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Il degrado politico

In tutti gli Stati dell’Europa occidentale forze politiche diverse si alternavano al potere, ma in Italia questo non avveniva e non sembrava possibile nessuna alternativa all’alleanza politica nel governo: la principale forza d’opposizione, il Partito Comunista, non era in grado di ottenere la maggioranza dei voti e il suo ingresso nel governo sarebbe stato fortemente osteggiato dagli Stati Uniti con cui l’Italia era alleata. In Italia si aveva perciò una democrazia bloccata che sembrava non potersi rinnovare.
La situazione di democrazia bloccata favorì un aggravarsi del fenomeno della corruzione da tempo presente in Italia, perché non essendoci la possibilità di un cambiamento dei partiti al potere gli uomini al governo pensarono di potersi sottrarre ad ogni controllo, anche da parte della magistratura: i giudici che indagavano sui politici venivano spesso trasferiti e la loro carriera finiva. La corruzione non si limitava ad alcuni casi e ad alcune realtà, ma divenne un sistema generalizzato.

I partiti di governo ricevevano percentuali fisse per assegnare gli appalti (contratti) per la realizzazione di opere pubbliche importanti: si trattava di un giro d’affari enorme di svariate decine di migliaia di miliardi di lire ogni anno. Poiché le principali cariche nei servizi pubblici venivano assegnate in base all’appartenenza ad un partito, si aggravò l’inefficienza di molti servizi pubblici, tra cui le poste, le ferrovie, la sanità (soprattutto in alcune regioni) e si sviluppò un rapporto deformato tra lo Stato e i cittadini, per cui il cittadino spesso otteneva ciò a cui aveva diritto, ad esempio la pensione o a cui non aveva diritto, come per esempio l’autorizzazione a costruire dove la legge non lo consentiva) attraverso amicizie oppure offrendo ricompense economiche agli amministratori pubblici.

Questa situazione di illegalità favorì le organizzazioni criminali, come la mafia, che ottennero un potere crescente, sfidando lo Stato: si ebbe una lunga serie di omicidi di uomini politici, giudici e poliziotti e quando, nel 1982, il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che aveva coordinato la lotta contro il terrorismo, venne inviato a Palermo per combattere la mafia, venne ucciso. Nonostante la gravissima corruzione della classe politica, in quegli anni ci fu anche un forte sviluppo della società civile: in Italia si crearono associazioni di solidarietà che videro una grande partecipazione delle donne e dei giovani. Esse favorirono un dibattito tra i cittadini e contribuirono a rafforzare la democrazia italiana in un periodo di profonda crisi.

All’interno della società civile molti criticavano la corruzione presente in Italia, chiedendo un rinnovamento della vita politica. Il rinnovamento si verificò negli anni Novanta in modo inaspettato.

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