La guerra del Vietnam


La guerra del Vietnam (1959-1975) fu il proseguimento della lotta del Viet-minh (la “Lega per l’indipendenza del Vietnam”, fondata negli anni Cinquanta da gruppi che fondevano l’istanza nazionalistica ai principi comunisti) per l’indipendenza dall’egemonia fran¬cese. Quest’ultima si concluse nel 1954 con gli Accordi di Ginevra, nei quali si decise di dividere in due il Vietnam: la Repubblica del Nord, a capo della quale vi era il comunista e fondatore del Vietminh Ho Chi Minh, e la Repubblica del Sud, sotto il governo del cattolico Ngo Dinh Diem.
Il presidente della Repubblica del Sud assunse metodi dittatoriali, attirandosi l’antipatia della popolazione di fede buddhista. Contro il governo, venne fon¬dato nel 1959 il Vietcong, un movimento di guerriglia di stampo comunista e supportato dal Vietnam del Nord, che nel 1963 riuscì a rovesciare il regime e giustiziare Diem.
Nel frattempo gli USA per timore che l’intero Vietnam diventasse comunista, avevano inviato nel 1956 un contingente militare con la funzione di “consiglieri militari” ma in realtà sfruttarono qualsiasi pretesto per accrescere la propria influenza nel Paese.
I Vietcong, stanziati prevalentemente nella Repubblica del Nord, marciarono verso il Sud per liberarlo dal “giogo dell’imperialismo statunitense”: questa mossa aumentò le ostilità tra i due contendenti.
Nel 1961, il presidente Kennedy decise di sostenere l’indipendenza del Sud, rafforzando la presenza militare statunitense nel Paese (portando il contingente USA a contare circa 30.000 uomini) mentre la resistenza del Nord venne alimentata e finanziata dall’URSS e dalla Cina.
Nel 1964, il nuovo presidente Johnson intensificò il livello di coinvolgimento degli USA inviando altre unità navali: si raggiunse lo scontro con un torpediniere nordvietnamita. Durante la seconda metà dell’’64 e gli inizi dell’’65, la situazione per le forze del Vietnam del Sud peggiorò drasticamente a causa di una serie di infiltrazioni e di attacchi dei Vietcong: gli USA decisero di accorrere in aiuto dell’alleato attraverso una serie di bombardamenti su alcuni punti strategici della Repubblica del Nord.
Inizialmente i bombardamenti si sarebbero dovuti protrarre per circa otto settimane, in realtà durarono fino alla metà del 1968. Johnson sospese i bombardamenti, cercando di avviare le trattative di pace ma furono accolte ostilmente dalla Repubblica del Nord. Gli USA non demorsero e il Presidente ordinò la ripresa delle incursioni.
Il sanguinoso conflitto si protrasse fino all’ ’72 quando l’esercito nordvietnamita sferrò una massiccia offensiva nella speranza di indebolire i sudvietnamiti e gli USA: l’offensiva di Pasqua si rivelò però un fallimento per i Vietcong che subirono una pesantissima sconfitta.
Nixon decise di riprendere i bombardamenti sul Vietnam del Nord per una definitiva dimostrazione di forza: “i bombardamenti di Natale” si protrassero dal 18 al 30 dicembre del 1972. Il Presidente decise di sospendere le operazioni belliche in corso.
Nel 1973, la guerra si concluse ufficialmente con un armistizio firmato a Pa-rigi che prevedeva il graduale ritiro del contingente americano dal Vietnam e la liberazione dei prigionieri di guerra.
La riunificazione del Paese avvenne il 30 Aprile del 1975, quando i Vietcong, dopo la vittoria sull’esercito sudvietnamita, marciarono su Saigon, la capitale del Vietnam del Sud.

L’Agente Arancione

Nel 1961, durante una riunione dell’US Security Council, il presidente Kennedy diede l’autorizzazione per testare erbicidi nel Vietnam, al fine di distrug¬gere intere foreste per scovare i nemici e di impedire la crescita di coltiva¬zioni e costringere alla fame i nordvietnamiti.
Per il test, venne utilizzato un agente chimico altamente tossico chiamato Orange Agent , l’Agente Arancione, che tra le sue numerose diossine pos-siede anche il potente e mortale TCDD (tetracloro-dibenzo-diossina) , in quantità molto più elevate rispetto al suo corrispettivo a uso agricolo: cinque mesi più tardi, la campagna di irrorazione di defolianti chiamata Operation Ranch Hand e con essa, una delle più grandi guerre chimiche che l’umanità abbia dovuto fronteggiare.
Dal 1961 al 1971, si stima che siano stati riversati più di 80 milioni di litri di defoliante (il 60% è Agente Arancione puro) su 3.3 milioni di ettari di foreste e di terre nel Vietnam del Nord, nella Cambogia e nel Laos. Lo spargimento dell’Agente Arancione colpisce tuttora sia le popolazioni civili che sono state esposte al defoliante e tutti i loro discendenti, ormai permanentemente con-taminati, sia i veterani americani, esposti alla diossina senza alcuna precau-zione.
I vietnamiti e gli statunitensi scoprirono successivamente e molto tristemente gli effetti del TCDD: i bambini nascono tuttora gravemente deformi, le coppie hanno molta difficoltà nel concepire e ulcerazioni e tumori compaiono anche a di¬stanza di anni dalla contaminazione.
In aggiunta al disastro sanitario, il Vietnam dovette affrontare anche una ca-tastrofe ecologica.
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