Il Nazismo e la situazione in Alto Adige


Negli anni successivi al conflitto mondiale, si aprì una stagione di profonda crisi economica che andò a peggiorare nel 1929, quando il sistema bancario tedesco precipitò. I disoccupati, nel giro di due anni, si duplicarono. In questo contesto ricomparve il Partito nazionalisocialista dei lavoratori tedeschi (NSDAP), il quale era stato messo al bando tra il 1919 e il 1920. Il principale dirigente era Adolf Hitler, il quale fu condannato per 5 anni: effettivamente, però, stette in prigione poco più di un anno. In questo periodo di tempo scrisse “Mein Kampf”, all'interno del quale sostenne che per far uscire il paese da questa situazione critica occorresse procedere alla liquidazione del sistema democratico: inefficiente e corrotto. In più, si sarebbe dovuta intraprendere un`offensiva nei confronti dei “nemici” della Germania: ebrei in primo piano. Furono create le SS e le SA. Le SS erano le “squadre di protezione”, ovvero le guardie del corpo di Hitler. Le SA, invece, erano le “squadre di assalto”: vere e proprie organizzazioni paramilitari. Gli uomini di queste due formazioni armate si macchiarono di innumerevoli delitti, aggressioni e violenze. Il partito nazista agiva tramite: la partecipazione al voto, l`azione violenta contro gli oppositori e le grandi manifestazioni di massa. Il partito offriva soluzioni per qualsiasi problema che andava ad affliggere la Germania in quel periodo, le quali andavano a colpire soprattutto gli interessi nazionali. Il partito ottenne subito il consenso da parte di coloro che avevano perso il posto di lavoro e da coloro che avevano paura di perderlo. I nazionalisti iniziarono a sospettare di un “complotto” da parte degli ebrei contro l`economia tedesca. Il 30 gennaio 1933 Hitler fu nominato cancelliere, assumendo così la guida dell`intero governo. In questo momento gli aderenti al partito erano più di un milione e mezzo. A partire da quella data gli eventi subirono subito una grande accelerazione: il 1° febbraio il Parlamento venne sciolto e il 27 la sede di esso fu data in fiamme per mano degli stessi nazisti. Il 23 marzo fu votata la legge sui pieni poteri: grazie ad essa Hitler venne autorizzato a promulgare le leggi senza l`approvazione del Parlamento. Nel giro di pochi mesi la Germania subì un processo di “nazificazione”: i partiti politici furono soppressi e quello nazista venne proclamato unico partito. Nella note tra il 30 giugno e il 1° luglio avvenne l`evento che passò alla storia con il nome di “notte dei lunghi coltelli”: Hitler si sbarazzò così dell`opposizione interna al suo partito, eliminando gran parte di coloro che facevano parte della SA. Cominciò così la tragica stagione del totalitarismo nazista. Il 2 agosto 1934 Hitler assunse il totale controllo andando a creare il nuovo Reich, il terzo impero. Al vertice del nuovo ordinamento naturalmente ci fu lo stesso Hitler che si proclamò “Führer”, ovvero il capo supremo della Germania. Nelle sue mani riuniva i poteri del Presidente e del Cancelliere. Nacque un nuovo concetto di “comunità di popolo”: insieme di persone unite tra di loro dalla comune appartenenza a un`etnia originaria, quella ariana. Tra il 1933 e il 1936 il partito nazista diffuse l`idea di un “nuovo spirito tedesco”. I ragazzi dai dieci anni in su venivano inclusi obbligatoriamente in un`organizzazione paramilitare, volta a formare “giovani combattenti”. I lavoratori furono raccolti in un organismo nazista: il Fronte del lavoro. Nel luglio del 1933, Hitler giunse a stipulare un accordo con le Chiese protestanti: in cambio del silenzio su quanto avveniva all`interno del terzo impero avrebbero potuto esercitare il loro magistero. Quelle che rifiutarono tale clausola vennero perseguitate, esempio i testimoni di Geova. Nacque poi il concetto di “razza”, secondo l`ideologia nazista le razze superiori (ariani) erano destinate a combattere e a trionfare su quelle inferiori (ebrei). Nella Germania del 1933 i tedeschi di origine ebraica erano circa 500.000, la popolazione invece era di 70 milioni di abitanti. Nel settembre del 1935 furono proclamate le “Leggi di Norimberga”, secondo le quali doveva essere assolutamente negata la parità di diritti agli ebrei, che furono ridotti a semplici “sudditi” del terzo Reich. Secondo queste leggi le persone con quattro nonni tedeschi erano considerati di “sangue tedesco”, quelle con uno o due nonni ebrei erano “sangue misto” ed infine, erano considerati ebrei coloro che avevano tre o quattro nonni ebrei. Nacquero due nuove leggi: la legge sulla cittadinanza del Reich e la legge per la protezione del sangue tedesco. La prima negava agli ebrei la cittadinanza germania e non furono più considerati cittadini tedeschi. La seconda, invece, proibiva i matrimoni e le convivenze tra “ebrei” e “tedeschi”. La notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 passò alla storia con il nome “notte dei cristalli”. In Germania, in Austria e in Cecoslovacchia furono devastati negozi, furono incendiate le sinagoghe, vennero uccisi decine di ebrei, devastati 7500 negozi ed infine circa 30mila ebrei fuorono deportati nei campi di concentramento. I campi di concentramento furono ideati già nel 1933 (il primo, a Dachau, nei pressi di Monaco). Sempre stati gestiti dalle SS e al suo interno prima ancora degli ebrei trovavamo zingari, omosessuali e testimoni di Geova. Questi lager (campi), andavano a cancellare la dignità dei detenuti che venivano qualificati “subumani”: inutili, superflui e nocivi.

