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Nel mezzo della I guerra mondiale

La Germania, passando per il Belgio, sfondò il piano 17 francese (i francesi conoscono a grandi linee il piano tedesco ma il loro “piano 17” prevedeva una guerra offensiva con un attacco concentrato in Alsazia e il contenimento dell’attacco tedesco dal Belgio).
La Francia venne presa di sorpresa; la Germania, con un'avanzata straordinaria, arriva a 40 Km da Parigi in poche settimane. All'inizio di Settembre la Francia riesce,con una controffensiva, a bloccare l'avanzata tedesca e a conquistare terreno spostando il conflitto su due fronti nuovi, dando inizio alla cosiddetta guerra di trincea: Il fronte occidentale sarà lungo 700 Km e in quattro anni si sposterà solamente di 10-15 Km (quindi la grande potenza della guerra era la trincea, di cui la prima linea era sempre destinata a perire , muovendosi di pochi Km al costo di migliaia di vittime). Sul fronte orientale invece la situazione era molto più mobile: L'esercito russo si mobilitò più facilmente di quanto la Germania pensasse. La Russia sposta un po’ del contingente tedesco sul fronte orientale, dando la possibilità alla Francia e all'Inghilterra di riorganizzarsi. Tutte le battaglie avranno la strategia dello sfondamento. I tedeschi, nel 1915 (22 aprile) cominciarono ad utilizzar i gas asfissianti. Gli aerei erano dotati di mitragliatrici.

Falkenhayn, capo dello stato maggiore generale, cambia la strategia tedesca e utilizza una strategia di usura, dove concentra tutte le forze dell'esercito in un unico attacco disperato. Il progetto prevedeva una perdita enorme di soldati, però spostando fondamentalmente di poco il fronte. Dato che il suo progetto non ebbe successo, Falkenhayn verrà sostituito da Hindenburg.
In questa I guerra esplode il concetto di massa: gli eserciti verranno sterminati in massa in un campo circoscritto per la conquista di pochi Km. Il fronte interno sarà completamente stravolto e la guerra coinvolgerà anche i ricchi, non solo i poveri.
La produzione diventerà di massa, perché le fabbriche si metteranno a disposizione della produzione delle armi. La guerra ha devastato la mentalità generale. Un terzo dei soldati erano ancora vivi, ma loro mente era stata stravolta dalla brutalità della guerra.

La situazione italiana

IL 3 agosto 1914 Antonio di San Giuliano dichiarò la neutralità dell' Italia, perché il patto stipulato con l'Austria era di tipo difensivo.
All'interno del parlamento si creò una spaccatura trasversale tra due principali schieramenti: interventisti e neutralisti.

Il fronte interventista aveva al suo interno:
1) I nazionalisti di Corradini. Spinti da fini imperialistici e per entrare a far parte delle grandi potenze occidentali.
2) I sindacalisti. La guerra rompe gli equilibri sociali e si potevano così creare le giuste condizioni per attuare una rivoluzione.
3) I socialisti riformisti (sinistra democratica). Spinti dal desiderio di chiudere il processo risorgimentale strappando i territori all'Austria e per partecipare anche ad una guerra tra conservatori e democratici.
4) La destra del governo (Salandra, Sonnino). Volevano riuscire dare una svolta sul fronte della “destra”, per porre un freno all’avanzata della sinistra socialista massimalista.

Il dibattito politico per l'entrata in guerra durò 10 mesi. La posizione pubblica maggioritaria era per il neutralismo. Si sapeva già da subito che se l'Italia fosse entrata in guerra, sarebbe entrata a fianco della triplice intesa.
Il fronte neutralista comprendeva:
1) La sinistra liberale (Giolitti). Per questo fronte l'Italia non era pronta , si aspettavano che la guerra non sarebbe durata poco e ritenevano che si potessero ottenere i territori facendo un patto con l'Austria -Ungheria.
2) I cattolici. Tradizionalmente la Chiesa interpreta il sentimento pubblico volto alla pace e inoltre la guerra avrebbe portato allo scontro con l’Austria, un paese fortemente cattolico.
3) I socialisti. La guerra implica l'imperialismo, concetto non accettato dai socialisti.

Salandra e Sonnino firmano un patto segreto il 24 aprile 1914 (Patto di Londra) con l'Intesa: se l'Italia fosse entrata in guerra a fianco dell’ Intesa entro un mese, avrebbe ottenuto:

• Trentino e Alto Adige fino al Brennero
• Trieste, l’Istria e parte della Dalmazia
• Valona e il protettorato in Albania
• Sovranità su Rodi e sulle isole del Dodecaneso, Adalia
• compensi coloniali

Dopo varie vicissitudine, per non creare una crisi istituzionale,viene votata (anche Giolitti) l'entrata in guerra a fianco dell'Intesa.
Il 24 Maggio 1915 l'Italia dichiara guerra all’ Austria.

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