Indice
- Rivoluzione industriale
- Società segrete
- Moti del '20
- Moti del '30
- Giuseppe Mazzini
- Nazionalismo
- Socialismo
- La Primavera dei popoli
- Francia
- Germania
- Austria-Ungheria
- Il '48 in Italia
- Fase moderata
- Fase democratica
- Statuto Albertino
- Prevale il realismo politico
- Cavour
- Seconda guerra d'indipendenza
- La spedizione dei Mille
- Italia dopo il 1861
- Destra storica
Rivoluzione industriale
La rivoluzione industriale rappresenta un mutamento profondo e rapido nell'economia, nella politica e nella cultura europea della seconda metà del Settecento, dovuta all'introduzione della fabbrica come unità di produzione in settori trainanti come quello tessile, quello siderurgico e quello estrattivo. Il primo paese ad industrializzarsi è l'Inghilterra, il cui decollo industriale è dovuto da:• Sviluppo demografico dovuto a tranquillità interna.
• Rivoluzione agricola, evento caratterizzato dalla privatizzazione delle terre e dall'impiego di braccianti salariati. I guadagni dei proprietari terrieri permettono di fare investimenti nell'industria.
• Mercato interno favorito dalla rimozione di dogane interne e dal miglioramento delle vie di comunicazione.
• Profitto del commercio triangolare.
• Risorse naturali del sottosuolo, come ferro e carbone.
• Istituzioni inglesi che rendono favorevole l'attività di inventori e investitori grazie ai brevetti, in più la presenza di un governo stabile riesce a evitare tensioni sociali. La rivoluzione industriale si può dividere in tre periodi differenti:
• Prima fase (1760-1790): meccanizzazione della filatura e nuovi metodi di siderurgia.
• Seconda fase (1790-1820): introduzione della macchina a vapore.
• Terza fase (fino al 1850): introduzione della ferrovia. La tecnologia assume un ruolo di primo piano, seguendo l'andamento di “botta-risposta” descritto dallo storico David Landes, per cui la soluzione a un problema tecnologico scaturisce immediatamente squilibri in un'altra fase e rende necessarie nuove soluzioni. Il cotone sostituisce la lana come materiale più usato dall'industria tessile siccome prodotto nelle colonie. Nella prima fase viene introdotta la spoletta volante, che permette di lavorare tessuti più estesi delle dimensioni delle braccia dell'uomo, impiegando un quarto di tempo in meno. Secondo l'andamento “botta-risposta” viene introdotto il telaio meccanico per velocizzare la tessitura. Anche nel settore siderurgico sono presenti innovazioni come la nuova tecnica di puddellaggio di Henry Cort. La seconda fase è principalmente caratterizzata dalla macchina a vapore, che sostituisce il primo modello di macchina di Thomas Newcomen. Viene brevettata nel 1775 da James Watt, il quale lavora a stretto contatto con l'industriale Matthew Boulton (segnale della scienza come mezzo a disposizione dei privati, non dello stato). Lo scopo di questa invenzione è prosciugare i pozzi in modo da poter cercare carbone sempre più in profondità. Nella terza fase l'innovazione principale è la locomotiva di George Stephenson, che permette lo spostamento di persone e merci sul suolo inglese. La diffusione della rivoluzione segue il noto “modello di Rostow” (introdotto da Walt Rostow), secondo il quale i primi paesi a industrializzarsi dopo l'Inghilterra sono Belgio e Francia, segue la Germania; invece Russia e Italia sono paesi a industrializzazione tardiva. Occorre descrivere tale fenomeno secondo una scala regionale, infatti in Italia avvenne solo nelle regioni nord-occidentali. Soprattutto in Germania le banche assumono un ruolo di primo piano grazie alla nascita della banca mista che, oltre a fornire prestiti a breve termine, promuove finanziamenti a lungo termine. In Italia e Russia lo stato ha un ruolo rilevante per i finanziamenti delle fabbriche.
Il volume del commercio mondiale triplica e di conseguenza anche la circolazione della moneta, la cui stabilità è garantita dal “gold standard”. Gli stati europei iniziano a favorire il libero scambio, rimuovendo il protezionismo. In Inghilterra Robert Peel nel 1846 abolisce le “corn law” e Richard Crandem si batte per abbattere il protezionismo. Successivamente tra il 1860 e il 1870 molti stati europei abbattono le barriere doganali interne e internazionali (in Germania nasce la Zollverein, lega doganale tedesca). Le principali conseguenze della rivoluzione industriale sono:
• Nuovo ciclo demografico dovuto alla produzione di massa di risorse alimentari.
• Crescita della mobilità territoriale, a cui segue l'urbanizzazione e un ampliamento delle periferie delle città, con aree degradate in cui vive la classe operaia. Sono presenti due classi sociali:
• Borghesia: proprietari dei mezzi di produzione.
