Italia Unita- il nuovo regno d'Italia

Italia post unità

• l’Italia unita dovette affrontare:
1. differenze politiche, economiche e culturali (es. linguistiche) presenti nelle diverse regioni.
2. crisi economica (poche fabbriche per lo più al nord—> 70% agricoltori) e diffusione di malattie.
3. tasso di mortalità e nascita elevato.
4. analfabetismo diffuso (80%, con 90% del meridione)—> poche scuole e non c’era l’obbligo.
5. divario tra Nord, con la maggior parte del reddito grazie a zone fertili, aziende agricole,
coltivazione di riso e seta (quest’ultima commercializzata con Francia e Inghilterra), e il sud, privo di risorse energetiche, di infrastrutture (reti stradali e ferroviarie modeste) e dove la povertà era aggravata da un’agricoltura per lo più latifondista—> i latifondisti erano poco inclini al rinnovamento dato che per pochi soldi reclutavano dei braccianti.

• Destra storica
• Lo statuto Albertino venne esteso a tutt’Italia, poiché il Piemonte era sicuro di essere in grado di guidare la nazione e il suo modello era l’unico rimasto in vigore. Nelle elezioni del 1861 uscì vincitrice la Destra (eredi di Cavour), di stampo liberale, che procedette con:
1. Unificazione legislativa del paese
2. sistema amministrativo centralizzato ed emanazione del codice civile
3. non si arrivò ad un unico codice penale poiché la toscana abolì la pena di morte
4. incoraggiò lo sviluppo economico—> potenziò le infrastrutture, abolì le dogane per il mercato interno, abbatté i dazi sulla importazioni favorendo il commercio estero, favorì il commercio dei beni ecclesiastici
5. pareggiò il bilancio con tasse sul sale e macinato, rivolte sopratutto ai ceti popolari, che provocarono inizialmente tensioni ma che raggiunsero l’obiettivo.
6. cercò di risolvere l’analfabetismo con l’obbligo scolastico dei primi 2 anni di scuola elementare (legge Casati) così che tutti parlassero la stessa lingua nazionale
7. risolse il problema del brigantaggio, nato in seguito a rivolte scoppiate per il carico fiscale e la leva obbligatoria, da parte dei filo-borbonici che fecero leva sul malcontento generale, sopratutto per la requisizione dei beni ecclesiastici, e si appoggiarono alla Mafia (1865-1866), gli ultimi furono sconfitti dalla marina a Palermo.
8. riuscì a far annettere il Veneto grazie all’alleanza con Bismarck nel 1866 durante la guerra austro-prussiana: le truppe italiana non riuscirono a portare alla vittoria, nonostante qualche successo dei cacciatori delle Alpi, ma nonostante ciò l’Austria cedette il Veneto alla Francia, come ricompensa per l’attività di mediazione, che cedette all’Italia.
9. riuscì ad ottenere Roma, “futura capitale d’Italia” come disse Cavour, provata a conquistare inizialmente nel 1862 quando Garibaldi tentò di risalire dalla Sicilia, ma bloccato dall’esercito regio visto il possibile intervento della Francia, con cui poi il 1o ministro Minghetti firmò la convenzione di Settembre per calmare le acque allontanando i francesi da Roma in cambio di spostare la capitale da Torino a Firenze, ma non calmò la popolazione. Garibaldi fece un 2o tentativo, una volta entrato nel Lazio a Roma doveva scoppiare una rivolta, ma fu bloccato dai francesi a Mentana e sconfitto Con la breccia di Porta Pia (1870), grazie all’intervento della Prussia che sconfisse la Francia, Roma fu circondata, furono sconfitte le truppe pontificie e nominata capitale. A risolvere i rapporti con il papa Pio IX , che non sopportava l’occupazione, fu la legge delle guarentigie che assicurava l’autonomia del pontefice e l’extraterritorialità del Vaticano, Laterano e Villa Castelgandolfo, ma nonostante ciò nel “Non expedit” il papa vietò che i cattolici partecipassero alle elezioni di uno stato “usurpatore”.
• Sinistra costituzionale
• Le troppo pressanti misure fiscali di destra portarono all’elezione nel 1876 del partito di sinistra, filo-monarchico, sotto Agostino Depretis, il quale:
1. Mise in atto riforme a vantaggio delle classi popolari
2. Riforma delle scuole elementari (legge Coppino, 1877)—> obbligo scolastico all’età di 9 anni,
sanzioni salate in caso contrario.
3. Abolizione della tassa sul macinato (1879)
4. riforma elettorale (1882)—> triplicato il numero di elettori (7% della popolazione), abbassato il
limite di età da 25 a 21 anni, dimezzato il livello di censo e alfabetismo criterio alternativo a quello censitario—> ciò comportava però il rischio di un rafforzamento di opposizioni non liberali, come i radicali mazziniani e i conservatori; si decise quindi di formare un grande centro comune a Destra e Sinistra (Trasformismo)—> non portò a nulla di fatto poiché era un sistema fondato su interessi personali che favorì la corruzione.
• In politica estera l’Italia, vedendo la Francia conquistare la Tunisia, considerata per vicinanza geografica di sua proprietà, si strinse in una triplice alleanza con Germania e Austria-Ungheria. iniziò una politica coloniale in Africa, acquisendo la Baia di Assab sul mar Rosso e Massaua in Eritrea; da qui puntò verso l’Etiopia ma fallì con la sconfitta di Dogali (1887)—> umiliazione.
• In politica economica abbandonò il liberismo, già iniziato ad abbandonare dalla destra conte riforme doganali, e adottò il protezionismo, proteggendo l’agricoltura con dazi per grano e zucchero che avvantaggiarono i latifondisti del sud. Per bilanciare i guadagni visto la difficoltà commerciale a causa della “guerra commerciale” con la Francia, si favorì anche la nascita dell’industria pesante attraverso esenzioni fiscali e contributi. Anche le rimesse, ossia i risparmi trasferiti in patria dai numerosi migranti di quel periodo, favorirono l’economia.
• Partito socialista
• Con lo sviluppo industriale cominciò a crescere anche il movimento operaio italiano; fondamentale fu Michail Bakunin e le idee dell’internazionale, secondo cui grazie all’intervento degli strati inferiori era possibile creare una società di eguali —> libertà principio fondante—> si formarono i primi gruppi internazionali su posizioni bakuniane, non marxiste.
• Nei primi anni 70 scoppiarono diversi scioperi, e protagonisti furono Costa e Malatesta. Questi furono però facilmente stroncati e ciò fece ripensare all’organizzazione del movimento—> si penava di formare un partito politico dei lavoratori. Costa e la compagna Anna Kuliscioff fondarono il giornale “L’Avanti!” che spinse nel 1882 alla nascita del Partito operaio italiano. Nello stesso anno ci furono grandi scioperi anche nella bassa padana da parte dei contadini—> nacquero le leghe di braccianti
• nacquero poi le federazioni di mestiere ( lavoratori di una specifica categoria sul territorio nazionale) e successivamente le Camere del lavoro (lavoratori di diverse categorie della stessa città/provincia). Nel 1892 Filippo Turati, dal coordinamento di tutte queste organizzazioni, fondò a Genova il partito dei lavoratori italiani che divenne nel 1895 Partito socialista Italiano—> visione riformista, con la partecipazione alle elezioni per la conquista dei poteri pubblici e l’impegno per ottenere miglioramenti nella vita operaia
• I governo Crispi
• Nel 1887 salì al governo per la sinistra Francesco Crispi, che divenne anche ministro degli interni
e degli esteri. puntò alla creazione di uno stato forte sul modello di Bismarck:
1) per prevenire conflitti sociali: rafforzamento dell’esecutivo (governo più autonomo)
2) legge sull’ordinamento comunale e provinciale (1888) che bilanciò aperture democratiche (es.
ampliamento dell’elettorato amministrativo)
3) nuovo codice penale (1889): abolì la pena di morte e sancì la libertà di sciopero e
associazione, ma la Legge di pubblica sicurezza dello stesso anno conferì alle unità
amministrative di emanare provvedimenti che limitassero la libertà dei socialmente pericolosi
(dall’ammonizione al domicilio coatto)
4) per appoggiare la società varò la legge sanitaria (1888) e la laicizzazione delle opere pie
(1890)—> tutela dei bisognosi da parte dello stato per la prima volta
5) cercò di diffondere nel popolo un senso di patriottismo celebrando il risorgimento (educazione
scolastica, monumenti, feste patriottiche)
• Politica Estera:
- guerra doganale con la Francia (1888)
- tentativi di espansione coloniale in Africa—> nel 1889 firmò con il negus d’Etiopia il trattato di
Uccialli, dove l’Etiopia stringeva un patto d’amicizia con l’Italia ma l’Italia spacciò il trattato come
accordo di sottomissione dell’Etiopia all’Italia—> inasprimento dei rapporti
- nascita della colonia d’Eritrea (1890)
la politica estera portò un dispendio tale di denaro che Crispi fu costretto a dimettersi.
