Ominide 2471 punti

Il 1917

Il 1917 è l’anno di svolta del conflitto. Succedono 3 grandi eventi:
- Rivoluzione russa: in 2 momenti: a marzo e a ottobre (in realtà il 7 novembre per calendario nostro). Un gruppo di liberali, socialdemocratici e altri, in seguito ad una serie di manifestazioni contro lo zar, prende il potere e lo zar decade. Nasce una nuova repubblica russa in cui il governo è assunto da questi moderati, i cadetti. La guerra prosegue al fianco dell’intesa. Siccome la rivoluzione è stata causata dal malcontento per il governo dello zar e per la carenza alimentare e di risorse delle truppe sul capo di battaglia, molti si rifiutano di combattere, pensando che la guerra sia finita. Essa in realtà continua al fianco dell’intesa. Nel gruppo emerge Lenin, capo dei Bolscevichi, gruppo staccatosi dal partito socialista. Egli viene esiliato in Svizzera dallo zar. Viene rapito dai tedeschi, i quali lo spediscono in Russia, con il fine di fare più danni possibile. Lenin utilizzava la promessa della fine della guerra come propaganda. Questo ad un popolo stanco suonava molto bene. Lenin sapeva di essere in minoranza, ma fa la rivoluzione, prende il palazzo d’inverno e pone fine alla guerra. Al governo vanno i soviet, con a capo Lenin. La Russia esce dal conflitto e gli stati dell’intesa non la prendono bene. La Russia libera i tedeschi dall’incombenza. Il 3 marzo 1918 viene fatto il trattato di Brest-Litovsk, in cui la Russia cede alla Germania la Polonia e i paesi baltici e l’Ucraina diventa indipendente.
- Entrata in guerra degli Stati Uniti: Il 6 aprile 1917 gli Stati Uniti decidono di entrare in guerra a fianco dell’intesa. Prima erano isolazionismi (non interessati ad affari internazionali con a volontà di non essere disturbati da altri stati). Il presidente Wilson compie una rottura di questo pensiero. La causa è un attacco sottomarino che aveva colpito gli interessi dei commerci americani nell’atlantico. Le navi mercantili e civili americane venivano colpite dai sottomarini dei tedeschi. Ciò fa infuriare gli americani, che avvertono i tedeschi che, se avessero continuato questi attacchi, gli Stati Uniti gli avrebbero fatto la guerra. In un primo momento la guerra sottomarina cessa, per poi ricominciare poco dopo. I servizi segreti americani scoprono che i tedeschi avevano mandato un telegramma ai messicani, dove promettevano stati americani in Sud America al Messico, qualora avesse attaccato gli Stati Uniti. Questi ultimi, oltre agli interessi che hanno cominciano a pensare di essere il faro della libertà nel mondo. Pensano quindi di portare con la guerra il loro concetto di libertà (wilsonismo). Wilson dice che, essendo l’America un faro della democrazia, deve promuovere la democrazia e la libertà nel mondo, combattendo per questi ideali. L’unico impero autoritario che faceva parte dell’intesa era uscito. Questo segna una svolta nella politica estera americana, in particolare democratica. C’è una svolta anche per il modo di concepire la guerra: non diventa più europea, dinastica, ma ideologica. C’è una guerra di civiltà.
- Attacco dei tedeschi e degli austriaci all’Italia: il 24 ottobre 1917. I tedeschi, avendo potuto liberare molte truppe nel fronte russo, pensano di compiere un attacco che deve rompere il fronte italiano in un punto per dilagare le truppe fino alla Pianura Padana. Viene organizzato un attacco a Caporetto, che si trova oggi in Slovenia. Il servizio d’informazioni del nostro paese, poco efficiente, sa che i tedeschi stanno organizzando quest’offensiva. Non sanno però la data precisa. Parte l’ordine della Cadorna di rinforzare le truppe in quel settore; questo messaggio non viene data molta importanza, in particolare dal generale Badoglio. L’attacco è una disfatta; i tedeschi entrano nel territorio italiano. Tra morti feriti e prigionieri, cadono 400.000 uomini. C’è anche una disperata fuga dei civili e l’esercito si sfalda, pensando che la guerra sia finita. Gli italiani riescono però a ritirarsi, riorganizzare l’esercito sulla linea del fiume Piave. Questa riorganizzazione è stata possibile perché l’offensiva rallenta a causa degli austriaci, molto affamati; essi trovano depositi di cibo e si fermano a mangiare, rallentando l’avanzata. La battaglia del Piave avviene di lì a pochi giorni. In maniera disperata gli italiani riescono a difendersi e la linea si attesta lì sul fiume. La sconfitta di Caporetto ha messo a repentaglio l’esistenza dello stesso stato. C’è stata una grande risposta dell’Italia (guidata da Diaz, che sostituisce Cadorna), che non ha permesso ai tedeschi di arrivare a Venezia. Cadorna era cattolico, quindi odiato da molti politici romani e da moltissimi massoni. Viene cacciato e sostituito da Armando Diaz, che andava invece d’accordo con la politica romana. Affluiscono anche rinforzi da paesi alleati; vengono inviati sul Piave anche americani, inglesi e francesi. Tra questi c’è anche Enerst Hemingway, che scrive il libro “Addio alle armi”.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email