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Prima Guerra Mondiale - Fine del conflitto

Il 1917 è l’anno della svolta: abbiamo infatti la disfatta della Russia, che subì delle sconfitte a ripetizione. L’uscita della Russia dalla guerra viene compensata dall’entrata degli Stati Uniti, con i quali si ha la riconquista di Francia e Belgio e in questo modo fu ristretto alla Germania il fronte occidentale; per quanto riguarda, invece, il fronte sud, con la leva dei “ragazzi del ‘99” si realizza la riconquista del piano di Asiago e la vittoria decisiva di Vittorio Veneto. Tra il ’19 e il ’20 vengono firmati i trattati di pace, ovviamente a Versailles viene firmato quello tra Francia e Germania, nel quale la Germania viene considerata responsabile dello scoppio della guerra, perciò deve impegnarsi a pagare i debiti di guerra; la Francia, invece, ottiene il riconoscimento di alcuni territori e della spartizione delle colonie Tedesche con la Gran Bretagna. Nel resto d’Europa molti stati subiscono ridimensionamenti territoriali anche molto drastici, come, ad esempio, nel caso dell’Austria, dell’impero Asburgico e dell’impero turco; in quest’ultimo caso però si avrà una revisione della distribuzione territoriale grazie al trattato di Sevres. Le trattative di pace furono lunghe: si hanno infatti i 14 punti di Wilson (l’allora presidente degli USA), il quale aveva fatto prevalere l’interesse pragmatico dell’America, la quale aveva interessi sia economici, sia politici (infatti il dollaro inizia a essere una moneta apprezzata negli scambi). Nei 14 punti il principio prevalente era quello dell’autodeterminazione dei popoli: ovvero il fatto che essi dovessero “scegliersi” e “organizzarsi” il proprio destino; tuttavia questo era un principio piuttosto difficile da applicare, come dimostra anche il caso dell’Alsazia e della Lorena, che pur essendo di appartenenza francese, si sentono più vicini alla Germania. Nel primo dopoguerra prevale lo spirito antitedesco e si alimentano le rivendicazioni; oltre a ciò c’è anche il crollo del potere d’acquisto del marco: quello che era 1 marco prima = 45 marchi dopo, questo nel giro di soli 4/5 anni; inoltre anche l’inflazione tedesca crebbe fino a tendere addirittura all’infinito, se rappresentata in un grafico: i prezzi, infatti, crescevano dal mattino al mezzogiorno; ciò favorì anche il crollo dei debiti, che se da una parte rappresentava un vantaggio per il popolo, fu la rovina dei creditori. In generale tutta questa situazione di economia precaria causò malcontento nella popolazione e di conseguenza si determinarono dei movimenti estremisti. Durante la guerra i socialisti e il papa tentarono di fermare la guerra, senza tuttavia riuscirci.

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