Relazione di Storia

La II Rivoluzione Industriale


Il contesto storico relativo alla II Rivoluzione Industriale sarà anche quello del pre I Guerra Mondiale che si sviluppa nella seconda metà dell’800.

La I Rivoluzione Industriale

Questo fenomeno era già iniziato nella prima metà del 700 con la I Rivoluzione Industriale in Inghilterra, perciò quella che noi chiamiamo II è semplicemente la continuazione della I. Gli storici, però, visti i così grandi cambiamenti avvenuti durante quest’ultima hanno deciso di individuarla come un fenomeno singolo.

La Causa

La causa iniziale della I Rivoluzione Industriale è stata inizialmente il passaggio dalle Open Fields alle Enclousers con le quali i proprietari terrieri diventano capitalisti agrari. Il capitale da loro fruttato è talmente esteso da avere la possibilità di estenderlo anche in altri settori: le industrie.
Dunque è possibile affermare che l’industria nasce grazie ai beni del capitalismo agrario.

La conseguenza

Questa I Rivoluzione da vita a nuove classi sociali:
- La Borghesia Capitalistica
- Il Proletariato
Precedentemente a queste due classi sociali c’erano i ceti dei quali la Nobiltà era il più influente. La Borghesia sviluppatasi in questo periodo vuole, anch’essa divenire la classe sociale più influente, entrando quindi in conflitto con la vecchia Aristocrazia, fino a condurla al declino.
Questo fatto ci porta ad un cambio radicale della società che passa da una società costituita da ceti sociali dei quali il più influente è la Nobiltà, e sopraffatta da una staticità per la quale i poveri rimarranno sempre poveri; ad una società caratterizzata dalle classi sociali delle quali la più influente è la Borghesia Capitalistica e da una grande mobilità che ha come principio il guadagnarsi i propri soldi con il lavoro (a differenza della Nobiltà che doveva le sue ricchezze ad una questione puramente di sangue).
Il rapporto tra la Borghesia Capitalistica e il Proletariato
A seguito di questo concetto si può affermare come la Borghesia sia nata per abbattere i privilegi della nobiltà, ma nel momento in cui si capisce come la Borghesia stessa abbia guadagnato le sue ricchezze tramite lo sfruttamento degli operai, si capisce anche come il Proletariato sia nato per abbattere i privilegi della Borghesia.
Per questo motivo si può definire il rapporto tra la Borghesia Capitalistica e il Proletariato un rapporto conflittuale, dunque le due classi sociali sono antagoniste.
Le caratteristiche principali della II Rivoluzione Industriale
- Durante la II Rivoluzione Industriale nasce l’elettricità. Quest’ultima però è destinata ai borghesi e non al Proletariato per usi civili e industriali. Infatti le città (luogo dove vivono i borghesi) sono illuminate, dunque nascono i Cafè, i Salotti ecc.; mentre le periferie non sono illuminate, sono buie, dunque si ha un aumento della criminalità. Per quanto riguarda l’uso industriale invece, i capitalisti usano come pretesto l’elettricità e quindi la luce per aumentare l’orario della giornata lavorativa dell’operaio.
- Si ha la scoperta della siderurgia: si inizia a lavorare il metallo piuttosto che il ferro in quanto più forte, più resistente.
- Si ha l’introduzione dei coloranti, attraverso i quali l’abbigliamento può essere colorato quindi venduto ad un prezzo più alto e dunque può aumentare il profitto del capitalista.
- Si ha la scoperta del petrolio: un combustibile importantissimo che farà nascere uno dei commerci più estesi nel mondo.
- Correlata alla II Rivoluzione Industriale si ha anche una Rivoluzione dei Trasporti a livello mondiale per la quale nascono piroscafi e trasporti transoceanici, come per esempio era il Titanic. Infatti questo è anche il periodo dell’emigrazione europea negli Stati Uniti in cerca della fortuna con il “Sogno Americano”.
- Si sviluppa un’industria pesante che produce carri armati, mitragliatrici (in preparazione alla guerra).
- Infine, nascono i sistemi bancari al servizio dell’industria: dal momento che un capitalista per guadagnare deve investire è palese che più si investe più si guadagna. Dunque le banche, tramite azioni e obbligazioni, decidono di offrire dei prestiti ai capitalisti con la condizione che quest’ultimi vengano restituiti con gli interessi. Il problema di questo tipo di sistema è che nel momento in cui una delle due o più figure in ballo (la banca e il capitalista) fallisce, entrambi e tutte le società correlate falliscono.
Organizzazione internazionale del lavoro
Durante la II Rivoluzione Industriale si ha il fenomeno dell’organizzazione internazionale del lavoro, ossia il fenomeno per il quale i paesi coinvolti si spartiscono i prodotti da produrre in base alle possibilità del luogo in modo che tutti gli stati possano produrre un qualcosa che sarà sicuramente comprato.

