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I moti degli anni ‘20 e degli anni ‘30


L'Italia era stata divisa in otto Stati influenti sul piano politico internazionale, posti tutti sotto il controllo diretto o indiretto della monarchia asburgica. Viene inoltre, attraverso la Confederazione germanica, che raggruppava gli Stati tedeschi e dalla quale ebbe la presidenza, controllava tutta l'Europa centrale con lo scopo di impedire unificazione nazionale. Altre complesse questioni nazionali riguardavano la Polonia, i Paesi Bassi, Balcani l'Irlanda. In questo clima, gruppi di opposizione nazionale, erano costretti alla clandestinità, ma riuscivano a mantenere vivi canali organizzativi in tutta Europa. Solo in alcuni degli stati tedeschi e in Francia, furono istituiti regimi moderatamente liberali, fondati su una carta costituzionale concessa dal sovrano.
In Francia, Luigi XIII, realizzò istituzioni parlamentari, ma l'avvento di Carlo X portò la Francia in un clima retrogrado. L’attività cospirativa in Italia organizzata da numerose società segrete, prima fra tutte la carboneria.
L'ordine stabilito a Vienna comincio ad essere turbato dalle rivoluzioni che nel 1820-21, che esplosero in Spagna, Napoli, e Piemonte vedendo come protagonisti militari e cospiratori liberali. Obiettivo di questi sommovimenti era costringere il sovrano alla concessione di una carta costituzionale.
Queste rivoluzioni, però ebbero scarso appoggio da parte della società civile, vennero infatti facilmente sedati dagli stati della Santa Alleanza. La situazione inglese era caratterizzata da una relativa dialettica parlamentare: alcuni garanzie costituzionali vennero mantenute; nel 1824, il governo fu costretto a concedere la libertà di associazione ai lavoratori; nel 1832, una riforma elettorale, includeva nel Parlamento anche i nuovi ceti urbani e imprenditoriali. L' ondata rivoluzionaria del 1830 ebbe inizio in Francia. A Parigi, un sollevamento popolare contro la svolta reazionaria di Carlo X, portò al crollo della dinastia borbonica e alla monarchia costituzionale di Luigi Filippo D'Orleans. La rivoluzione si diffuse in Europa, toccando il Belgio (che ottenne l'indipendenza dall'Olanda), la Polonia (che proclamò la propria indipendenza, e alcuni stati italiani; mentre in Italia e in Polonia le rivolte furono represse; in Francia e in Belgio, le rivoluzioni furono vittoriose.
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