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Espansione industriale

L’industria cotoniera inglese conobbe una rapida crescita, perché i tessuti di cotone prodotti industrialmente avevano costi molto più bassi di quelli prodotti dagli artigiani ed ebbero quindi una grande diffusione. Il cotone, che si tinge e si lava più facilmente della lana e del lino, divenne la fibra tessile più utilizzata.
Nella prima metà dell’Ottocento numerosi progressi avvennero anche nella lavorazione di fibre: la lana (macchine per la pettinatura e la cardatura, due operazioni per rendere lavorabile la lana greggia), la seta (telaio Jacquard, 1801) ed il lino (filatura ad umido, 1810). Il cotone però divenne la principale fibra tessile industriale: nel 1850 vi erano nel Regno Unito circa 1000 telai per la tessitura del lino, 42.000 per la lana e 250.000 per il cotone.

Altre innovazioni
L’industria tessile fu il settore trainante della Rivoluzione industriale, ma anche in altri settori avvennero trasformazioni importanti. Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento nacque un’industria in grado di produrre macchine utensili (che producono pezzi asportando il metallo in eccedenza) ad alta precisione, grazie all’uso di nuovi modelli di torni (tornio, per cilindri di Wikinson, 1774), fresatrici, piallatrici: fu questa industria a permettere la realizzazione e la diffusione su larga scala delle macchine necessarie all’industria tessile.

Importanti progressi vennero realizzati in altri campi: nella produzione di ceramica, vetro e carta, nella riproduzione di disegni (litografia, Senefelder, 1798), nell’industria chimica. Le invenzioni che resero possibili questi progressi furono realizzate prima nel Continente, poi in Gran Bretagna, ma fu l’industria inglese a sfruttarle pienamente.


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