appianare le controversie coloniali in Africa.

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