LA SITUAZIONE NEL SÜDTIROL

A spingere Hitler verso Mussolini è stata l`idea che senza il suo consenso non avrebbe mai potuto annettere la Repubblica austriaca. Anche i sudtirolesi erano entusiasti per il nuovo corso della politica. Le vittorie di Hitler vennero festeggiate in Alto Adige con grande gioia. L`aggressione italiana all'Etiopia dell`ottobre del 1935 fece avvicinare ancora di più Hitler a Mussolini: nacque così l`asse Roma-Berlino, la quale andava ad indicare l`alleanza tra due nazioni insoddisfatte che si opponevano alla supremazia francese e inglese. Dopo la proclamazione delle leggi razziali italiane le quali prevedevano l`espulsione degli ebrei che non avessero la cittadinanza anteriore al 1919, la sitauzione in Alto Adige peggiorò notevolmente. L`11 marzo 1938 Hitler diede ordine ai suoi generali di invadere l`Austria che divenne così la marca orientale del Reich. Hitler rassicurò subito Mussolini dicendo che avrebbe rispettato il confine del Brennero. I Sudtirolesi nazisti credevano fosse una mossa tattica. Sia il fascismo che il nazismo concordavano sul concetto di omogeneità etnico-nazionale dello Stato, proprio per questo motivo la popolazione sudtirolese sarebbe dovuta emigrare nel Reich tedesco. L`idea di questa opzione prese corpo dopo il “patto d`acciaio”, un`alleanza stretta tra l`Italia e il Reich il 22 maggio 1939. Il 23 giugno si incontrarono a Berlino le delegazioni italiana e tedesca per pianificare una soluzione del problema sudtirolese. Fu previsto il rimpatrio di 10mila cittadini germanici residenti in Alto Adige. I tedeschi e i ladini di Bolzano, Trento, Belluno e Udine poterono optare entro il 31 dicembre se mantenere la cittadinanza italiana o se acquisire quella tedesca. La propaganda tedesca fu in grado di convincere la maggioranza dei Sudtirolesi ad optare per la Germania. Si disse che i Sudtirolesi sarebbero stati insediati in un territorio del Reich a loro destinato, coloro che avrebbero deciso di rimanere in Italia sarebbero stati trasferiti a sud del Po. La comunità si divise tra maggioranza dei Geher (partenti) e la minoranza dei Dableiber (restanti). L`Italia si accorse tardi della necessità di una contro-propaganda. I “Dableiber” vennero considerati raditori del popolo tedesco. Il 10 gennaio 1940 si comunicarono i dati dell`opzione: più dell`80% aveva optato per la Germania. A partire immediatamente furono i più giovani e i più poveri. Già a partire dal 1941 le partenze rallentarono fino a cessare totalmente nel 1942. Gli optanti non si fidavano più poiché coloro che erano già partiti sostennero che la realtà fosse diversa da come era stata inizialmente descritta. Alla fine del 1942 solo un terzo dei 70mila optanti era partito.

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