• Proletariato: coloro che vendono la propria manodopera in cambio di un salario. Nasce così la questione sociale, siccome i turni di lavoro durano quindici ore, bambini e donne sono sfruttati e gli operai non possono associarsi. Inoltre vivono in uno stato di insicurezza e isolamento davanti alla possibilità di infortunarsi, ammalarsi o davanti alla vecchiaia. Nel 1833 il governo inglese vara il primo “facotry act”, che prevede la riduzione delle ore lavorative a dieci, il divieto del lavoro ai minori di otto anni e il miglioramento del salario. Nel 1812 sorgono le prime proteste luddiste (Ned Lud, primo a rompere un telaio meccanico), però i rivoltosi sono puniti con la pena di morte. Solo nel 1825 è concessa la possibilità di associarsi, nascono quindi le “trade unions” e il movimento cartista. L'ETÀ DELLA RESTAURAZIONE: IL CONGRESSO DI VIENNA Il congresso di Vienna (11/1814-06/1815) segna l'inizio dell'età della restaurazione. Viene dominato dai rappresentanti delle potenze antinapoleoniche, ossia Austria, Prussia, Russia e Inghilterra. In particolare riveste un ruolo da protagonista il principe austriaco Klemens Von Metternich. L'obiettivo di queste grandi potenze è quello di ripristinare lo status quo precedente a Napoleone. Bisogna sottolineare che la Francia non è esclusa e umiliata siccome considerata un possibile tassello dell'equilibrio europeo, infatti viene invitato il principe di Talleyrand. Per ripristinare l'ordine europeo vengono seguiti tre principi:
• Equilibrio: nessuna potenza deve prevalere sulle altre.
• Legittimità: si cerca quando possibile di ripristinare i sovrani legittimi precedenti a Napoleone. (ad esempio non viene ripristinato il Sacro Romano Impero, ma viene mantenuta la confederazione germanica considerata una possibile potenza dell'equilibrio europeo).
• Intervento: le potenze possono intervenire nei problemi di politica interna di altri paesi se minano l'equilibrio europeo. Tuttavia risulta impossibile ripristinare completamente le strutture di antico regime, in quanto Napoleone ha lasciato in eredità strutture amministrative come sindaci e prefetti che non si possono cancellare. Le principali conseguenze del congresso di Vienna sono:
• Russia: ottiene la Finlandia e il regno di Polonia.
• Prussia: ottiene territori nella regione della Westfalia e della Renania (volontà di creare stati cuscinetto attorno alla Francia, come regno di Sardegna).
• Austria: diventa leader dell'area tedesca in quanto presiede la presidenza della confederazione, inoltre ottiene il controllo diretto o indiretto quasi su tutto il territorio italiano.
• Paesi Bassi: Belgio, Lussemburgo e Olanda sono uniti con l'intento di creare uno stato cuscinetto. • Gran Bretagna: ottiene il controllo di importanti avamposti commerciali come Malta, l'isola di Ceylon nell'Oceano Indiano e Capo di Buona Speranza. Le conseguenze per l'Italia:
• Regno di Sardegna: unico stato indipendente presente in Italia, comprende Piemonte, Sardegna, Savoia francese e Nizza. Tuttavia viene rafforzato grazie all'annessione della Liguria in modo da renderlo uno stato cuscinetto. Vengono restaurati i Savoia con il re Vittorio Emanuele I.
• Regno lombardo-veneto: controllato da un viceré austriaco.
• Ducato di Parma e Piacenza: assegnato a Maria Luisa d'Asburgo-Lorena.
• Ducato di Modena: affidato a Francesco IV d'Asburgo-Este.
• Granducato di Toscana: assegnato a Ferdinando III d'Asburgo-Lorena.
• Stato della Chiesa: viene restaurato Papa Pio VII, nonostante siano presenti delle guarnigioni austriache nelle città di Comacchio e Ferrara.
• Regno delle due Sicilie: il trono torna nelle mani di Ferdinando I di Borbone. Questo nucleo di potenze che vogliono controllare la politica internazionale prende il nome di “concerto europeo”. Nascono, inoltre, delle alleanze militari per preservare tale condizione di equilibrio:
• Santa alleanza: propone una restaurazione politica e religiosa, ne fanno parte Austria, Prussia e Russia. L'Inghilterra si rifiuta poiché contraria al principio di intervento.
• Quadruplice alleanza: comprende i membri della Santa alleanza più l'Inghilterra.
• Quintuplice alleanza: ai membri della quadruplice all'alleanza si aggiunge la Francia.
Società segrete
Opporsi alla restaurazione significa far parte di una società segreta, il cui scopo è quello di:• Istruire la popolazione sulle nuove idee politiche dell'Ottocento, ossia liberalismo, democrazia, socialismo e nazionalismo.
• Organizzare insurrezioni per ottenere carte costituzionali o addirittura l'indipendenza nazionale. Presentano elementi di debolezza come la vaghezza dei programmi, la rigida gerarchia, i complessi rituali. Alcuni esempi delle principali società segrete sono:
• Massoneria: diffonde gli ideali illuministici del Seicento.
• Sublimi Maestri Perfetti: presente in Svizzera e nel regno lombardo-veneto, fondata da Filippo Buonarroti.
• Carboneria: i membri si radunano nelle sedi di vendita del carbone, ne fa parte Mazzini ed è principalmente presente in Italia centro-settentrionale e in Spagna.
• Federazione italiana: fondata da Federico Confalonieri e attiva in Lombardia.
• Altre società segrete nascono in Polonia, Grecia e Russia. Anche i giornali protestano in modo moderato contro la restaurazione, ad esempio patrioti italiani come Silvio Pellico e Federico Confalonieri scrivono articoli nel giornale “il Conciliatore”.
