Giugno- dicembre 1941: invasione tedesca dell’Urss
L’intervento a favore dell’Italia nei Balcani, aveva fatto si che i rapporti russo-tedeschi s’incrinassero. Inoltre la Germania iniziava a nutrire particolari interessi per il territorio russo sia economici (ricco di grano, ferro e petrolio) che strategici (ampi spazi utili, nell’ideologia hitleriana, per l’espansione della razza ariana e la sottomissione dei popoli inferiori). Così il 22 giugno 1941 Hitler attaccò la Russia (operazione Barbarossa) con un grande impiego di mezzi e uomini. L’avanzata tedesca si sviluppò attraverso tre direttive: lungo Leningrado (posta sotto assedio, resistette per 28 mesi), verso Mosca e verso l’Ucraina/Mar Nero. A fine luglio scese in campo, a fianco della Germania, il Corpo di spedizione italiano in Russia.

Tuttavia in questo caso, la guerra lampo, in cui la Germania aveva sperato, fallì: le truppe sovietiche evitarono l’accerchiamento, l’avanzata verso Mosca fu interrotta prima e ripresa solo a ottobre ma ostacolata in seguito dal maltempo. Dopo la battaglia di Mosca (16 novembre-5 dicembre 1941), l’8 dicembre iniziò la controffensiva sovietica. Così la guerra lampo, sul fronte orientale si trasformò in guerra di posizione e di usura. Nel frattempo Romania, Bulgaria e Ungheria si erano schierate a fianco della Germania, mentre la Finlandia riprendeva le armi contro l’Urss.

Giugno- dicembre 1941: la Carta atlantica
Nonostante gli Usa si fossero dichiarati neutrali già allo scoppio della guerra, presto (1940) avevano concesso aiuti militari alla Gran Bretagna; a questi seguì l’approvazione della legge di “affitti e prestiti” (marzo 1941) con cui il governo americano si impegnava a concedere aiuti e finanziamenti a quei Paesi la cui difesa era considerata vitale per gli interessi statunitensi.
Al 14 agosto 1941 risale invece la stipulazione, Gran Bretagna-Usa (Churchill-Roosevelt), della Carta atlantica (dichiarazione dei principi-base che avrebbero dovuto guidare la ricostruzione del mondo dopo la fine del nazismo), cui successivamente aderì anche l’Urss.

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