Video appunto: Ottocento - Innovazioni tecnologiche

Le innovazioni della Seconda Rivoluzione industriale



Durante questo periodo la ricerca scientifica assume un ruolo di rilievo e da un grande contributo alla graande diffusione di innovazioni in ambito industriale. Fra le principali innovazioni tecnologiche di allora si colloca la macchina a vapore che gioco un ruolo cruciale nella maggior diffusione delle industrie che, non essendo più vincolate a collocarsi in vicinanza di una fonte di energia motrice naturale, in un numero maggiore di aree.
L’introduzione della macchina a vapore permise anche una generale trasformazione dei processi di produzione permettendo di applicare su larga scala la divisione del lavoro, scomponendo il ciclo produttivo in singole operazioni da affidare a diversi operai così da garantire la massima efficienza alle industrie derivante dalla trasformazione dei lavoratori in ingranaggi del processo produttivo che agivano in sintonia e senza interruzioni (che tuttavia, pur aumentando la resa, finì per spersonalizzare l’attività produttiva privando il lavoro di qualsiasi valore creativo e di realizzazione personale e per permettere lo sfruttamento, con cui i capitalisti si arricchivano facendo produrre merci per un valore molto superiore rispetto a quanto veniva riconosciuto sotto forma di salario, a causa della loro minor forza contrattuale – dovuta alla facile sostituibilità). Un ulteriore esempio furono le conoscenze sulla composizione dei materiali, decisive per il decollo dell’acciaio, una lega di ferro con un contenuto in carbonio inferiore al due per cento che, avendo per questo costi di produzione molto alti, restò limitato a pochi settori.

La prima ondata di industrializzazione fu quindi caratterizzata dal ferro finché non fu sviluppato il Martin-Siemens, ossia un metodo che permetteva di produrre acciaio di migliore qualità rispetto a Bessemer (che già aveva in parte rivoluzionato questo ambito proponendo di ottenerlo dalla ghisa fusa, così da abbassare i cosi di produzione), mescolando ferro e ghisa e utilizzando rottami e combustibili a bassa resa, a costi minori. Si scoprirono inoltre nuovi metalli e furono introdotti metodi appositi per la preparazione di nuovo leghe. Per le fonti di energia venne invece introdotto l’impiego dell’elettricità sia in ambito industriale sia civile, grazie alle scoperte di diversi scienziati quali Volta (ottiene il primo generatore di elettricità ossia la pila), Davy (scopre l’elettrolisi) e Faraday (inventa motore elettrico e la dinamo), che tuttavia risultò parecchio limitato a causa di una serie di problemi tecnici fra cui la sua produzione, la trasformazione per l’utilizzo pratico di energia cinetico di motori, termica per il riscaldamento o luminosa e l’assenza di infrastrutture necessarie a trasportarla.

Nella seconda metà del ‘800 vennero risolti i principali intoppi e mentre sul tema della creazione di reti elettriche si scontrarono Edison e Westinghouse, proponendo rispettivamente corrente continua e alternata, vennero inventati molti oggetti che potevano essere azionati per mezzo dell’elettricità e che sconvolsero la vita quotidiana come ad esempio i treni elettrici, i tramvai, il motore elettrico polifase e la lampadina. Ancora più importante fu la chimica industriale in cui la Germania ebbe un ruolo di primissimo piano. La ricerca scientifica rese quindi possibile la produzione di coloranti artificiali (anilina fu la prima grande innovazione chimica), dell’aspira, ad opera di Bayer, e di fertilizzanti sintetici. Essi furono fondamentali, assieme anche a quelli naturali e agli anticrittogamici che permisero di sconfiggere alcune importanti malattie delle piante, per la modernizzazione dell’agricoltura europea che conobbe in quegli anni un aumento della produttività soprattutto in Germania, Gran Bretagna e Nord America. Ad accrescere i rendimenti erano l’utilizzo delle rotazioni integrate con l’allevamento, le opere di canalizzazione la disponibilità di attrezzi in acciaio, e la meccanizzazione dell’agricoltura grazie a macchine azionate da motori a vapore (che si svilupparono principalmente negli U.S.A. dove la difficoltà di trasporto sui campi della fora motrice fu favorito dall’abbondanza di terreni pianeggianti e dalla carenza di manodopera). Questo incremento produttivo permise un’alimentazione migliore, alzando il tenore di vita, e l’avvento di tecniche di conservazione e confezionamento degli alimenti quali la disidratazione dei cibi, la sterilizzazione del latte, la produzione di latte condensato, la scrematrice centrifuga, la conservazione degli alimenti tramite raffreddamento (favorendo la diffusione della carne), la refrigerazione meccanica e la sostituzione dei vasetti in vetro con scatolette di latta nella cottura e chiusura sottovuoto. Importanti innovazioni si ebbero anche nell’ambito dei trasporti, soprattutto in quelli via mare che divennero meno costosi, più capienti e veloci grazie alla sostituzione della propulsione a ruota con quella a elica, all’introduzione del motore ad espansione e alla sostituzione del legno nella costruzione degli scafi prima con il ferro e poi con l’acciaio, permettendo di aumentare le dimensioni delle navi, rivoluzionando i traffici transoceanici.