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La Guerra Fredda (1946-1949)


A partire dal 1946, il mondo è diviso in due blocchi che rappresentano modelli politico-sociali e sistemi economici che ruotano intorno a USA e URSS. Queste due superpotenze si affronteranno a lungo in una situazione di equilibrio molto difficile, chiamato “guerra fredda”.
Dopo la Seconda guerra mondiale, fra USA e l’ URSS, esiste un enorme divario in tutti i campi.

Gli USA

Gli Stati Uniti escono dalla 2.a guerra mondiale con
• un PNL raddoppiato
• enormi crediti da riscuotere nei confronti dei paesi alleati
• una superiorità tecnologica
• il possesso di un’ enorme potenza militare e della bomba atomica
• un grandissima considerazione, a tal punto di fare degli USA il punto di riferimento morale, politico ed economico.
Significativi sono gli accordi di Bretton Woods del 1944 con cui si stabilisce che il dollaro sia alla base di tutti gli scambi commerciali.

L’URSS

Invece, L’URSS esce dalla Seconda guerra mondiale semidistrutta. Le sue potenzialità economiche e militari sono nettamente inferiori a quelle degli USA
Tuttavia l’URSS ha alcuni punti di forza. Essa è molto popolare in Occidente e in Asia per aver contribuito alla vittoria contro il nazismo e in Europa è nettamente superiore dal punto di vista strategico.
L’URSS non è disponibile a far parte della cooperazione economico-politica internazionale, voluta dagli USA, in quanto gestita dagli USA stessi ed è convinta che prima o poi il modello socialista prevalerà su quello capitalista. Il problema principale dell’ URSS nel dopoguerra è la sicurezza che si cerca di raggiungere con:
a) il controllo politico dell’Europa orientale
b) lo sviluppo dell’industria
c) l’ incremento delle forze militari fra cui la creazione della bomba atomica
d) l’ influenza indiretta nell’Europa occidentali tramite i partiti comunisti.

L’Europa e il problema della Germania

Dopo la 2.a guerra mondiale, l’Europa, pur avendo perso la funzione di centro politico ed economico del mondo, ricopre ancora un ruolo strategico importante che si concretizza in due sfere d’influenza.
Veramente già nel 1945, Roosevelt, Churchill e Stalin si erano incontrati a Yalta (= Conferenza di Yalta) per decidere le sorti dell’Europa dopo la caduta della Germania. In tale occasione era stata accettata l’idea della divisione dell’Europa in due zone di influenza (USA e URSS), pur lasciando ad ogni popolo il diritto di scegliere la propria forma di governo. Successivamente la situazione si irrigidisce e in Europa si formano due alleanze politico-militari contrapposte e controllate dagli USA o dall’ URSS.
La differenza di vedute si ha con la questione della Germania, per il cui destino esistono due idee contrapposte.
Innanzitutto la Conferenza di Parigi del 1946 non prevede grandi modifiche territoriali come invece si erano avute alla fine della Prima guerra mondiale. Il problema fondamentale è quello del destino della Germania. La Germania viene divisa in quattro zone d’influenza (statunitense, francese, inglese e russa) e anche Berlino viene divisa in 4 settori d’influenza. Tutti erano d’accordo che la Germania avrebbe dovuto essere smilitarizzata e controllata da forze internazionali e nessuno voleva che la potenza tedesca rinascesse. Tuttavia se da un lato l’URSS voleva rifarsi sui beni tedeschi come risarcimento delle perdite subite in guerra, dall’altro la Gran Bretagna e gli USA erano invece favorevoli ad una ricostruzione veloce della Germania per poterla poi inserire nel sistema politico-economico occidentale.
Si tratta di due posizioni inconciliabili ed è così che si comincia a parlare di una “cortina di ferro”, espressione utilizzata per primo da Churchill. “Cortina di ferro”,utilizzata per indicare la linea di confine che dividerà l'Europa in due zone separate di influenza politica
Nel 1948, la questione del destino della Germania si evolve. Gli americani, gli inglesi e i francesi si convincono che, tutto sommato, la soluzione migliore per impedire che la Germania rinasca è di creare uno stato tedesco occidentale sotto il controllo di un’alleanza internazionale, sebbene l’URSS sia contraria.
Nascono così due Germanie:
1) Repubblica Federale Tedesca, ad ovest, sotto l’influenza occidentale
2) Repubblica Democratica Tedesca, ad est, sotto l’influenza sovietica
Berlino rimane divisa fra Francia, USA, Gran Bretagna e Russia.
Questa decisione accentua la contrapposizione fra i due blocchi, consolidata l’anno successivo dal Patto Atlantico.

