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Il nord Italia nella prima meta’ del 1820: societa’ segrete e istanze rivoluzionarie


Nel Lombardo-Veneto, sotto gli Asburgo, si erano formate le società segrete (con istanze rivoluzionarie più o meno moderate) della Carboneria (il cui nome deriva da un' associazione artigiana francese che riuniva carbonai, boscaioli e contrabbandieri per un reciproco aiuto e da loro prese anche il suo gergo dato che si parlava di vendita di carbone, fare il carbone nel bosco, liberare la foresta dai lupi) e della Federazione Italiana, che a volte agivano insieme sapendo di dover affrontare rischi mortali perché la libertà può essere ottenuta solo attraverso le cospirazioni. Ricevettero la critica di Mazzini, che all’inizio era un carbonaro, che le ha accusate di essere uno dei motivi principali per cui i moti non hanno portato conseguenze siccome la segretezza non permette un centralismo né una consapevolezza popolare e dunque un coordinamento facile e univoco. La segretezza rendeva difficile mettersi d’accordo! I loro progetti vennero scoperti prima di essere messi in atto perché ci fu un delatore che informò gli Asburgo: i rivoluzionari vennero imprigionati, e tra questi si trovava anche Silvio Pellico, che scrisse in carcere. In PIEMONTE, sotto la dinastia Savoia, i ribelli ammutinarono l’esercito e costrinsero Vittorio Emanuele I ad abdicare in favore del fratello Carlo Felice; questi, tuttavia, al momento non era in Italia e dunque assunse la reggenza suo nipote Carlo Alberto che, simpatizzando per le istanze rivoluzionarie, concesse una costituzione. Al ritorno di Carlo Felice, però, questa venne revocata e con l’arrivo degli austriaci la situazione venne riordinata come se nulla fosse successo.
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