La crisi di sovrapproduzione

In questo periodo l’Europa dipende dagli Stati Uniti per quanto riguarda i cereali. Al contempo L’Italia si trova in un periodo post guerra perciò ha bisogno di importare i prodotti in quanto per il momento non può farlo da sé. Gli Stati Uniti approfittano di questo momento quindi chiedono dei prestiti alle banche e iperproducono i cereali.
Inizialmente questo processo si rivela redditizio, però, successivamente l’Italia riesce a riprendersi e quindi a produrre i cereali autonomamente non affidando più agli Stati Uniti.
Dunque i produttori cerealicoli americani vanno in rovina, facendo crollare anche tutti gli enti finanziari ad essi legati, facendo quindi crollare anche la borsa.
Da qui il crollo della borsa di Wall Street del 1929.

La divisione tecnica del lavoro

Con la rivoluzione industriale e l'affermarsi di un sistema economico capitalistico si trasformano radicalmente le modalità di svolgimento del processo produttivo: si passa dalla divisione professionale del lavoro, tipica del sistema mercantile semplice (nel quale l'artigiano realizzava l'intero prodotto) alla divisione tecnica del lavoro in base alla quale ogni operaio produceva soltanto una parte del prodotto stesso che poi, assemblata a quella costruita da altri operai, costituiva l'intero prodotto finale.
La divisione tecnica del lavoro portava dei vantaggi al capitalista:
- Una maggiore abilità del lavoratore che, svolgendo sempre la stessa semplice attività, diventava più esperto; 2) minore perdita di tempo da parte del lavoratore;
- La possibilità di sostituire il lavoratore con una macchina;
- Una maggiore possibilità per l'imprenditore di controllare la produttività del lavoratore.
Non bisogna però sottovalutare il fatto che questo tipo di meccanismo è alienante perché in questo modo l’uomo diventa una macchina, una bestia. Questo concetto verrà concettualizzato da Marx nel Manifesto.
Dunque è possibile affermare che il proletariato è in uno stato di sudditanza rispetto alla borghesia, quindi gli operai sono sottomessi dai capitalisti.

Le prime organizzazioni operaie

A causa dell’alienazione, in questo periodo nascono le prime organizzazioni operaie:
- Il Partito Socialista Italiano (PSI) nasce infatti nel 1892
- La più importante è la I internazionale del 1864 fondata da Marx ed Engels per la quale gli operai dovevano avere gli stessi diritti in tutta la nazione. Pochi anni prima (prima pubblicazione 1848) dagli stessi due era stato pubblicato “Il Manifesto del Partito Comunista” nel quale, nell’explicit troviamo una frase molto importante che riassume il concetto espresso nella I internazionale: “Operai di tutto il mondo, unitevi”.

I concetti di Nazionalismo ed Imperialismo

In questo periodo la Nazione è guidata dalla Borghesia che vuole essere dominante sugli altri stati, e quindi migliore dal punto di vista politico, economico e culturale. Perciò si sviluppano i concetti di nazionalismo ed imperialismo che ovvero concetti aggressivi incarnati dalla borghesia per raggiungere i suoi obbiettivi.
Il sistema utilizzato precedentemente era il colonialismo: sistema per il quale bisognava andare alla ricerca di nuovi territori semplicemente per ampliare il mercato e quindi solamente per una prospettiva economica. Attualmente invece, con l’imperialismo, il conquistare nuovi territori si limita ad essere solo una questione di potere. Tant’è vero che l’imperialismo fu adottato anche da Giolitti che infatti conquistò la Libia nella quale non era presente nulla che potesse essere utile dal punto di vista economico.

La spartizione dei territori

L’imperialismo sfocia nel momento in cui le potenze europee decidono di spartirsi dei territori per ampliare il loro potere, iniziando dall’India e dall’Africa.
Per quanto riguarda l’India il procedimento fu veloce in quanto quest’ultima era di proprietà dell’Inghilterra già da tempo.
Per quanto riguarda l’Africa, invece la spartizione avvenne soprattutto tra Inghilterra e Francia, lasciando al resto dell’Europa solamente le briciole, per esempio all’Italia spettò la Libia.
Questo procedimento avvenne tramite una logica specifica:
- L’Inghilterra conquistò l’Africa secondo una direttrice che andava da nord a sud;
- Mentre la Francia conquistò secondo una direttrice opposta, ossia da ovest a est.

L’incidente di Fashoda

Conquistando secondo questa logica, l’incontro delle due nazione era ovviamente da prevedere.
Infatti del 1898 le due potenze europee si incontrarono in Sudan, a Fashoda. Quest’ultime avrebbero potuto scontrarsi ma decisero invece di trovare una soluzione pacifica che diverrà nel 1904 il cosiddetto “Entent Cordiale” in funzione antitedesca. Questo perché la Germania stava facendo insospettire la Francia e l’Inghilterra in quanto i territori che conquistava erano pochi ma che comunque sottraevano il monopolio a Francia e Inghilterra.
L’Entent Cordiale diverrà nel 1907 la cosiddetta “Triplice Intesa” con l’aggiunta della Russia.

La II Rivoluzione Industriale quindi, va di pari passo con l'ascesa della Borghesia, il Nazionalismo e l'Imperialismo.
La causa della I Guerra Mondiale si sviluppa in questo periodo perché la vera causa è l'imperialismo e non l'assassinio dell'erede austriaco, perché quest'ultimo è solo un pretesto.

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