Russia

Guerra civile (1918-1921)

Prima della firma della pace di Brest Litovsk (Marzo 1918), era scoppiata in Russia una guerra civile (1918-1921) tra i cosiddetti “rossi”, sostenitori del nuovo regime, e i “bianchi”, ostili alla rivoluzione d’Ottobre. Questi ultimi avevano dato vita all’Armata Bianca, un esercito controrivoluzionario formato da sostenitori della monarchia, menscevichi, socialisti rivoluzionari, cosacchi e parte dei contadini. Inoltre appoggiarono militarmente l’Armata, nel timore che le idee di Lenin si sarebbero potute diffondere in tutta Europa, anche le potenze dell’Intesa.
Lenin aveva infatti pensato, in seguito alla rivoluzione d’ottobre, che fosse possibile attuare il piano di estensione internazionale del bolscevismo. Per riuscire in tale obiettivo, il capo bolscevico, aveva fondato la Terza Internazionale (Marzo 1919) che avrebbe dovuto diffondere su scala mondiale la rivoluzione proletaria.

Per raggiungere uno scopo di tali dimensioni, bisognava risolvere il problema della guerra civile che versava ormai in Russia da qualche mese. Così, date le vittorie che l’Armata Bianca stava ottenendo, i bolscevichi decisero di uccidere i membri della famiglia imperiale, in quanto temevano un ritorno allo zarismo. Proprio cinque giorni dopo venne proclamata la Repubblica socialista federalista sovietica russa (23 Luglio 1918)con capitale Mosca, e il Partito comunista venne imposto quale unico partito. Inoltre fu organizzato un esercito per contrastare i Bianchi, ovvero l’Armata Rossa, guidata da Trotskij. La guerra tuttavia non stava dando ai bolscevichi i risultati sperati quindi venne introdotta la leva obbligatoria che permise la vittoria dei Rossi entro il 1921.

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