Concetti Chiave
- La migrazione è lo spostamento di popolazioni da una zona all’altra, spesso per migliorare la propria condizione di vita o per sfuggire a persecuzioni.
- I movimenti migratori si classificano in emigrazione, immigrazione e migrazione interna, a seconda della direzione dello spostamento.
- Le migrazioni possono essere volontarie, quando le persone scelgono di spostarsi, o forzate, quando sono imposte da fattori esterni.
- La storia delle migrazioni ha avuto un forte impatto demografico, con continenti popolati da immigrati europei durante la colonizzazione e la tratta degli schiavi africani.
- Oggi l'Italia, un tempo paese di emigrazione, è diventata meta di immigrazione, affrontando sfide legate all'integrazione dei nuovi arrivati, spesso privi di documenti.
Indice
Definizione e cause della migrazione
La migrazione è lo spostamento massiccio di popolazione da una zona all’altra del pianeta. Tale spostamento può avere cause diverse; nella maggior parte dei casi le popolazioni si spostano nel tentativo di migliorare la loro condizione di vita, ma può anche accadere che sfuggano a persecuzioni politiche, religiose o razziali.
Tipi di movimenti migratori
I movimenti migratori si suddividono in due tipi, a seconda che siano, per così dire, in “entrata” o “in uscita” da una nazione, presa ad esempio l’Italia come punto di riferimento, parliamo di emigrazione quando i cittadini italiani si recano all’estero e di immigrazione quando sono gli stranieri a stabilirsi in Italia. Si parla infine di migrazione interna quando avviene uno spostamento di popolazione all’interno della stessa nazione (ad esempio quella che negli anni Cinquanta e Sessanta portò numerosi abitanti del Sud Italia a lavorare nelle fabbriche del Nord).
Classificazione delle migrazioni
I movimenti migratori vengono suddivisi anche in base al modo in cui sono avvenuti:
* Migrazione volontaria, quando le persone scelgono liberamente di spostarsi
* Migrazione forzata, quando lo spostamento viene loro imposto.
L’esempio più famoso di migrazione forzata è quello della “tratta degli schiavi” che portò nell’America del Nord milioni di abitanti del continente africano. Infine i movimenti migratori possono essere classificati in base alla durata della permanenza nel nuovo territorio. Si parla allora di migrazione permanente, quando gli emigrati si installano definitivamente nel nuovo territorio, di migrazione temporanea quando è previsto un loro ritorno al paese d’origine e di migrazione stagionale, quando lo spostamento è legato a fenomeni stagionali (ad esempio la raccolta di prodotti agricoli che necessita del lavoro di molte persone).
Storia e impatto delle migrazioni
Grandi spostamenti di popolazione si sono registrati fin dai tempi più lontani (basti pensare alle discese dei cosiddetti Barbari dal Nord al Sud dell’Europa), ma è negli ultimi secoli che il fenomeno si è accentuato. Interi continenti sono stati infatti popolati da immigrati provenienti da altre zone del mondo. Gli attuali abitanti dell’Oceania, dell’America del Nord e del Sud, del Sud Est asiatico e di molte zone dell’Africa discendono infatti dagli immigrati europei che vi si trasferirono nel periodo della colonizzazione. La presenza negli Stati Uniti di un elevato numero di cittadini di colore, invece, come già è stato detto, è la conseguenza della tratta degli schiavi dal continente africano.
Italia: da emigrazione a immigrazione
L’Italia ha vissuto una massiccia emigrazione all’inizio del XX secolo; le condizioni di povertà della nostra penisola spinsero molte a cercare lavoro nei paesi del nord dell’Europa o in quelli del continente americano. Ai nostri giorni l’Italia è invece diventata terra di immigrazione. Quasi ogni giorno arrivano cittadini stranieri. Nella maggior parte sono clandestini. La mancanza di documenti impedirà loro di trovare un lavoro regolare e di entrare a far parte a tutti gli effetti della nazione che li ospita. L’inserimento di persone con tradizioni e cultura diverse crea spesso problemi per la soluzione dei quali non bastano le leggi, ma occorre la buona volontà di tutti i cittadini.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali cause della migrazione?
- Come si classificano i movimenti migratori?
- Qual è la differenza tra migrazione volontaria e migrazione forzata?
- Come si distingue la migrazione in base alla durata della permanenza?
- Qual è l'evoluzione della migrazione in Italia nel corso del tempo?
Le cause della migrazione possono variare, ma nella maggior parte dei casi le popolazioni si spostano per migliorare la loro condizione di vita o per sfuggire a persecuzioni politiche, religiose o razziali.
I movimenti migratori si suddividono in emigrazione (uscita da una nazione), immigrazione (entrata in una nazione) e migrazione interna (spostamento all'interno della stessa nazione).
La migrazione volontaria avviene quando le persone scelgono liberamente di spostarsi, mentre la migrazione forzata è imposta, come nel caso della tratta degli schiavi.
La migrazione può essere permanente (installazione definitiva), temporanea (ritorno previsto) o stagionale (legata a fenomeni stagionali, come la raccolta agricola).
L'Italia ha vissuto una massiccia emigrazione all'inizio del XX secolo, mentre oggi è diventata terra di immigrazione, con un arrivo costante di cittadini stranieri, spesso clandestini, che affrontano difficoltà nell'inserimento.