L’egemonia USA e le relative strategia

Nel 1949, viene stipulato il Patto Atlantico, un’alleanza politico-militare di tipo offensivo con una forza militare, la NATO. Firmato da Stati Uniti, Canada e vari Paesi dell'Europa occidentale, rappresenta il cosiddetto Blocco occidentale.
Il Patto Atlantico assicurava all’Europa che gli Stati Uniti sarebbe intervenuti per garantire la sicurezza e agli Stati Uniti forniva il riconoscimento formale dell’egemonia sull’alleanza occidentale. Poiché di fatto, l’Europa accettava di essere subordinata agli USA questo suscitò diverse proteste, soprattutto fra i socialisti e i comunisti e anche fra i nazionalisti dei vari paesi. La strategia USA per estendere la propria influenza e combattere il comunismo era duplice.
1) invece di far fronte ad un attacco militare dell’URSS, ritenuto, per altro, non molto realistico, utilizzano la strategia del “contenimento”, In pratica, si tratta di impedire ogni tentativo di espansione dell’influenza sovietica oltre la cortina di ferro. Abbiamo due esempi:
• in Grecia, in cui gli USA intervengono per sostenere il governo monarchico contro i partigiani comunisti
• in Turchia, appoggiata dagli USA contro l’URSS che voleva controllare lo stretto dei Dardanelli
2) Gli USA esercitavano la propria egemonia anche con strumenti politici ed economici. Infatti
• fecero in modo che in Belgio e in Francia i partiti di sinistra fossero estromessi da governo
• aiutarono la ricostruzione dell’Europa con il piano Marshall: gli USA concedevano all’ Europa finanziamenti ad interesse molto basso per acquistare macchinari o materie prime. Il piano aveva lo scopo di
a) fornire all’Europa dei capitali, necessari per far ripartire l’economia
b) favorire l’integrazione politica fra Europa e USA

L’URSS e l’Europa orientale

Dal 1945 al 1947, l’URSS appoggia i comunisti all’interno dei governi di coalizione dei paesi satelliti dove, fra l’altro, vengono realizzate riforme agrarie e varie nazionalizzazioni.
Nel contempo, procede a confische e requisizioni nei confronti di paesi che erano stati alleati della Germania quali Ungheria, Romania, Polonia, Germania orientale e di parte della Cecoslovacchia. Questi paesi sono costretti a cedere all’ URSS bestiame, macchinari, impianti industriali e petrolio, come risarcimento dei danni di guerra.
Dopo il 1947, Stalin si convince della necessità di creare un Blocco orientale compatto, anche perché fin ad allora il controllo sovietico non era solido ovunque E’ così che l’URSS con tutto un sistema di interventi (e anche di brogli elettorali) fa in modo che nei paesi oltre cortina il governo sia composto solo da comunisti e socialisti, creando così dei regimi a partito unico.
Di conseguenza la Romania, la Bulgaria, l’Ungheria, la Cecoslovacchia e la Polonia sono trasformate in stati satelliti dell’URSS: essi dipendono direttamente da Mosca che impone loro il proprio modello economico e politico. Si tratta, quindi, di democrazie popolari, molto autoritarie e fondate sul partito unico in cui il dissenso viene represso con la forza.
Nel 1949 nasce il Comecon (= Consiglio di mutua assistenza economica), corrispondente al Patto Atlantico, e con il Patto di Varsavia viene creata un’alleanza militare, corrispondente alla Nato.
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