Moti del '20
Le tendenze politiche e finalità dei moti della prima stagione di moti sono: • Liberale-moderata, il cui obiettivo è una costituzione.• Democratico-radicale, il cui obiettivo è il suffragio universale.
• Socialista, il cui obiettivo è l'uguaglianza sostanziale.
-Spagna: l'insurrezione è guidata da ufficiali affiliati alle società segrete che chiedono e ottengono la restituzione della costituzione di Cadice (analogo in Portogallo). La Francia reprime la rivolta in qualità di membro della quintuplice alleanza. -Regno delle Due Sicilie: la rivolta nasce grazie a due ufficiali della cavalleria di Nola legati alla carboneria, ossia Michele Morelli e Giuseppe Silvati. Parecchi reparti dell'esercito si uniscono ai rivoltosi guidati dal generale Guglielmo Pepe, costringendo il re Ferdinando I a concedere una costituzione. Contemporaneamente a Palermo alcuni rivoltosi chiedono la secessione. L'Austria si occupa di sedare la rivolta.
-Regno di Sardegna: alcuni ufficiali di Alessandria si ammutinano e chiedono al re di firmare la costituzione, il quale, tuttavia, preferisce abdicare in favore del fratello Carlo Felice, che si trova a Modena. La reggenza è assunta dal nipote Carlo Alberto che promette una costituzione, ma Carlo Felice, al suo ritorno, sconfessa le promesse di Carlo Alberto e chiede l'intervento austriaco.
-Regno Lombardo-Veneto: molti patrioti italiani, come Pietro Maroncelli, Silvio Pellico e Federico Confalonieri, vengono arrestati ancor prima di poter passare all'azione e imprigionati nella fortezza dello Spielberg.
-Grecia: ha luogo l'unico moto che ha successo. La Grecia fa parte dell'Impero Ottomano, ma vuole l'indipendenza per motivi religiosi, infatti la popolazione è a maggioranza cristiana ortodossa, e per motivi economici, siccome nell'Impero non è possibile possedere la terra per il sistema del Timar. I patrioti greci, facenti parte della società segreta della Filiki Eteria, dichiarano l'indipendenza nel congresso di Epidauro del 1822. Il moto ha successo per vari fattori: • Il supporto di Russia e Inghilterra: la prima vuole indebolire gli Ottomani per avvicinarsi al “Mare Caldo”, la seconda vuole controllare gli stretti, evitando un'eccessiva espansione russa.
• Il sopporto dei fanarioti, ossia ricche famiglie greche che vivono a Istanbul, nella regione vicina al faro, i quali appoggiano l'indipendenza economicamente.
• Il neoclassicismo: l'opinione pubblica europea si mobilita per garantire l'indipendenza di una terra che ha sempre rappresentato la libertà. Il poeta George Byron si reca in Grecia e muore sul campo di battaglia, mentre il pittore Eugene Delacroix rappresenta il massacro di Chio. Con la pace di Adrianopoli del 1829 il “concerto europeo” riconosce l'indipendenza greca, resa ufficiale nel 1831.
-Russia: il moto decabrista è animato dai membri della società segreta “unione del pubblico bene”. Chiedono l'abolizione della servitù della gleba, ma lo zar reprime la rivolta nel sangue. I rivoltosi si dividono in:
• Slavofili: vogliono russificare i territori occupati, diffondendo la cultura autoctona russa.
• Occidentalisti: vogliono assumere come modello l'occidente.
Moti del '30
I moti del 30 sono accomunati dall'essere meno violenti e dalla significativa partecipazione della borghesia. -FRANCIA: in Francia il re Luigi XVIII concede una costituzione ottriata, tuttavia la sua monarchia prende un indirizzo sempre più conservatore supportata dal partito degli ultras. La situazione peggiora con il suo successore Carlo X, che nomina come primo ministro il principe Auguste de Polignac (esponente reazionario). Le elezioni del 1830 vedono la vittoria dei liberali, cosicché il re tenta il colpo di stato emanando delle ordinanze regie, che sciolgono il parlamento, restringono il diritto di voto, aboliscono la libertà di stampa e indicono nuove elezioni. Il popolo parigino insorge con le armi e costringe il monarca alla fuga. La corona viene offerta a Luigi Filippo d'Orleans, nominato re per volontà della nazione e non per grazia divina. Inoltre la bandiera francese diventa il tricolore.-Belgio: i patrioti di Bruxelles chiedono l'indipendenza dal regno dei Paesi Bassi, la ottengono grazie al favore del concerto europeo: Inghilterra e Francia appoggiano questo moto.
-Polonia: i patrioti polacchi proclamano l'indipendenza, tuttavia non ottengono il favore delle potenze europee: la Russia reprime la rivolta e promuove la russificazione del paese.
-Italia: il patriota modenese Ciro Menotti prova a ottenere l'indipendenza dell'Italia centrale, contando sul supporto del duca di Modena Francesco IV d'Asburgo-Este. Tuttavia il duca tradisce i patrioti che subiscono la repressione austriaca. Il fallimento di un moto è dovuto a:
• Scarso supporto della popolazione.
• Punti deboli delle società segrete (vaghezza dei programmi).
• Mancato supporto del concerto europeo.
Giuseppe Mazzini
Giuseppe Mazzini nasce a Genova in una famiglia borghese nel 1805. Dopo aver aderito alla carboneria ed aver partecipato ai moti del 30 viene esiliato a Marsiglia, dove viene a contatto con orientamenti giacobini e democratici (conosce Filippo Buonarroti). Nel 1831 fonda la “Giovine Italia”, con l'obiettivo di correggere gli errori delle vecchie società segrete (tutti conoscono i programmi e si coinvolge il popolo), in modo da far nascere un'Italia indipendente, una, libera e repubblicana. All'interno dell'opera “I doveri dell'uomo” critica l'illuminismo per per il suo individualismo, a cui contrappone il popolo, in quanto punto medio fra individuo e umanità (Dio). Per Mazzini ottenere l'indipendenza dell'Italia significa realizzare il progetto di Dio nel mondo. Secondo la teoria della terza Roma, l'Italia deve essere indipendente e guidare l'Europa nello stesso modo in cui ha guidato la civiltà imperiale nella Roma antica e quella cattolica nella civiltà imperiale. I suoi moti più noti sono:• “Dio è popolo!”.
• “Pensiero e azione!”. Le principali azioni della giovine Italia sono:
• Spedizione in Savoia nel 1834 per creare un primo nucleo di Italia, tuttavia i patrioti sono traditi e sconfitti. Resta un evento importante in quanto partecipa anche Garibaldi che poi si reca in Uruguay, inoltre Mazzini, in seguito a questo evento, vive la “tempesta del dubbio”.
• Spedizione di Emilio e Attilio Bandiera in Calabria per stimolare una rivolta contro i Borbone. I due fratelli sono confusi per briganti, aggrediti dalla popolazione, arrestati e fucilati. Si nota ancora la “rivoluzione passiva” descritta da Vincenzo Cuoco. Durante la “tempesta del dubbio” Mazzini entra in una grave crisi, da cui esce riconfermando i propri ideali e fondando la “Giovine Europa” (1834), promuovendo la rivoluzione nelle altre nazioni divise (Polonia e Germania).
Nazionalismo
Con il termine nazionalismo si inizia ad indicare il concetto di nazione diffuso da patrioti come Mazzini e Fichte (Germania). La nazione corrisponde allo stato in senso politico e i suoi membri condividono: lingua, tradizione, costumi, cultura, religione, territorio e forma di governo. Differisce dal nazionalismo del Novecento, René Remond, noto storico francese li distingue in quanto:• Nell'Ottocento si parla di nazionalismo emancipativo, i cui fini sono quelli di liberare la patria dall'occupante straniero. • Nel Novecento si parla di nazionalismo imperialista o aggressivo, il cui fine è quello di ottenere la supremazia sugli altri popoli.
Socialismo
Il socialismo è il pensiero politico che nasce con la rivoluzione industriale e il cui scopo è quello di elaborare delle soluzioni in merito alla questione sociale. È presente una dicotomia fra socialisti utopisti e scientifici: -I socialisti utopisti realizzano soluzioni filosofico-morali inattuabili nella realtà in quanto estranee al tema economico, alcuni dei più celebri sono:• Charles Fourier: idea una società perfetta, definita falansterio.
• Robert Owen: industriale scozzese che cerca di migliorare le giornate lavorative e le paghe dei propri operai, inoltre prende anche parte ai sindacati. Si reca negli Stati Uniti per creare una cittadina, detta New Harmony, in cui i cittadini lavorano con ritmi umani e i beni hanno prezzi più abbordabili: fallisce in quanto è necessario il commercio con l'esterno.
• Pierre Joseph Proudhon: all'interno dell'opera “che cos'è la proprietà?” prevede un trattamento cooperativistico del mondo capitalista.
• Louis Blanc: propone fabbriche nazionali gestite dallo stato. -I socialisti scientifici elaborano idee su base economico-politica. I più celebri sono Carl Marx e Friedrich Engels, autori del “manifesto del partito comunista”. Ritengono che la società sia composta da classi in conflitto fra loro e che per risolvere la questione sociale è necessaria la rivoluzione Questo pensiero è in discontinuità con Mazzini, secondo il quale la società presenta un'armonia garantita da Dio e l'unico rimedio alla questione sociale sono riforme e cooperativismo (solidarietà) -In Italia i pensatori si distinguono in:
• Democratici: Mazzini e Cattaneo.
• Moderati: Gioberti, Balbo e D'Azeglio. Vincenzo Gioberti, sacerdote, all'interno del “primato morale e civile degli Italiani” spiega come il lavoro di Mazzini sia inadeguato siccome per formare l'Italia serve l'intervento degli stati europei con lo stato pontificio in primo piano poiché il papa può mediare l'opinione pubblica. Inoltre non ci può essere unità italiana, ma solo una confederazione di stati italiani.
