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La lunga guerra in Vietnam


In Indocina nel ’45 il leader comunista Ho Chi Minh, proclamò l’indipendenza del Vietnam annunciando l’elezione di un’ Assemblea costituente, introducendo la giornata lavorativa di otto ore, l’eguaglianza dei sessi e un sistema di istruzione pubblica(per una popolazione all’80%analfabeta). Con l’appoggio delle truppe britanniche, i francesi conquistarono il sud del paese, reprimendo i Vietminh e creando le condizioni per restaurare il proprio potere su tutta la regione. Un primo accordo raggiunto nel ’46 tra la Francia e la Repubblica democratica del Vietnam del nord, portarò ad una tregua militare. I francesi d’Indocina, preoccupati per l’indecisione di Parigi, passarono all’azione e nel novembre ’46 il quartiere cinese della città fu bombardato,un mese dopo i vietnamiti del comandante Giap, attaccarono la capitale del Vietnam del nord,Hanoi, dando inizio alla guerra di Indocina. Nel ’49 la Francia costituì nel sud del paese uno stato vietnamita sotto la guida di Bao Dai, che trovò sostegno finanziario negli Usa(’53 sostenevano 2/3 delle spese di guerra). Dopo la conferenza internazionale di Ginevra, con le pressioni di Cina e Urss, la soluzione portò a costituire due stati indipendenti divisi dal 17° parallelo, ma gli accordi di Ginevra non vennero rispettati, aprendo nel sud una fase di instabilità politica, scalzando nel ’55 Bao Dai,istituendo una repubblica. Nel ’60 col ritorno al potere di Dinh, alcune fazioni si riunirono sotto il nome di vietcong(comunisti vietnamiti)nel fronte di liberazione nazionale del Vietnam del sud, che l’anno dopo lanciò un offensiva armata nella regione del fiume Mekong, provocando la reazione degli Usa, con un intensa attività antiguerriglia. Per non perdere la loro ultima base nel Sudest asiatico, gli Usa intervennero direttamente, ponendo il Vietnam del nord sotto pesanti bombardamenti, inviando un milione e mezzo di soldati in Indocina. Dopo una controffensiva imponente dei vietcong nel ’68, a marzo gli Usa posero fine ai bombardamenti e avviarono negoziati di pace, condotti da Nixon fino al ’73; anche se la guerra civile vietnamita durò fino al ’75, quando le forze del Nord conquistarono Saigon unificando il paese.

Le vittime della guerra


E' difficile fare una stima precisa delle vittime causate dalla guerra in Vietnam, ma ciò di cui si è sicuri è che la guerra ha provocato tantissimi morti tra i civili del Paese. Considerando anche l'utilizzo delle bombe a grappolo e di armi capaci di produrre dei gravissimi danni anche sul territorio le vittime sono state tantissime. Ciò che è certo è che nel corso dei combattimenti hanno perso sicuramente la vita 38.216 persone facenti parte dell'esercito statunitense. Il 3 aprile 1995 fonti governative vietnamite hanno dichiarato che il Paese ha subito la perdita di circa un milione di combattenti nel corso del conflitto e di circa quattro milioni di civili.
Anche le forze alleate degli Stati Uniti hanno registrato delle perdite umane nel corso della guerra: ad esempio la Corea del Sud ha perso ben 5000 persone tra i membri del suo esercito, l'Australia circa ha registrato la morte di circa 500 persone, ecc... Nel corso della guerra inoltre si registrò anche una pesante violazione dei diritti umani; infatti le parti sudvietnamite e nordvietnamite nel campo di battaglia detenevano anche vari prigionieri politici che sono stati uccisi dopo innumerevoli torture patite. Con la fine della guerra i vincitori in Vietnam portarono avanti delle vere e proprie azioni punitive consistenti nel dare vita a veri e propri campi di concentramento, plotoni d'esecuzione che produssero un esodo vero e proprio di tantissimi vietnamiti. Molte di queste persone iniziarono a fuggire dal Vietnam con le barche (da qui il termine boat people) per dirigersi in Paesi come la Francia, Hong Kong, Canada, Stati Uniti, ecc...
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