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Nuovi Stati e i due blocchi

La decolonizzazione contrbuì alla nascita in Asia e poi in Africa di oltre cinquanta Stati indipendenti che aderirono all’ONU. I governi degli Stati Uniti e dell’URSS cercarono, fornendo aiuti economici e talvolta militari, di ottenere che i nuovi Stati si schierassero dalla loro parte. Alcuni Paesi accettarono di entrare in uno dei blocchi elitari: in Asia sud-orientale venne creata un’alleanza militare anticomunista promossa dagli USA, la SEATO (South East Asia Treaty Organization, 1954), di cui facevano parte Filippine, Pakistan e Thailandia e, come Stati protetti, Vietnam, Cambogia e Laos.

Molti altri Paesi invece rifiutarono di aderire a uno dei due blocchi militari. Nel 1955 la prima Conferenza dei Paesi afro-asiatici, tenutasi a Bandung (Indonesia), creò le basi per la fondazione del movimento dei Paesi non allineati (costituitosi poi a Belgrado nel 1961), cioè di quegli Stati che rifiutavano le alleanze militari. Essi rivendicavano il diritto dei popoli un tempo colonizzati di uscire dal sottosviluppo e di agire per la pace.

Gli accordi internazionali
Nel periodo successivo alla guerra vi furono profonde trasformazioni nell’economia mondiale. Tra il 1944 e il 1947 gli Stati europei e gli Stati uniti stipularono alcuni accordi internazionali per regolare le attività economiche e favorire la ripresa: nel 1944 fu istituito il Fondo Monetario Internazionale (FMI)che si occupava delle valute e dei prestiti ai Paesi in difficoltà; nel 1947 ventitré Paesi stipularono il GATT (General Agremment on tariffa and Trade: Accordo generale sulle tariffe e sul commercio)che prevedeva la progressiva riduzione delle tariffe doganali dei singoli Stati. Tali accordi favorirono lo sviluppo del commercio internazionale e l’integrazione dell’economia mondiale malgrado le grandi differenze esistenti tra i Paesi.

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