Nascita dei totalitarismi
Dopo la
prima guerra mondiale in Europa la situazione era brutta un po’ in tutti i paesi perché c’erano problemi economici politici e sociali e da qui nascono i totalitarismi. In Germania dopo aver perso la guerra e per colpa del trattato di pace che era molto pesante la gente era molto arrabbiata e quindi sale
Hitler con il
nazismo. In Italia anche se aveva vinto la guerra le cose andavano male lo stesso e c’erano scioperi e problemi e quindi
Mussolini riesce a prendere il potere. In
Russia dopo la rivoluzione Stalin prende tutto il potere e controlla la popolazione con la repressione. Questi regimi usano la violenza la censura e soprattutto la propaganda che veniva fatta con radio cinema e giornali così la gente ci credeva. In India invece Gandhi usa la non violenza per arrivare all’indipendenza. La Germania poi inizia a espandersi e questo porta alla
seconda guerra mondiale che finisce nel 1945 con tantissimi morti deportazioni genocidi e anche la bomba atomica.
Italia dopo la guerra
In Italia dopo la guerra la situazione è molto grave anche se l’Italia ha vinto perché ci sono stati troppi morti e distruzioni. Molti soldati tornano ma non trovano lavoro perché le fabbriche chiudono soprattutto quelle di armi. Le campagne sono messe male perché erano state lasciate durante la guerra e quindi si produce poco. Tutto questo porta disoccupazione inflazione e i prezzi aumentano e la gente fa fatica a vivere. C’è anche delusione politica perché l’Italia non ottiene tutto quello che voleva con i trattati di pace. Prende il Trentino Alto Adige la Venezia Giulia e l’Istria ma non la Dalmazia e Fiume. La Dalmazia va alla Jugoslavia perché ci vivevano popolazioni slave mentre Fiume anche se era italiana non viene data all’Italia. Questo fa arrabbiare molto gli ex soldati che accusano il governo di essere debole.
Impresa di Fiume
In questa situazione arriva D’Annunzio che era un poeta famoso e nel 1919 va a Fiume con circa 3000 uomini e la occupa dicendo che deve diventare italiana e crea il governo del Carnaro. Il governo italiano all’inizio fa finta di niente e poi firma il trattato di Rapallo nel 1920 che dice che Fiume diventa uno stato libero. D’Annunzio però non accetta e quindi viene mandato via con l’esercito. Lo stato libero dura poco perché nel 1924 con il trattato di Roma Fiume viene divisa tra Italia e Jugoslavia.
Biennio rosso
Tra il 1919 e il 1920 la situazione peggiora ancora e c’è il biennio rosso che si ispira alla rivoluzione russa e fa paura ai ricchi e agli industriali. Gli operai fanno scioperi per avere più soldi meno ore di lavoro e più diritti. Gli industriali chiudono le fabbriche con la serrata ma gli operai entrano lo stesso e le occupano e parlano di fare consigli operai come in Russia. Nelle campagne i contadini occupano le terre perché agli ex combattenti erano state promesse terre che non arrivano mai. Alla fine qualcosa si ottiene come le otto ore di lavoro e un po’ di terre però cresce la paura che ci sia una rivoluzione.