Orante di Orante
Ominide 34 punti

Le Guerre dell'oppio


Prima guerra dell’oppio (1839-1842)


Mentre Danton e Robespierre portavano avanti la rivoluzione francese, il governo inglese aveva mandato l'ambasceria di Meccardi, in nome di re Giorgio III a trattare con l'imperatore della Cina. Dato che nella concezione cinese, il B mercante non era un borghese, il mercato di questo paese era poco permeabile alle merci europee e agli interessi inglesi, di conseguenza avevano un controllo stretto sul commercio, ciò era a causa dei signori della guerra o da un severo potere burocratico e di conseguenza quella dimensione di individualismo mercantile, già incontrata con Mandeville, che era ignota nell'Impero di mezzo/Impero Celeste. Questa ambasciata fu all'insegna della decadenza alla corte Pia Long, perciò il primo tentativo di arrivare ad un patto politico con la Cina si era risolto con un disastro politico diplomatico.
Meccardi aveva fallito la sua missione perché i cinesi potevano accettare dei rapporti solo tra superiori e inferiori: non erano disposti a riconoscere un piano di parità agli inglesi. Quest'ultimi si erano accorti che all'interno del loro commercio, venivano importati prodotti cinesi, tra '600 e '800, in cambio di argento ed oro. Quando lo stock di monete d'argento ed oro si abbassa, le merci cinesi giungono in Europa. Perciò c'è bisogno di riequilibrare la bilancia dei pagamenti: la Cina deve acquistare prodotti europei in modo che circolino nuovamente monete d'oro e d'argento nelle casse dei mercanti europei.
Era presente una particolare triangolazione: le navi europee si dirigevano in Messico, facendo incetta di denari messicani delle miniere d'argento che erano presenti in questo paese. Dato che era la presenza di argento era bassa, il valore di quest'ultimo valeva di più rispetto all'America Latina e all'Europa, perciò compensavano in parte la perdita di sterline in oro mettendo anche dollari d'argento messicani. Ovviamente rimaneva quest'emorragia di valuta pregiata in oro e argento.
Il metodo per risolvere ciò era già stato attuato dai portoghesi, e che verrà ripreso dalla compagnia delle Indie, che ha bisogno di un tipo di commercio che produca un margine di profitto superiore al 10% per ogni transazione, che può essere raggiunto dall'oppio. Quest'ultimo non può essere trasformato in eroina o cocaina o in morfina, ma può essere fumato da grezzo. Fin da prima del 1857 l'India era sottoposta al dominio coloniale della compagnia delle indie che era una compagnia pubblico-privata, cioè in caso di difficoltà interveniva l'esercito inglese. Accade che in vaste zone dell'India, che erano sotto il dominio inglese, si poteva coltivare il papavero da Oppio, che produceva un latte che poteva essere trasformato in pane una volta essiccato, era oppio grezzo che può essere trasformato in sostanze stupefacenti. Ma non essendo presente a quei tempi le persone competenti, questo non può realizzarsi. Però il pane grezzo può essere fumato: così viene portato in Cina per costruire un traffico di stupefacenti gestito dalla potenza coloniale inglese ma con quote azionarie anche negli stati Uniti, perché erano compagnie private quotate in borsa. Si può osservare, già una questi tempi, un intreccio tra la finanza e il traffico internazionale di stupefacenti e di conseguenza, attraverso lo smercio dell'oppio diventa possibile rimettere in pari la bilancia dei pagamenti. Lo "spacciatore" sono le famose triadi (società segrete): la Cina era stata occupata nel '600 dalla popolazione della Manciuria. Si trattava di una dinastia straniera, che aveva scacciato un imperatore, che era stato portato da pochi mesi sul trono grazie ad una rivolta. L'esercito cinese per non sottostare all'imperatore che aveva assunto il potere in virtù di una rivolta popolare aveva aperto "le porte della muraglia cinese" a questi invasori, preferendo loro alla popolazione che si era rivoltata. Si trovarono in una condizione di semi-schiavitù sotto questi nuovi padroni del nord. Erano nate, contro di loro, numerose società segrete, questo è storicamente il loro modo di agire alle invasioni straniere e a poteri dispotici: organizzano delle fratellanze e delle organizzazioni segrete, perciò delle sette. Quest'ultime trovano nell'alleanza con gli interessi inglesi e portoghesi la possibilità di inquinare il celeste impero e di abbattere il potere mancese. Verranno aiutati dagli inglesi, perché era arrivato un funzionario cinese integerrimo che non si fa corrompere da una montagna di argento, sequestrando e bruciando la merce dei depositi inglesi. Così quest'ultimi sottometteranno questa popolazione grazie ai progressi tecnologici raggiunti (la nave a vapore): i cinesi, per quanto riguardava l'aspetto bellico, erano rimasti indietro rispetto agli eserciti europei che avevano affrontato le campagne napoleoniche, acquisendo molta esperienza, creando perciò situazioni di netta disparità.

