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Perché le rivolte del 48 vedono un coinvolgimento anche del popolo?

Perché le rivolte diventano imponenti quando il popolo viene colpito direttamente. In questi anni infatti ci sono dei raccolti che non vanno bene, c’è una diminuzione delle merci agricole, un aumento dei prezzi e perciò iniziano le proteste del popolo che non riesce a sopravvivere. Quindi secondo gli storici, il motivo per cui nel 48 nascono queste rivolte non è relativo ad una nuova società segreta che ha saputo organizzare meglio la ribellione ma è relativo proprio a questioni sociali ed economiche che finiscono per coinvolgere un ampio numero di persone.
Nel gennaio del 48 scoppiano delle rivolte in Italia. Rivolte che hanno a che fare con i 4 stati più importanti che riguardano l’Italia.
• Regno delle Due Sicilie (Palermo e Napoli). Re Ferdinando II
• Toscana (Firenze). Leopoldo II di Lorena
• Stato Pontificio (Roma). Pontefice Pio IX
• Piemonte (Torino e Genova). Carlo Alberto
Sono i quattro sovrani dei quattro stati d’Italia che nel gennaio del 48 vivono un momento di difficoltà, poiché il popolo insorge. Prima che queste rivoluzioni diventassero troppo importanti, i 4 sovrani decidono di concedere delle Costituzioni, concedono delle riforme rispettivamente ad ogni stato.
A gennaio vi sono dunque le concessioni da parte di questi sovrani.
A febbraio scoppierà un’altra rivoluzione in Francia che farà si che Luigi Filippo (al potere dal 30) viene cacciato. Il popolo parigino si ribella contro la monarchia borghese e nasce così la seconda repubblica (la prima è quella di Robespierre), che è una repubblica presidenziale, che avrà vita molto breve, durerà circa 4 anni; il presidente eletto, con un suffragio universale si chiamerà Carlo Luigi Bonaparte, un parente alla lontana di Napoleone. Carlo Luigi Bonaparte negli anni ’50 diventerà imperatore, dando vita al secondo impero.
Nel 48 la Francia da monarchia diventa repubblica. Alla fine del 48 ci saranno le elezioni e verrà eletto appunto Carlo Luigi Bonaparte, esponente del partito reazionario e clericale.

In Italia a Marzo del 1848 scoppia la I Guerra d’ Indipendenza. Tra il 17 e il 23 marzo a Venezia, e tra il 18 e 23 marzo a Milano scoppiano delle rivolte molto importanti. Queste rivolte dei cittadini veneziani e milanesi, guidati da alcuni esponenti del Risorgimento, portano gli stessi cittadini a cacciare le truppe austriache che erano presenti sia a Milano che a Venezia. Principalmente le truppe di Radestzky, che era il capo delle truppe austriache in italia.

Il 23 marzo vengono perciò cacciate le truppe austriache le quali si rifugiano nel famoso Quadrilatero, un insieme di 4 fortezze.

Carlo Alberto, re del Piemonte, coglie l’occasione per dichiarare guerra all’Austria. Carlo Alberto vuole annettere il Lombardo-Veneto; ma il vero messaggio che giunge da Venezia e da Milano è di richiedere l’annessione all’Italia, ma l’Italia non esiste e dunque Carlo Alberto si presenta come il potenziale unificatore dell’Italia.
Il Piemonte dichiara guerra all’Austria e per la prima volta nella storia gli altri 3 stati si alleano con il Piemonte contro l’Austria. Si crea appunto un’alleanza tra il regno delle Due Sicilie, Toscana, Stato Pontificio e il Regno dei Savoia(Piemonte). Perciò Carlo Alberto riceve l’appoggio anche di questi altri 3 sovrani. Vi è molta speranza negli italiani in quanto sembra essere il primo nucleo di esercito italiano antiaustriaco e si spera in una possibile unità d’Italia.

Vi sono però alcuni problemi:
• Leopoldo II, appartiene alla famiglia Lorena la quale è imparentata strettamente con l’imperatore d’Austria. Perciò è strano che un parente dichiari guerra all’imperatore d’austria.
• Pio IX, salito al potere nel ‘46 e inizialmente apparso ai Romani come un pontefice riformista, muove le truppe per andare ad aiutare Carlo Alberto ma l’impero Austriaco tra i territori Tedeschi è l’unico impero cattolico (gli altri stati tedeschi sono luterani); perciò sarebbe stato strano anche qui che il pontefice dichiari guerra all’unico impero cattolico dell’impero tedesco.
Federico II, anche lui imparentato con la famiglia imperiale austriaca, governa uno stato nel sud Italia che non ha alcun interesse a fare la guerra con l’Austria, non è neanche confinante con l’Austria.

C’è appunto qualcosa di strano in questa alleanza, tant’è vero che questa alleanza si sfalda, crolla nel giro di poche settimane.
Pio IX decide così di ritirare le truppe, scioglie questa alleanza e subito dopo anche Federico II e Leopoldo si ritirano. Perciò l’alleanza muore sul nascere.
Questi 3 sovrani verranno visti come traditori, perché avevano appoggiato Carlo Alberto ma poi nel giro di pochi giorni avevano ritirato le truppe.

Carlo Alberto è perciò l’unico che rimane in guerra con l’Austria ma non ha alcuna speranza perché l’esercito austriaco è molto forte, è più forte dell’esercito piemontese composto da volontari. Tant’è vero che a luglio a Custoza, dopo qualche battaglia, l’esercito piemontese viene sconfitto molto duramente. Carlo Alberto viene perciò sconfitto dall’Impero Austriaco.
Dopo la sconfitta di Custoza, Carlo Alberto chiede l’armistizio, dichiara perciò di essere sconfitto, dichiara la propria inferiorità rispetto all’Austria e quindi la guerra si ferma e iniziano le trattative di pace.

Nei mesi successivi, fine ’48 inizio ’49, gli abitanti di questi altri 3 stati, cominciano a ribellarsi contro i loro sovrani accusati di tradimento e all’inizio del 49 costringono alla fuga sia Leopoldo II, sia Federico II sia Pio IX. Fatto sta che a gennaio del 49, una rivolta a Roma, porta per la prima volta il papa a fuggire da Roma.
Si rifugia Gaeta dove verrà poi raggiunto dagli altri 2 sovrani.

Da gennaio del 49 a luglio del 49, abbiamo 6 mesi in cui il papa non è più a Roma, ma abbiamo un’esperienza importantissima, la Repubblica romana.
Questi 6 mesi sono fondamentali, perché la repubblica romanda dà tantissime speranze ai personaggi che stanno guidando il Risorgimento. In questi 6 mesi verranno a Roma Garibaldi (tornato dall’America), Mazzini e altre persone che hanno cercato di creare un nucleo democratico, in quanto la repubblica romana voleva essere democratica e non semplicemente liberale moderata. È un momento di grandi speranze che però dura solo sei mesi, perché a luglio del ‘49 interviene proprio Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, reazionario clericale per ristabilire il pontefice sul trono.

Egli diventato presidente nel 48, decide nel 49 per assicurarsi l’appoggio di tutte quelle frange conservatrici all’interno della Francia, manda le truppe francesi a Roma che sconfiggono i repubblicani romani. L’esercito francese occupa perciò Roma e riporta sul trono il papa-re Pio IX, il quale, dopo l’esperienza della repubblica romana, cambia del tutto atteggiamento e da papa riformista progressista diventa un papa reazionario conservatore.

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