La Primavera dei popoli
Con il termine “primavera dei popoli” si intende il periodo coincidente con il 1848, in cui in molti stati europei scoppiano insurrezioni. Vengono rievocati i valori della rivoluzione francese e valori socialisti (che causano terrore bianco in quanto idee ostili all'aristocrazia). Un'importante crisi economica precede questo periodo tra il 1846 e il 1847, aggravata dalla carestia della patata in Irlanda, infatti a causa di una malattia di questo tubero molti cittadini irlandesi sono costretti a migrare negli Stati Uniti.Francia
In Francia l'opposizione del re, animata sia da liberali che da socialisti, chiede una limitazione del potere del re e un'estensione del suffragio. L'opposizione dà vita alla “campagna dei banchetti”: riunioni politiche che circuiscono il divieto di associazione. Il tentativo di repressione del re scaturisce la rivolta popolare che, dopo due giorni di combattimento, costringe il re a fuggire. Viene proclamata la repubblica e instaurato un governo provvisorio, tuttavia alle elezioni a suffragio universale vincono i moderati: vengono chiuse le fabbriche nazionali istituite da Blanc e la successiva protesta popolare è fermata con l'esercito. Diventa presidente Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone, il quale riesce a governare in modo equidistante da realisti e moderati. Infatti a favore dei realisti affida l'istruzione alla Chiesa cattolica, si atteggia a difensore del papato contro la repubblica romana e allarga i possedimenti coloniali in Algeria; mentre a favore dei democratici introduce il plebiscito per prendere le decisioni più importanti. Però nel 1851 il parlamento non approva il secondo mandato, per cui Napoleone cerca il colpo di stato sciogliendo l'assemblea e arrestando gli oppositori. Attraverso un plebiscito si fa rieleggere nuovamente: nasce il secondo impero francese, il cui presidente copre la carica per 10 anni, il parlamento ha solo un potere consultivo e imposta un senato vitalizio da lui nominato. Si fa eleggere ufficialmente imperatore nel dicembre 1952, con il nome di Napoleone III.Germania
I movimenti nazionalisti tedeschi vogliono unificare la Germania, per cui rimpiazzata la dieta da un'assemblea nazionale costituente con sede a Francoforte. Si discute sul modello che deve assumere la Germania:• Grande Germania: bisogna coinvolgere tutti i territori di lingua tedesca, comprendendo di conseguenza l'Austria.
• Piccola Germania: non bisogna coinvolgere l'Austria. Si sceglie la seconda opzione, ma nel momento in cui si offre la corona al re prussiano Guglielmo IV, questo rifiuta dicendo: “Non voglio una corona offerta da salumieri e bottegai”. Ciò significa che per il re non è legittima un'investitura popolare.
Austria-Ungheria
Nel 1848 sorgono rivolte nell'impero a causa delle rivendicazioni nazionali dei popoli che cercano l'indipendenza (Italiani, Slavi, Ungheresi) e a causa dell'arretratezza dell'impero, infatti i liberali chiedono l'abolizione della servitù della gleba e la concessione di una carta ottriata. Le principali città a insorgere sono: Vienna, Milano, Venezia, Praga, Budapest e Zagabria. Le rivolte di Vienna causano le dimissioni del Metternich (segno della fine della restaurazione) e l'abdicazione dell'imperatore Ferdinando I, che non si sente di concedere una costituzione, in favore del diciottenne Francesco Giuseppe. Praga, Budapest e Zagabria vengono represse nel sangue.Il '48 in Italia
Il 48 in Italia si può dividere in due fasi differenti:• Fase moderata: segnata dalla leadership dello stato piemontese (da marzo ad agosto 1848)
• Fase democratica: da agosto 1848 a agosto 1849.
Fase moderata
Il 48 italiano comincia in Sicilia, dove alcuni patrioti secessionisti costringono re Ferdinando II a concedere una costituzione. Allo stesso modo Leopoldo II in Toscana, Carlo Alberto di Savoia (14 marzo, statuto albertino) e papa Pio IX concedono delle costituzioni. Le insurrezioni hanno luogo a Venezia, dove viene proclamata la Repubblica di San Marco, e Milano, che si ribellano una volta saputo che anche a Vienna è scoppiata la rivolta. A Milano il popolo conduce una vera e propria guerriglia tra le barricate, nota come “5 giornate di Milano”. Tale tumulto costringe il viceré austriaco alla fuga e il maresciallo Radetzky a riparare con il suo esercito presso le fortezze del quadrilatero, ossia Verona, Mantova, Legnago e Peschiera. A Milano viene instaurato un governo provvisorio composto principalmente da borghesi e guidato dal conte Gabrio Casati, che vorrebbe l'intervento sabaudo per annettere Milano al Piemonte e soffocare la possibilità di una rivoluzione democratica. Al contrario il consiglio di guerra è nelle mani di esponenti democratici come Carlo Cattaneo, che è fortemente contrario a un intervento piemontese. Carlo Alberto, in quanto attratto dalla possibilità di espansione e preoccupato perché Milano possa diventare focolare rosso, il 23 marzo dichiara guerra all'Austria. Il suo intervento è supportato dai sovrani degli altri stati italiani, infatti il papa, Leopoldo II e Ferdinando II inviano guarnigioni verso il nord. Questo evento segna la prima guerra d'indipendenza, in cui i piemontesi inizialmente vincono le piccole battaglie di Goito, Pastrengo, Peschiera, Curtatone e Montanara (eroismo dei volontari pisani). Tuttavia nel luglio del 1848 a Custoza, presso Verona, l'esercito sabaudo subisce una sconfitta decisiva che lo costringe prima a ritirarsi verso Milano e poi a tornare dietro il Ticino. Il 9 agosto il generale Salasco firma a Vigevano l'armistizio che prende il suo nome. I motivi della sconfitta sono:• L'esercito piemontese è composto da riservisti richiamati che hanno svolto solo un anno di servizio di leva, invece l'Austria ha un esercito di caserma, in quanto i coscritti effettuano il servizio di leva per sette anni.
