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La politica di Lenin: caratteristiche

La politica di Lenin va dal 1921 fino al 1924, dopo di che verrà rimpiazzato da Stalin. Durante questo lasso di tempo, oltre alle riforme realizzate, il suo pensiero verte su un principio sociale secondo il quale lo stato Russo deve tenere tutto sotto controllo, cioè deve controllare tutta la vita economica del paese ovvero comportarsi da stato totalitario cioè deve tenere tutto e tutti sotto controllo. La libertà di stampa con Lenin è stata repressa perché doveva servire ad avere la popolazione sotto controllo. (Stato totalitario sarà lo stato fascista, la Germania di Hitler, Spagna con il franchismo). Lo stato totalitario è uno stato in cui c’è un regime, una dittatura imposta che tiene tutto sotto controllo e a evitare la dissidenza. Si cerca quindi di stroncare la libertà di espressione e di pensiero. Lenin crea quindi questo stato totalitario basato sul controllo economico, la vita economica è controllata dallo stato bolscevico che sta avviando un liberismo economico che interessa il settore agricolo, favorendo la liberalizzazione del commercio con prodotti agricoli di prima necessità e di pari passo anche il fiscalismo in Lenin fu ridotto, praticamente le tasse in un paese povero riducevano l’imposizione fiscale.

È da ricordare un patto tra Lenin e la Germania nel 1923 denominato “patto di Ravallo”, con il quale i due stati si impegnarono a riprendere le trattative commerciali. Lenin cercò di attivare un rapporto pacifico con la Germania.

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