Nel frattempo, nell’Aprile 1917, con la complicità delle autorità tedesche il capo bolscevico Lenin, che era stato mandato in esilio, riuscì, a seguito di un’amnistia, a rientrare a Pietrogrado. Qui, pubblicò le famose “Tesi d’Aprile”, che miravano a trasformare la rivoluzione “borghese” di Febbraio in una rivoluzione proletaria e comunista , con il dichiarato obiettivo di eliminare come politicamente incapace lo stesso governo L’vov e di concentrare tutto il potere nelle mani dei soviet, gli unici capaci di garantire questa trasformazione.
Inoltre Lenin in questo documento politico, sosteneva la necessità di stipulare una pace immediata. Stando così le cose, era inevitabile che le tesi radicali di Lenin non avessero un gran peso politico.

Tuttavia gli eventi andarono in un’altra direzione. In seguito alla caduta di due successivi governi L’vov, infatti, la presidenza del governo fu presa dallo stesso Karenskij. Ai disastri militari sul fronte si unirono disordini interni di ogni tipo, così che il suo governo si rivelò incapace di affrontare tale situazione. In questo frangente , il generale Kornilov attuò un colpo di mano (Agosto 1917). Così per il governo Karenskij risultò inevitabile chiedere l’appoggio dei soviet, e quindi anche dei bolscevichi guidati da Lenin. Quest’ultimo decise, dopo essersi reso conto dell’accresciuta influenza delle forze rivoluzionarie, di rovesciare il governo e di conquistare il potere. Così, nella notte tra il 24 e il 25 Ottobre (calendario russo), la guardia rossa, un corpo armato di operai, occupò il Palazzo d’Inverno.

Passata poi alla storia come “Rivoluzione d’ottobre”, la sommossa mirava alla formazione di un governo rivoluzionario di operai e soldati e alla cessazione della guerra mediante una pace democratica.

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