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Primo governo Giolittiano


Con le dimissioni di Crispi, la presidenza del Consiglio passò prima a Di Rudini , poi a Giovanni Giolitti che dovette subito affrontare in Sicilia lo scoppio del moto di protesta popolare dei fasci siciliani del 1893.
"Fascio" significa "unione" e infatti il movimento dei fasci siciliani comprendeva operai, artigiani , lavoratori delle miniere di zolfo e contadini che protestavano contro le pesanti tasse del governo. Era un movimento popolare privo di una precisa identità. Giolitti decise di affrontare la questione con prudenza e non fece ricorso a misure eccezionali , cosi che venne ritenuto "debole".
Nel frattempo scoppiò lo scandalo della Banca Romana che per coprire vari debiti aveva iniziato a stampare lire in eccedenza rispetto ai limiti di legge.
Il fatto accadde nel 1889, quando Giolitti era ministro del Tesoro del governo Crispi.
Accusato di debolezza e di aver coperto lo scandalo della banca romana , nel 1893 , dovette dimettersi.Al governo tornò il forte Crispi che proclamò lo stato d'assedio in Sicilia. Cosi nel 1894 con numerosi morti e arrestati la protesta venne stroncata. Crispi rivolse la propria attenzione alla politica coloniale,rivendicando il trattato di Uccialli con Menelik,che rifiutò, cosi che Crispi dovette ordinare alle sue truppe di penetrare in territorio etiopico.Gli italiani vennero sconfitti ad Amba Alagi,poi a Macallè. L'1 Marzo 1896,ci fu la disfatta italiana ad Adua. Crispi rassegnò le dimissioni nel 1896 e morirà nel 1901.Terminava l'età della Sinistra Storica.
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