• Governo Giolitti
• Dopo un breve governo di Rudinì salì Giolitti, che sapendo della scarsa economia evitò una politica estera; anzi per risolvere la crisi economica attuò una riforma tributaria per ridistribuire la ricchezze: imposta sul reddito e aumento della tassa di successione ad una democrazia autoritaria: combinazione di tendenze autocratiche (es. accentramento amministrativo) e innovazioni liberali (riforma dell’ordinamento penale).
• Quanto alle repressioni delle agitazioni sociali affermò che erano necessarie solo in caso di pericolo per le istituzioni. Proprio per questo, davanti alla rivolta dei “fasci” in Sicilia (1893), associazione di lavoratori che rivendicava i propri diritti, decise di non intervenire e ciò apparve come segno di debolezza.
• Giolitti cadde definitivamente con lo scandalo della banca romana, che aveva emesso illegalmente una grande quantità di denaro facendosi coprire dai politici in cambio di prestiti.
• II governo Crispi
• Crispi salì al governo una seconda volta, assediando la Sicilia e sciogliendo i fasci. E per mantenere l’ordine emanò le leggi anti-anarchiche: limitazioni alle libertà di stampa, riunione e associazione e venne sciolto il partito socialista.
• In Etiopia, il negus Menelik, non volendo sottomettersi all’Italia, revocò il trattato d’Uccialli—> Crispi attaccò l’Etiopia ma fu sconfitto ad Adua (1896) e rassegnò le dimissioni
• Governo Rudinì
• a Crispi subentrò di nuovo Rudinì, che abbandonò le mire coloniali e si riavvicinò alla Francia.
• Intanto vi furono diverse polemiche da parte dei liberali-conservatori riguardo al popolo nella vita
politica, poiché secondo loro solo le classi più alte vi dovevano partecipare—> essendo impossibile limitare di nuovo il suffragio, si decise di limitare il potere del parlamento—> Sonnino con lo scritto “Torniamo allo statuto” proponeva di tornare a quando il governo non dipendeva dal parlamento ma solo dal re—> accresciuti i poteri del re.
• Intanto nel 1898 il paese fu scosso dalla “protesta dello stomaco” a causa dell’aumento del prezzo del pane, e anziché abbassarlo si intervenì con la forza: tra il 6 e il 9 Maggio Bava Beccaris sparò sulla folla provocando morti e feriti.
• governo Pelloux
• Il successivo governo Pelloux proseguì una politica repressiva cercando di far approvare leggi che limitassero la libertà di stampa, di associazione, di insegnamento, di sciopero—> leggi liberticide (1899). Ma i parlamentari di sinistra, liberal-democratici e socialisti riuscirono, attraverso la tecnica dell’ostruzionismo (interruzioni, discorsi infiniti, ecc) a bloccare l’iter delle leggi.
• Nel 1899 Pelloux col sostegno del re provò comunque ad emanare le leggi visto che non occorreva il consenso del parlamento, ma fu bloccato dalla Corte di Cassazione—> vittoria dei liberal-democratici e socialisti.
• Nelle elezioni del 1900 i deputati socialisti passarono da 17 a 33 e Giuseppe Saracco salì al governo.
• Uccisione di Umberto I
• Il 29 Luglio 1900 Umberto I fu ucciso con 3 colpi di pistola da Gaetano Bresci, emigrato in America e tornato per vendicare le vittime della strage di Bava Beccaris—> salì Vittorio Emanuele III, che assecondò la svolta progressista italiana affidando il governo a Zanardelli—> corso politico liberal-riformista.
• L’assassinio di Re Umberto I (1900) e l’avvento di Vittorio Emanuele III assecondarono la svolta progressista e l’avanzata dei socialisti.

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