Conclusione del conflitto


i cinesi erano convinti di essere al centro del mondo, ma con l'esercito inglese hanno una disfatta clamorosa sul piano tecnologico, che gli impone un trattato che comporterà danni enormi all'impero cinese. Loro non li riconosceranno come loro pari, tanto meno come loro superiori, per loro non sono molto diversi dalle popolazioni asiatiche. Quest'ultime dovevano accettare dei rapporti di forza ed un commercio disuguale perché gli europei avevano il monopolio bellico.
Arriverà una rivolta tra i Ping in cui il capo della rivolta si proclamerà fratello minore di Gesù Cristo, a dimostrazione di quanto fosse stato pesante l'impatto con questa nuova realtà. L'impero è disgregato dalla presenza di associazioni segrete, fratellanze, le prime triadi (fratellanze dedite ad attività criminali).
Il trattato di Nanchino segna la fine della prima guerra dell'oppio nel 1842.

Seconda Guerra dell'oppio (1856-1860)


Finisce con il trattato di Tientsin, è ancora più grave poiché ad aiutare l'Inghilterra si unisce la Francia, il periodo è successivo alla guerra di Crimea. L'ammiraglio americano Commodoro Perry, entra nella baia di Yokohama imponendo ai Giapponesi di aprire i loro porti alla Marina americana e al commercio europeo.
La Cina deve combattere contro la Gran Bretagna e la Francia: non si tratta di un problema di porti e di commercio disuguale, in questa nuova guerra si ha i 2 paesi europei che chiedono di entrare in Cina avendo dei rapporti diplomatici regolari e di tenere dei consolati e degli ambasciatori in modo da diffondere il cristianesimo entrando nel tessuto sociale del celeste impero. Si tratta dello scardinamento del loro mondo taoista e confuciano. I veterani della guerra di Crimea riescono con successo a prendersi Pechino, mettendo a sacco la città proibita distruggendo il giardino creato dai gesuiti.
Questa guerra inizia con delle provocazioni e con il tentativo di sequestrare una nave inglese, il problema vero è la penetrazione coloniale: gli americani puntavano al Giappone e gli inglesi volevano controllare in maniera più stretta la Cina.
Il cristianesimo era stato portato dai missionari protestanti e cattolici, ci fu un momento nel '900 in cui si credeva che la Cina si sarebbe convertita al Cristianesimo diventando la prima nazione cristiana. Prima esisteva la civiltà cinese, non la Cina come nazione, che attraverso varie dominazioni si era ripetuta nel corso dei secoli con caratteristiche uguali.
Stavolta però è diverso: i cinesi non hanno a che fare con popoli asiatici, tranne i tibetani e gli indiani, che gli sono debitori della loro grande cultura, infatti essa aveva avuto una funzione di civilizzazione. L'alfabeto giapponese è il riadattamento dell'alfabeto cinese, che i missionari buddhisti cacciati dalla Cina hanno portato in Giappone. Sono stati sia mediatori della cultura indiana sia produttori autonomi di forme di civiltà (confucianesimo, cultura legata alla storia, uso delle lettere, la carta, la bussola, la polvere da sparo). Da ciò si capisce che loro hanno sempre avuto l'idea di essere al centro del mondo, ma vengono sconfitti nel '42 dagli europei: non è una realtà della corona inglese, ma una realtà economica privata a vocazione imperiale che rappresenta l'Inghilterra, perché l'impero inglese, nei tempi di assorbimento della compagnia delle indie, dentro la compagine imperiale, era assente. Di conseguenza per loro è una situazione incomprensibile e nuova, perché gli inglesi gli hanno rovesciato il loro mondo addosso.
Risultato è una guerra di 4 anni con una sconfitta clamorosa che poteva essere evitata mobilitando ed armando la popolazione, poiché a quei tempi la loro popolazione contava milioni di individui. Ma ciò non era possibile perché i mancesi governavano la Cina in maniera tirannica: erano vere e proprie oppressioni, e di conseguenza se si fosse armata la popolazione, nel giro di pochi mesi questa folla gli si sarebbe rivoltata contro, perciò per delle debolezze interne sono costretti ad accettare un trattato ineguale che apre le porte al colonialismo europeo in Asia.
Perciò i prodotti industriali europei possono entrare nel mercato cinese liquidando gli artigiani e i produttori locali in breve tempo a favore di quelli europei, situazione analoga con gli artigiani indiani. Da qui inizierà una lenta ma inesorabile reazione per riprendere le posizioni, ciò durerà molto tempo: i cinesi, prima per diventare nazione e poi ritornare al grado di potenza internazionale, ci riusciranno nell'arco di 1 secolo.
All'inizio degli anni '70 la Cina popolare di Mao Tse Tung riuscirà ad ottenere il consenso delle nazioni unite: disponendo che la Cina comunista sostituisca la Cina di Taiyuan all'Onu.
Uno degli elementi che ha spinto i cinesi in questo arduo percorso, da uno stato di minorità ad uno stato nuovamente di potenza è stato che hanno nelle vicinanze il Giappone. Quest'ultimi hanno l'imperatore e sono 1/3 del sistema finanziario internazionale, loro sono una grande potenza industriale.
Queste due nazioni si considerano coloro che hanno il diritto di decidere delle sorti dell'Asia.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email