• Carlo Alberto adotta una strategia attendista fallimentare, inoltre rifiuta la spada di Giuseppe Garibaldi, unico generale italiano in grado di fronteggiare Radetzky.
• Il papa, temendo un'espansione eccessiva del Piemonte, per mezzo di un'allocazione pacifista ritira le truppe, con la scusa di non poter intervenire in un conflitto fra stati cristiani. Allo stesso modo anche Ferdinando II ritira la sua guarnigione.
Fase democratica
Dall'agosto del 1848 i democratici riprendono l'iniziativa:• Venezia: viene proclamata la Repubblica di San Marco, che riesce a resistere all'assedio austriaco fino all'agosto del 1849. • Sicilia: i patrioti proclamano la secessione, in riposta re Ferdinando II, detto per questo motivo “re bomba”, fa bombardare Messina.
• Toscana: l'insurrezione costringe Leopoldo II a lasciare Firenze, dove viene il potere passa nelle mani di un triumviro democratico.
• Roma: a causa delle rivolte viene ucciso il ministro pacifista Pellegrino Rossi, mentre il papa fugge a Gaeta. Nasce la repubblica romana, guidata dal triumviro: Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini; mentre il generale dell'esercito è ovviamente Garibaldi. Viene stilata una costituzione democratica che prevede il suffragio universale e la nazionalizzazione delle proprietà ecclesiastiche. Il papa chiede aiuto a Napoleone III, che invia a Roma un contingente di settemila soldati guidati dal generale Oudinot, il quale conquista la città. Nei combattimenti muore Goffredo Mameli, autore di “Fratelli d'Italia”, mentre Garibaldi fugge prima a Comacchio, dove muore la moglie Anita, poi a Venezia e, infine, negli Stati Uniti.
• Carlo Alberto decide di riprendere la guerra nel marzo del 1849, tuttavia il 23 marzo viene sconfitto a Novara ed è costretto ad abdicare in favore del figlio Vittorio Emanuele II, che mantiene lo statuto albertino. Dal momento che il parlamento torinese è contrario all'armistizio, il re lo scioglie per mezzo del proclama di Moncalieri; ciò mostra come il re mantiene un potere assoluto, nonostante una carta ottriata come lo statuto. La repressione colpisce i patrioti italiani, ad esempio i martiri di Belfiore. Il bilancio del 48 italiano è negativo, a livello politico resta solo lo statuto albertino, mentre è importante segnalare la grande partecipazione popolare a queste rivolte.
Statuto Albertino
Caratteristiche da segnalare: -Divisione dei poteri:• Esecutivo: nelle mani del re e dei ministri da lui nominati.
• Legislativo: il re è affiancato da un parlamento bicamerale, composto dal senato di nomina regia (carica vitalizia) e da una camera di deputati eletti a suffragio censitario (carica di cinque anni).
• Giudiziario: il re elegge i magistrati. -Prassi parlamentare: nonostante il regno di Sardegna sia una monarchia costituzionale, è come se fosse parlamentare, in quanto il re, su suggerimento di Cavour, considera molto il parlamento.
-Gli articoli 11 e 23 descrivono la successione, la quale segue la legge salica: lo stato è patrimonio della famiglia Savoia.
-Nell'articolo 1 la religione cattolica è definita religione di stato. -Diritti:
• politici: il voto segue un suffragio censitario, ma tutti possono mandare petizioni al parlamento (art.57).
• civili: libertà di coscienza, libertà individuale (habeas corpus), diritto alla proprietà, limitazioni alla libertà di stampa (art.28), diritto di associarsi privatamente senza armi (art.32).
Prevale il realismo politico
Mazzini dopo il 48 si reca a Ginevra, dove fonda il partito d'azione per raccogliere i mazziniani, i quali vogliono animare una rivoluzione socialista. Tra questi spicca Carlo Pisacane, secondo il quale l'indipendenza deve essere contemporaneamente accompagnata da una rivolta dei contadini. Nel 1857 compie la spedizione di Sapri assieme ad altri compagni mazziniani per sollevare i contadini calabresi. Tuttavia i patrioti sono scambiati per ergastolani evasi da Ponza e di conseguenza Pisacane si suicida. Lentamente la soluzione moderata-realista prevale su quella mazziniana: Daniele Manin fonda a Torino la società nazionale, dove raduna i patrioti filo piemontesi. Bisogna sottolineare che nel 1859 aderisce anche Giuseppe Garibaldi tornato dagli Stati Uniti, in quanto convinto che per ottenere l'unità è indispensabile lo stato sabaudo.Cavour
Dal 1848 al 1852 il primo ministro del regno sabaudo è Massimo D'Azeglio, la cui più importante manovra consiste nelle leggi Siccardi: viene abolita la mano morta, il diritto d'asilo e il foro ecclesiastico, subordinando il tal maniera la Chiesa allo stato. Nel 1850 D'Azeglio nomina Cavour ministro di agricoltura, finanza e commercio; mentre nel 1852 il re lo nomina primo ministro, dando vita al cosiddetto “grande ministero Cavour”. Camillo Benso conte di Cavour nasce nella Torino sotto Napoleone, è il figlio cadetto dei Benso che, dopo aver studiato in accademia militare, si dedica all'attività economica familiare. Dopo aver viaggiato in Inghilterra inizia a diffondere idee liberali nel giornale “Risorgimento” e diventa il più esperto di economia nel regno. Cavour riesce a dare vita al “grande ministero Cavour” grazie al connubio, infatti stringe accordi sia con il centro-destra, sia con il centro-sinistra, guadagnandosi la maggioranza in parlamento. Il conte infatti detesta sia gli aristocratici clericali, ma anche gli estremisti di sinistra. Il suo obiettivo è quello di modernizzare lo stato piemontese, favorendo la prassi parlamentare in modo da renderlo una monarchia parlamentare, nonostante in realtà sia una monarchia costituzionale.-Politica interna:
• Favorisce il liberalismo per mezzo di accordi commerciali con Francia, Gran Bretagna e Belgio.
