pser di pser
Ominide 5819 punti

LA II INTERNAZIONALE

Nel 1889, anno dell’esposizione universale a Parigi, i socialisti decisero di rispondere a tale iniziativa, convocando la II internazionale, con la convocazione di tutti i socialisti europei anche per far capire che non esisteva solo il mondo degli industriali dell’esposizione universale, ma anche i socialisti. L’unico problema su cui verteva l’internazionale era se continuare a sostenere le tesi di Marx sulla lotta di classe e la dittatura del proletariato o valutare un'ipotesi alternativa quella del revisionismo, in base alla quale vi poteva essere un graduale processo di riforme con il socialismo che non si andava più a collocare in netta contrapposizione con lo stato e la borghesia, ma dal suo interno otteneva delle riforme parziali, come stava accadendo già in alcuni Stati, con la creazione dei primi sindacati, e con dei risultati incoraggianti che dimostrava la disponibilità degli stati verso le riforme.

Su questa tendenza nascerà poi il partito socialdemocratico, di ispirazione più moderata: tale posizione fu ostacolata nell’internazionale che vide prevalere tesi più tradizionali. Infatti, le tesi revisionistiche che avevano trovato la loro massima espressione nella figura di Eduard Bernstein, saranno interpretate come una subordinazione degli ideali teorizzati da Marx ed Engels allo Stato borghese, che invece era visto dai socialisti, e sarà visto anche negli anni successivi sempre negativamente; invece le tesi tradizionali, che erano state riprese con maggiore forza nella seconda internazionale da Karl Kautsky, ebbero il sopravvento.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email