LA GERMANIA NAZISTA

La crisi statunitense non fece altro che aggravare la situazione tedesca, poiché vennero a mancare i prestiti internazionali per la ricostruzione economica del dopoguerra, così la crisi in Germania aumentò, la disoccupazione crebbe; tutto ciò portò alla disgregazione della Repubblica di Weimar, non capace di affrontare tale situazione e all’ascesa del Partito nazionalsocialista di Adolf Hitler, il quale intende formare un nuovo governo.
L’ascesa di Hitler al potere viene favorita dal misterioso incendio al palazzo del Reichstag, il parlamento tedesco, poiché attribuita la colpa ai comunisti, i nazisti trovarono il pretesto di scatenare una repressione contro l’opposizione, infatti venne ripristinata la pena di morte per gli oppositori, limitati i diritti civili, sospese le garanzie democratiche, quindi il parlamento tedesco dovette attribuire pieni poteri a Hitler, perdendo il potere legislativo, dunque la Germania si avviava verso una dittatura nazionalsocialista totalitaria.
Il nazismo venne appoggiato da caste militari, grande borghesia, ma la preponderante base sociale erano categorie di popolazione medio - bassa, in particolare vi aderirono gli operai dequalificati, ossia coloro che lavoravano nelle industrie funzionanti secondo il taylorismo, ovvero la divisione delle mansioni dequalificate.
In questo modo iniziò la politica del terrore, Hitler fece massacrare l’ala sinistra del parlamento nella cosiddetta “notte dei lunghi coltelli”, assume ruolo di cancelliere, capo dello stato, capo supremo delle forze armate, Fuhrer ossia “capo carismatico”, e inoltre indusse alla creazione di sistemi di repressione contro gli avversari del regime (comunisti, socialdemocratici, democratici, cattolici) tramite le Ss (Schutz-Staffeln), ossia reparti militari a difesa del partito, e la Gestapo, la polizia politica. Inoltre venne anche avviata la messa al bando di opere ritenute contro il partito, e vi fu un immenso rogo dei libri proibiti.
Hitler riteneva che i tedeschi fossero i più puri rappresentanti della razza ariana, geneticamente superiore a tutte, egli promise alla popolazione un’espansione territoriale per garantire loro lo “spazio vitale” che gli spettava, e inoltre riteneva che la loro pura razza fosse contaminata dagli ebrei, ma alla base di questo razzismo vi erano anche basi economiche, ossia gli ebrei controllavano banche e proprietari terrieri, per cui iniziò una forte persecuzione, in cui si prevedeva di eliminarli brutalmente. Con le leggi di Norimberga gli ebrei furono esclusi dal diritto di voto, dagli impieghi pubblici, non potevano esserci “matrimoni misti”, inoltre venivano sequestrati i loro beni a favore del Partito, e nella “notte dei cristalli” ci fu una violentissima manifestazione antisemita.
Per reprimere il dissenso politico vennero creati campi di concentramento, lager, che successivamente vennero adibiti allo sterminio degli ebrei, come i campi di Dachau, Buchenwald, Auschwitz, Treblinka, in cui gli ebrei venivano sterminati tramite inalazione di gas letali.
Il lager era un modello estremo dello stato totalitario, assicurava protezione a chiunque aderiva pienamente al regime, assicurava un nemico comune da combattere. Nei campi di concentramento vi era una gerarchia, simboleggiata da alcune figure, come ad esempio dal basso verso l’alto vi troviamo: ebrei (stella o triangolo giallo), zingari e omosessuali (triangolo rosa), emarginati e disoccupati (triangolo nero), politici (triangolo rosso), sacerdoti e testimoni di Geova (triangolo viola), al vertice vi erano i criminali comuni (triangolo verde) che dovevano tenere ordine, con la violenza, inoltre vi erano malattie, denutrizione, lavoro forzato..
Veniva controllata e influenzata anche l’educazione, la scuola, venivano presi ragazzi dai 10 ai 18 anni per prepararli all’addestramento premilitare, e ad essere fedeli al regime, le ragazze per prepararle alla procreazione, la propaganda si trasmetteva in tutti i mezzi ed oltre al controllo sociale vi fu anche quello economico, dirigismo economico, che porta al riarmo per sostenere anche la produttività bellica, ma il riarmo violava il trattato di Versailles, infatti la Germania già uscì dalla società delle nazioni, e circa un anno dopo tentò di annettere l’Austria al Reich, ma fallì.


L’AFFERMAZIONE DEI FASCISMI IN EUROPA
Anche in Austria si sviluppano formazioni paramilitari fasciste, movimento che rifiutavano la democrazia parlamentare, che ricorrevano alla violenza fisica.. questi movimenti si espansero maggiormente nel luglio 1927, quando il governo li utilizzò per reprimere la rivolta operaia di Vienna. Nel periodo di crisi più acuta Dollfuss divenne cancelliere, fondò il Fronte patriottico che impose una svolta autoritaria, facendo perdere poteri al parlamento, ottenendo a sua volta pieni poteri. Però Dollfuss si oppose alla nazificazione dell’Austria aprendo un conflitto con Hitler, che non raggiunse risultati, e Dollfuss morì durante un colpo di stato, mentre Hitler procedette all’annessione dell’Austria al Terzo Reich.

Per quanto riguarda l’Ungheria, essa era governata da un regime autoritario capeggiato da Horthy, antisemita, che limitò i diritti civili e lavorativi degli ebrei. A causa della crescente crisi Horthy affidò il suo ruolo a Gombos, che legò con Hitler e Mussolini, facendo dell’Ungheria uno stato vassallo della Germania, nonostante Gombos morì.
Il fascismo inoltre si estese anche nell’Europa orientale e nei Balcani, in Bulgaria, Albania, Iugoslavia, Romania, Polonia, ma anche nell’Europa occidentale, nella penisola iberica, infatti in Portogallo Salazar diede alla dittatura militare del paese un’impronta corporativa e confessionale, Estado novo.

IL FASCISMO FUORI DALL’EUROPA
In Giappone si verificò un peculiare sviluppo dell’industria e modernizzazione economica senza però creare una borghesia imprenditoriale, quindi rimase intatto il potere delle antiche classi dirigenti, tutto ciò portò a una politica autoritaria, in cui il potere venne accentrato nelle mani del Mikado, l’imperatore, e anche il potere dell’esercito era subordinato al sovrano.

Anche l’economia giapponese nel dopoguerra attraversò una profonda crisi, e dato che il protezionismo di molti paesi bloccò le esportazioni giapponesi, il Giappone riprese la pressione imperialistica sulla Cina, occupò la Manciuria, grande bacino agrario ricco anche di materie prime minerarie, divenne un nuovo mercato per i prodotti giapponesi. Nel 1937 venne dichiarata guerra alla Cina, e in questo clima di competizione l’imperatore ridimensionò ulteriormente il peso dei partiti e affidò la guida del governo alle gerarchie militari.
Con l’innalzamento delle barriere protezionistiche le economie dell’America latina basate sulle esportazioni di materie prime, risentono duramente della crisi e ciò portò alla formazione di movimenti politici nazionalisti e populisti, che si ispiravano al fascismo ma a differenza di questo sostenevano le organizzazioni sindacali, non le reprimevano, per garantire l’appoggio dei ceti popolari. In Brasile per esempio con Vargas si inaugura un regime dittatoriale che porta alla creazione dell’ Estado novo, similmente a quello portoghese. Anche in Ecuador, con Velasco, o in Argentina con Peron, in Messico con Calles.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email