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Italia: situazione economica
L’Italia è una delle maggiori potenze industriali del mondo, fa parte del gruppo di Paesi che adottano come moneta unica l’euro e condivide i problemi comuni a quasi tutti gli Stati europei, quali la povertà, la disoccupazione e la crisi del Welfare State. L’economia italiana ha dato prova nella seconda metà del XX secolo di una grande dinamicità, cioè di essere in grado di adattarsi a situazioni nuove. Rispetto agli altri Paesi sviluppati però essa presenta alcuni aspetti di arretratezza.
In primo luogo vi è una scarsa presenza di industrie ad alta intensità di ricerca come l’informatica, le telecomunicazioni, le biotecnologie, la chimica fine ed il settore vitali, in rapidissima trasformazione ed altrettanto veloce crescita, a causa degli scarsi investimenti nella ricerca e di ritardi accumulati nel tempo.
Altro problema è la debolezza di alcuni importanti settori del terziario privato (finanza, assicurazioni) che, con pochissime eccezioni non sono in grado di inserirsi nel mercato globale e rischiano quindi di scomparire, inghiottiti dai grandi gruppi economici bancari, finanziari e assicurativi multinazionali, come è successo a molte industrie alimentari.
Vi sono inoltre notevoli carenze in servizi pubblici fondamentali come le ferrovie e le poste: esse costituiscono un ostacolo per lo sviluppo. Rimane ancora irrisolto il problema della povertà dell’Italia meridionale: a quasi un secolo e mezzo dall’Unità infatti la questione meridionale è ancora aperta. Allo sviluppo in corso lungo la costa adriatica, soprattutto in Abruzzo, ma anche in Molise ed in Puglia, si oppone la grande arretratezza delle altre regioni (in particolare Calabria e Sicilia occidentale) ed il sostanziale fallimento dei grandi poli industriali (Taranto, Siracusa, Matera e Cagliari) creati in passato. In queste regioni i tassi di disoccupazione sono tra i più alti d’Europa, in particolare tra i giovani (oltre il 40% contro circa il 15% del Centro-Nord) e tra le donne. Gli investimenti dello Stato sono andati a sostegno del reddito, perché sono stati concessi sussidi, ma non della produzione, per cui si è avuto un aumento dei consumi e non uno sviluppo economico.
Va infine segnalata la situazione di illegalità diffusa e la presenza di una criminalità organizzata che ha un potere inimmaginabile in qualunque altro Stato dell’Unione Europea. Essa costituisce un freno allo sviluppo economico.

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