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Repressione delle rivoluzioni

In Francia gli operai delle industrie, i quali parteciparono ai moti rivoluzionari chiedevano che venisse loro riconosciuto il diritto ad avere un lavoro. Questa richiesta però spaventò la borghesia: essa, infatti, temeva che i propri interessi venissero danneggiati. Poiché la borghesia controllava il governo rivoluzionario, le richieste popolari vennero respinte. Questo provocò una nuova rivolta popolare che fu stroncata con una feroce repressione. Si formò allora un governo conservatore e le elezioni del 1849 portarono al potere Napoleone Bonaparte, un nipote di Napoleone; egli attuò un colpo di Stato nel 1851 e nel 1852 si proclamò imperatore con il nome di Napoleone II.

Anche negli altri Stati europei le rivoluzioni furono represse, ma esse garantirono comunque cambiamenti importanti: in Prussia e nell’Impero austriaco vennero eliminati i residui del feudalesimo, fu concessa una Costituzione in Prussia, nei Paesi Bassi, nel Regno di Sardegna e in Austria (revocata nel 1851, ma rimessa in vigore con poche modifiche nel 1867), in Francia ci fu un importante allargamento del diritto di voto (da 246.000 elettori a 10.000.000 nel 1848) Nella seconda parte del secolo gran parte di queste trasformazioni politiche furono estese anche agli Stati europei, che divennero monarchie costituzionali.


Napoleone
Napoleone Bonaparte si impadronì del potere in Francia con un colpo di Stato (conquista del potere con la forza, rovesciando il governo esistente), assumendo il titolo di Primo Console (1799). Più tardi si proclamò l’imperatore (1804).
Grazie ad una serie di campagne vittoriose, Napoleone conquistò gran parte dell’Europa, unendo alcuni territori alla Francia e affidando alcuni ai suoi parenti. In tutti i territori occupati fu introdotto un Codice civile, basato su quello francese del 1804; esso metteva fine alla società feudale eliminando la distinzione in tre ordini, cancellava i privilegi della nobiltà e del clero e dava a tutto il territorio nazionale un unico ordinamento. Il tentativo di conquistare la Russia si rivelò in seguito disastrosa (1812) e successivamente con la sconfitta di Lipsia (1813) Napoleone fu esiliato nell’isola d’Elba. Tornato in Francia (periodo dei Cento giorni, 1815), fu nuovamente sconfitto a Waterloo ed esiliato in mezzo all’Atlantico, nell’isola di Sant’Elena.


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