La figura di Morales è particolarmente insolita, interessante e dà la misura dei contrasti e delle peculiarità che connotano l'America Latina. Morales, che proviene da una famiglia di minatori, ha lavorato negli anni Ottanta come coltivatore nelle piantagioni di coca, il vegetale da cui si ricava la cocaina, una droga estremamente pericolosa ed enormemente diffusa in Occidente, nonostante il commercio sia illegale. In Bolivia Morales diventa capo sindacale dei cocaleros, cioè dei lavoratori nelle piantagioni di coca, e nel 1997 viene eletto deputato al parlamento, alle cui elezioni si è candidato come esponente del Movimento al Socialismo (Mas), un piccolo partito fondato per l'occasione. In Parlamento si oppone alla politiche antidroga del governo in carica, che su richiesta del governo statunitense e con il pieno appoggio dell'ambasciatore americano in Bolivia vorrebbe sradicare le coltivazioni di coca diffuse nella Bolivia centro-orientale. Nel 2002 Morales si candida alle elezioni presidenziali e nel corso della campagna elettorale si scontra molto duramente con l'ambasciatore statunitense in Bolivia, che addirittura giunge a invitare pubblicamente gli elettori a non votare per Morales. A sorpresa il Mas, che nel 1997 aveva preso il 4% dei voti, nel 2002 ottiene il 20,94% diventando così il secondo partito boliviano e il principale partito dell'opposizione. Negli anni seguenti come dirigente dell'opposizione Morales continua a difendere i diritti dei cocaleros sostenendo che non è un problema della Bolivia se in occidente molti fanno uso di droghe, e a polemizzare per questo duramente con i rappresentanti degli Stati Uniti: questa presa di posizione gli fruttano una grande popolarità, che nelle elezioni presidenziali del 2005 trionfare con il 53,9% dei voti. Subito dopo essere stato eletto presidente, Morales sarà interrotto la tradizione che voleva che gli Stati Uniti fossero la prima destinazione del Primo viaggio diplomatico del nuovo presidente boliviano. Invece Morales ha compiuto un viaggio durato dal 30 dicembre del 2005 al 13 gennaio del 2006, nel quale ha incontrato Fidel Castro a Cuba e Hugo Chávez a Caracas poi si è recato a Madrid, Dove ha incontrato il presidente del Consiglio spagnolo, il socialista josé Luis Rodríguez Zapatero, e il re Juan Carlos; a Parigi ha incontrato il presidente francese Jacques Chirac poi si è recato in Cina, in Sudafrica e in Brasile, dove si è incontrato con Luiz Inácio. Nel corso del loro incontro Chávez e Morales hanno dichiarato di volere formare un "Asse del bene" tra Bolivia, Cuba e Venezuela, in contrasto con l'Asse del male costituita dagli Stati Uniti e dai loro alleati, ininterrottamente impegnati in uno sfruttamento neocoloniale dell'America latina. Tra le prime mosse della presidenza Morales, che hanno dato qualche concretezza a queste dichiarazioni, ci sono state la nazionalizzazione delle raffinerie di gas naturale e la revisione dei contratti per lo sfruttamento delle risorse petrolifere, politiche analoghe sono state seguite da Chávez in Venezuela.

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