• Costruisce una grande quantità di opere pubbliche come ferrovie, porti e trafori, indebitando fortemente il regno e vendendo titoli di stato.
• Nel 1855 cerca di abolire gli ordini religiosi contemplativi: la proposta di legge è accettata dalla camera, ma bloccata dal senato, in particolare dal senatore vescovo Luigi Nazari di Calabiana. Questa “crisi calabiana” implica le dimissioni di Cavour che però viene prontamente richiamato dal re.
• I principali difetti della sua politica sono la forte tassazione necessaria per la realizzazione di opere pubbliche e la disparità di trattamento fra Piemonte e Sardegna. -Politica estera: L'intento di Cavour è la diplomatizzazione della questione italiana, cercando il coinvolgimento dei sovrani europei. Il primo ministro invia, infatti, un contingente sabaudo di quindicimila soldati nel 1855 in Crimea, per partecipare alla guerra scoppiata nel 1853. Il Piemonte appoggia in questo modo la Francia e l'Inghilterra schierate a difesa dell'Impero Ottomano, il cui territorio della Crimea è obiettivo della Russia. Le truppe piemontesi partecipano alla battaglia della Cernaia, registrando circa mille morti e alla fine la guerra è vinta grazie all'assedio di Sebastopoli. Questo tributo di sangue dà modo a Cavour di sedersi al tavolo dei vincitori al congresso di Parigi del 1856 per parlare con Napoleone III della questione italiana. Nel luglio del 1858 stipula con l'imperatore francese gli accordi segreti di Plombiers, velocizzati dall'attentato fallito del mazziniano Felice Orsini ai danni di Napoleone III, che si rende conto che la questione italiana è un pericolo anche per l'equilibrio francese. Attraverso questo patto la Francia si impegna a partecipare ad una guerra difensiva del Piemonte contro l'Austria in cambio di Nizza e della Savoia. Viene delineato un nuovo assetto della penisola italiana, divisa in quattro regni con leadership dello stato della Chiesa:
• Regno dell'Alta Italia con a capo i Savoia, comprende il Regno di Sardegna, il Lombardoveneto, i ducati di Parma e Modena e le legazioni pontificie.
• Stato Pontifico, limitato a Roma e al Lazio.
• Regno dell'Italia Centrale con a capo Girolamo Napoleone, parente di Napoleone III, che comprende Toscana,Umbria e una piccola parte delle legazioni.
• Regno dell'Italia Meridionale nelle mani di Francesco II di Borbone, soprannomianto Franceschiello per la giovane età e la sua inettitudine. Si nota come non ci sia traccia di un'Italia unità e di come Cavour non si faccia scrupoli a subordinare la politica del regno sabaudo alla Francia e a concedere un regno dell'Italia Centrale su guida francese.
