Prima Guerra Mondiale - Trattai di pace


1914-1918, inizialmente chiamata Grande Guerra, venne poi definita “mondiale” perché, anche a causa del colonialismo inglese, vi parteciparono paesi provenienti da tutti i cinque continenti (32 nazioni, tranne la Spagna, che pensò di ottenere un compenso maggiore restandone fuori e vendendo risorse ai paesi che vi partecipavano) e perché ebbe un numero di morti elevato.
Con essa si chiude la Belle époque (lungo periodo di pace e sviluppo della storia europea).

Nel 1919, dopo la fine della guerra, a Versailles si riuniscono le nazioni vincitrici. Il presidente degli Stati Uniti, Wilson, aveva proposto agli stati vincitori 14 punti con lo scopo di creare una cooperativa tra vinti e vincitori. Inghilterra e Francia, tuttavia, pur dovendo decidere per tutti, perseguirono i loro interessi personali: conquistare le colonie della Germania, punita ingiustamente e costretta a pagare i debiti di guerra.

A determinare la posizione dell'Italia alla fine del conflitto è il trattato di Versailles.
La nazione, svantaggiata dalla poca conoscenza della lingua inglese,lingua ufficiale che veniva utilizzata per discutere alle riunioni, venne ignorata dalle potenze vincitrici e non ottenne le terre irredenti (cioè quei territori sotto il dominio austriaco che per lingua e costumi dovessero appartenere all’Italia) che le erano state promesse a causa del principio di autodeterminazione dei popoli (uno dei 14 punti, applicato solo ad essa, secondo cui ogni popolo aveva un proprio governo).

Gli imperi si sfaldano e Cecoslovacchia, Jugoslavia, Ungheria si affermano come nazioni a parte.

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