Intervento di Giappone e Turchia:
Agosto 1914 si era schierato contro il Giappone per i possedimenti tedeschi in estremo oriente.
Novembre Milano 114 a fianco degli imperi centrali.
-Importante perché per la sua posizione strategica, perché la Turchia contribuiva a modificare l'equilibrio delle forze.
-La chiusura degli stretti impediva ogni rifornimento alla Russia attraverso il mar Nero.
aprile 1915 gli inglesi reagiscono organizzando uno sbarco nei Dardanelli, ma la cattiva preparazione porta ad un fiasco.
-Ingresso della Turchia, estensione del conflitto verso il Medioriente e la Mesopotamia, ancora sotto la sovranità turca, minacciando di coinvolgere la Persia vicino agli interessi sia dei russi che degli inglesi.
-Intervento turco, primo genocidio della storia di questi secoli, lo sterminio del popolo armeno abitanti in Turchia e sospettato di simpatizzare con i russi.

- Intervento di Bulgaria: settembre 1915 a fianco degli imperi centrali

- Intervento della Romania: agosto 1916, a fianco dell'intesa
- Intervento della Grecia: giugno 1917, a fianco dell'intesa

Maggio 1915
L'Intervento dell'Italia fu di maggior rilievo.
-Da tempo l'Italia era legata agli imperi centrali della triplice. Il Trattato però era di carattere difensivo e non prevedeva l'obbligo per l'Italia di scendere in campo con la Germania e l'Austria nel caso di un conflitto voluto da loro.
-il governo italiano non venne neanche informato di tali decisioni.
-infatti il 2 agosto 1914 l'Italia dichiarò la propria neutralità non mancando nessun obbligo.

Poi la situazione cambiò:
Sul piano del governo:
-Presidente del consiglio Salandra più i ministri degli esteri, S. Giuliano dopo la morte nell'ott del 1914 di Sonnino.
-cominciarono a considerare i vantaggi politici
1) mantenimento della neutralità, giovava gli imperi centrali.
2) o l'intervento a fianco dell'intesa
-tutto dipendeva dal prezzo che si era disposti a pagare in quanto il mantenimento della neutralità avrebbe portato alla privazione dei propri territori mentre con l'intervento promettevano altri territori, con le possibili vittorie.

Sul piano dell'opinione pubblica:
-Partito interventista, antiche passioni irredentistiche, riunire Alitalia Trento e Trieste, sentimenti di solidarietà per il Belgio, e difesa dei principi liberali e civili affidati alla vittoria di Francia e Gran Bretagna.
Democratici, repubblicani, radicali più alcuni socialisti e sindacalisti rivoluzionari.
-Partito neutralista: intorno ai sentimenti pacifisti, sia generiche simpatie per gli imperi centrali, sia una forte convinzione che anche senza la guerra ci sarebbero stati i compensi dagli antichi alleati.

Socialisti fedeli al partito, mondo cattolico, forze liberali che guardavano ancora Giolitti.

-I sentimenti popolari erano esclusi ma comunque erano per la pace
-Il parlamento c'era un margine di vantaggio per la neutralità
-Corriere della Sera, Albertini: intervento
-La Stampa, Frascati, fedele a Giolitti.
-l'avanti, Mussolini leader dell'ala più estrema del socialismo, all'inizio fu per la neutralità poi nell'ottobre del 1914 per l'intervento. Novembre 1914 venne espulso dal partito socialista e fondò a Milano un suo quotidiano: "il popolo d'Italia". Divenne il punto di incontro per molti di coloro che pur avendo militato in formazioni politiche di sinistra volevano l'intervento in guerra.
Interventisti intellettuali: gentile, D'Annunzio, Papini, Prezzolini, Salvemini, Giovanni Amendola.
Neutrali: Benedetto Croce.

A decidere non fu l'opinione pubblica, ma il governo

Aprile 1915, patto di Londra:
Trattato segreto mediante il quale il governo italiano si impegnava a scendere in campo a fianco dell'intesa entro un mese, e a vittoria ottenuta per l'Italia ci sarebbero stati i territori attorno a Trento e a Trieste e lungo le coste orientali dell'Adriatico.
Maggio, Giolitti cercò di riprendere il potere, volato anche dalle manifestazioni di piazza.
-Salandra comunico alle camere la possibile dichiarazione di guerra chiedendo approvazione dei crediti necessari, la decisione Per la dichiarazione della guerra spettava al sovrano.
Italia aveva una flotta è un esercito di notevole consistenza, ma il fronte italiano rimasto è quello austro-ungarico, l'Italia non dichiarò guerra alla Germania fino al 27 agosto del 1916.

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