Habilis 2507 punti

Seconda Rivoluzione industriale - Le caratteristiche

La Seconda Rivoluzione industriale comincia nel 1873 e finisce nel 1914. Si ebbe in particolare modo lo sviluppo di: elettricità, ferro e acciaio. Questa rivoluzione iniziò con una grande crisi di sovrapproduzione, ovvero quando la produzione diventa superiore alla domanda. Tutto ciò accadeva perché le industrie erano totalmente libere e c’era la libera concorrenza. Infatti, iniziò una congiuntura deflazionistica. Questa fase si chiamava “Grande depressione”. In agricoltura vi furono avanzamenti tecnici in meccanizzazione e ciò avvenne in America. Ciò comportò un’agricoltura estensiva di cereali e grano. Infatti, i cereali americani valevano di meno rispetto a quelli europei e quindi erano maggiormente prodotti. Inoltre in questo periodo venne inventata la lampadina che cambiò la vita della popolazione mondiale, in particolare modo i ricchi. Da questo momento iniziarono a registrarsi le prime differenze tra ricchi e poveri.

Cosi nacque il popolo massa, ovvero operai che producevano e consumavano. Questo concetto fu elaborato da Karl Marx, il quale fondò nel 1864 la “Prima Internazionale” in Svizzera; si trattava di un grande congresso in cui si riunivano tutti i partiti socialisti europei. Secondo lui esisterebbe una lotta di classe tra padrone ed operaio, giungendo così alla dittatura del proletariato. Però cosi il popolo sarebbe divenuto il padrone dello Stato. La Seconda Internazionale fu fondata a Parigi nel 1889. I socialisti non volevano entrare a far parte della Prima guerra mondiale, ma successivamente si sciolsero, per entrare in guerra in modo tale da far si che finisse al più presto. La Terza Internazionale è russa e fu fondata nel 1917. Ha un modello economico detto “Concentrazione”, secondo cui le società che producono gli stessi materiali si uniscono e creano Trust o cartelli. Lo scopo era quello di non farsi concorrenza tra di loro per guadagnare monopoli bancari. La conseguenza della concentrazione fu il fallimento delle piccole imprese, perché le banche non concedevano prestiti. A questo punto all’inizio del 1900 entrarono gli Stati nell’economia, imponendo misure depressive come il protezionismo. Col termine protezionismo si attuava una protezione da parte dello Stato del Prodotto Interno Lordo rispetto agli altri Stati e non si doveva esportare il prodotto a meno che con un prezzo altissimo. I governi fecero una politica a favore dell’industria, con il colonialismo, aprendo così nuovi mercati all'estero, con la conquista di Paesi stranieri.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove