Rhodesia sotto la guida di Robert Mugabe

Nell'Africa meridionale nel 1965 si forma lo Stato razzista della Rhodesia, nel quale 250.000 bianchi dominano una popolazione nera composta di più di 5 milioni di persone. Nonostante gli sforzi fatti dal suo Primo Ministro, Ian Smith, la Rhodesia non ottiene riconoscimenti ne aiuti da alcun paesi occidentale. L'Onu inoltre adotta sanzioni commerciali ed economiche per affrettare la caduta del regime razzista. Nel 1972 due organizzazioni nazionaliste e nere fondate qualche anno prima da Joshua Nkomo e Robert Mugabe, avviano sistematiche azioni di guerra contro le proprietà e contro le forze armate dei bianchi. La situazione diventa rapidamente critica per i bianchi anche perché le due principali organizzazioni nazionaliste nere sono finanziate e aiutate l'una dalla Cina e l'altra dall'Urss. Nel 1976-78 Ian Smith apre trattative con i capi dei ribelli, che nel 1980 portano alla caduta della Rhodesia, sostituita dal nuovo Stato dello Zimbabwe, nel quale la popolazione nera ottiene diritti civili e politici di cui in precedenza era priva. La vita della Repubblica dello Zimbabwe non è brillante. Negli anni immediatamente successivi all'indipendenza dei due principali organizzazioni nazionaliste (corrispondenti alle due principali etnia) si combattono nell'ennesima guerra civile. Dal 1985 Mugabe si impone come leader, riuscendo a trovare un accordo tra le due organizzazioni. Ma da allora governa con metodi dittatoriali mentre le condizioni economiche e sociali del paese vanno intorno a un collasso dovuto a scelte economiche sbagliate e alla fuga del paese dei bianchi, che portano con sé anche ingenti risorse finanziarie. La crisi si è accentuata in modo drammatico per l'altra drastica riforma agraria, attuata da Mugabe nel 2000: i proprietari bianchi che ancora possedevano il 70% delle terre sono stati espropriati senza indennizzo e le terre sono state redistribuite, spesso secondo criteri puramente clientelari e a persone prive di esperienza nella conduzione di unità agricole. Il risultato è stato che la produzione agricola è crollata aggravando una pesante crisi economica tuttora in corso.

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