Seconda guerra d'indipendenza
A questo punto lo stato piemontese cerca di provocare la dichiarazione di guerra austriaca attraverso le azioni di guerriglia dei “cacciatori delle Alpi”, soldati in maggioranza volontari al seguito di Garibaldi, reso ufficialmente generale dell'esercito sabaudo. In seguito all'invasione del Piemonte da parte delle truppe asburgiche, la Francia interviene e i franco-piemontesi vincono prima i piccoli scontri di Palestro e Magenta, poi le grandi battaglie di Solferino e San Martino. L'intervento francese si dimostra decisivo grazie allo sviluppo tecnico dell'esercito transalpino, dotato di fucili migliori, e alla possibilità di spostare velocemente le truppe per mezzo della ferrovia. Henry Duman, che assiste a Solferino, nota come non ci siano supporti per i feriti: nasce grazie a lui la croce rossa. Napoleone III si rende conto che è impossibile attuare gli accordi di Plombiers e non vuole rinforzare troppo il regno di Sardegna, per cui nel luglio del 1859 stipula l'armistizio di Villafranca con cui l'Austria cede alla Francia la Lombardia, che a sua volta la gira al Piemonte. Questi accordi provocano la rabbia di Cavour nei confronti del re e le sue conseguenti dimissioni, tuttavia Napoleone III ha ragione: in Toscana, nei Ducati e nelle Legazioni vengono scacciati i sovrani e instaurati dei governi provvisori che chiedono l'annessione al regno di Sardegna. Cavour forza la situazione grazie a plebisciti che legittimano tale annessione.La spedizione dei Mille
Francesco Crispi e Rosolino Pilo, due siciliani mazziniani, chiedono a Garibaldi di liberare la Sicilia dai Borbone: Garibaldi accetta a patto che la Sicilia venga annessa al regno sabaudo. Viene organizzata così la spedizione di mille camicie rosse, composte da volontari in maggioranza borghesi (molti hanno partecipato alla seconda o alla prima guerra d'indipendenza) provenienti per tre quarti dal nord e per il resto dal sud e dalla Toscana. Garibaldi salpa dallo scoglio di Quarto il 5 maggio 1860 a bordo di due piroscafi della compagnia marittima Rubattino, fa tappa a Talomone in Toscana per prendere armi e cannoni per poi giungere a Marsala. In Sicilia Garibaldi si proclama dittatore in nome di Vittorio Emanuele II re d'Italia, sconfigge le truppe borboniche prima a Calatafimi e poi a Milazzo. Ai mille volontari si aggiungono circa altri quindicimila uomini provenienti da tutta Italia. Il re in modo ufficiale critica la spedizione, ma in modo ufficioso incita Garibaldi a continuare, al contrario Mazzini è preoccupato per le idee democratiche non tanto del generale, quanto dei suoi uomini; inoltre teme che Garibaldi, da sempre avverso alle istituzioni ecclesiastiche, possa invadere lo stato pontificio, generando una reazione degli stati europei. Bisogna sottolineare che, nonostante i contadini siciliani chiedano una rivoluzione agraria, Garibaldi mantiene il controllo dell'isola anche con la forza laddove necessario: il generale Nino Brixio fa fucilare a Bronte diversi rivoltosi. Garibaldi risale poi lo stretto verso Reggio Calabria e giunge a Napoli, dove vince l'ultima battaglia contro i Borbone: la battaglia del Volturno. Nel mentre Cavour invia verso il sud una guarnigione che sconfigge l'esercito pontificio presso Castelfidardo e va incontro a Garibaldi, inoltre organizza dei plebisciti con cui Marche, Umbria, Sicilia e tutto il sud vengono annessi al Piemonte. Il 26 ottobre 1860 avviene lo storico incontro a Teano fra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, in cui il primo consegna al sovrano i territori conquistati. Il 17 marzo 1861 il parlamento di Torino proclama la nascita del regno d'Italia con capitale Torino e con re Vittorio Emanuele II.Italia dopo il 1861
Le condizioni dell'Italia dopo 1861 sono:• Solo il 2,5% della popolazione su 25 milioni di abitanti parla l'italiano e molte persone sono analfabete.
• Il PIL è basato sull'agricoltura e poche città superano i centomila abitanti (Napoli, Torino e Milano).
• Il settore tessile e siderurgico è sottosviluppato di cento volte rispetto a quello inglese. D'Azeglio noto per la sua celebre frase: “Fatta l'Italia, occorre fare gli Italiani”. Il sistema politico è esteso a tutta Italia e segue un sistema uninominale, per cui ci sono circa quattrocento collegi elettorali e in ognuno si manda il candidato con la maggioranza dei voti. Tuttavia solo l'1,9% della popolazione può votare a causa del suffragio censitario (cittadini maschi con più di venticinque anni che versano almeno quaranta lire l'anno allo stato).
Destra storica
Con l'aggettivo storica si indica l'impronta data al regno a causa della longevità degli effetti. Comprende i politici che fanno riferimento a Cavour, quindi sono liberali, liberalisti, laici (“libera Chiesa, libero stato”), il cui obiettivo è quello di rendere Roma capitale del regno. Non sono un vero e proprio partito, in quanto privi di giornali, sezioni, programi... Le principali leggi della destra storica sono:• Legge Rattazzi (1865): l'Italia è divisa in 59 province con un prefetto, a loro volta divise in comuni con un sindaco, questa legge segna una piemontizzazione in quanto entrambe le figure vengono inviate da Torino, ma soprattutto un centralismo amministrativo necessario per amministrare uno stato poco omogeneo come l'Italia.
• Legge Casati (1859): l'istruzione di un biennio elementare è resa obbligatoria e a carico dei comuni, sono inoltre puniti i genitori trasgressori. Soprattutto per le famiglie del sud rappresenta un problema in quanto priva di forza lavoro.
• Coscrizione obbligatoria su tutto il territorio nazionale con sette anni di leva.
A livello economico:
• Si incentiva il liberalismo, grazie ad accordi con Francia e Inghilterra. Ne beneficiano la manifattura centro-settentrionale e le colture specializzate (agrumi, viti e olivi), vengono invece penalizzate le altre colture, in quanto sottoposte alla concorrenza europea.
• Si continua a incentivare la costruzione di opere pubbliche con trafori (tra cui spicca quello che collega Francia e Italia nella val di Susa) e una fitta rete ferroviaria.
• Si cerca di pareggiare un bilancio in perdita di circa due miliardi di lire a causa delle guerre, ciò grazie a una forte tassazione sul macinato e alla vendita di titoli di stato. Nel 1866 il bilancio dello stato torna ad essere in pari.