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Politica sociale di fine '800

Per migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle masse tanto Zanardelli quanto Giolitti cercano di avviare i primi interventi che inaugurano una nuova politica sociale. Tuttavia anche in questo caso come altrove nell'Europa dell'epoca, gli interventi legislativi sono piuttosto disorganici; nel 1902 viene istituito l'Ufficio del Lavoro, presso il ministero di Agricoltura Industria e Commercio, con il compito di studiare proposte possibili per facilitare rapporti di lavoro, nello stesso anno vengono introdotti limiti e l'impiego delle donne nelle fabbriche e viene perfezionata la legge sul lavoro dei bambini, già introdotta nel 1886; vengono anche poste in applicazione leggi, già provate nel 1897-98, sulle assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni per i lavoratori dell'industria. Più tardi, nel 1912, viene approvata una legge che istituisce l'Istituto Nazionale Assicurazioni ( Ina), che dovrebbe rilevare tutte le attività svolte dalle aziende private nel settore; con i proventi ricavati dalle assicurazioni sulla vita, l'Ina cofinanzierebbe le assicurazioni dei lavoratori per malattia, infortunio e vecchiaia, il condizionale è d'obbligo, perché l'adozione della legge è rimandata al 1923, una norma studiata per permettere alle aziende assicurative di far fronte con agio al cambio di gestione nel settore. Inoltre più incisiva è l'opera di riforma della scuola pubblica. Nel 1904 viene prolungata il periodo dell'obbligo scolastico mentre una successiva riforma, attuata da un governo non preceduto da Giolitti, statalizza la scuola elementare fin allora a carico dei comuni, rendendone più efficace la gestione e il finanziamento. Gli effetti sono significativi con una netta e progressiva diminuzione dell'analfabetismo.

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