Indice

  1. Il governo Tambroni, l’M.S.I. e il governo di sinistra
  2. Le conseguenze dei fatti URSS sulla sinistra italiana
  3. Il centro-sinistra (1962-1968)
  4. Riforme

Il governo Tambroni, l’M.S.I. e il governo di sinistra

Nella primavera del 1960 il democristiano Fernando Tambroni diede vita a un governo "monocolore" (formato cioè da soli ministri della DC) che poté contare sull'appoggio esterno della destra neofascista del Movimento sociale italiano (MSI).
In cambio del suo appoggio al governo, l'MSI ottenne l'autorizzazione a poter tenere il proprio congresso nazionale a Genova, una città profondamente antifascista, medaglia d'oro della Resistenza e unica città europea in cui i tedeschi firmarono la resa ai partigiani e non agli alleati, sembrò ai militanti di sinistra una provocazione deliberata —> scioperi e manifestazioni che vennero su ordine di Tambroni, vennero repressi con la forza, causando anche vittime —> Tambroni costretto alle dimissioni.

Le conseguenze dei fatti URSS sulla sinistra italiana

Fallito il tentativo di collaborazione con l'estrema destra, la DC cercò di superare la formula del centrismo costruendo esperienze governative di centro-sinistra.
I principali protagonisti di questa nuova fase furono i leader democristiani Amintore Fanfani e Aldo Moro, che avviarono una nuova linea politica basata sull'accordo con i socialisti e il loro leader, Pietro Nenni.
Questo avvicinamento avvenne grazie all’allontanamento tra il PCI e il PSI, che aveva preso le distanze dal primo in seguito a due eventi del 1956 che avevano coinvolto URSS: la denuncia dello stalinismo operata da Kruscëv e l'invasione dell'Ungheria da parte dell'esercito sovietico.

Il centro-sinistra (1962-1968)

Nel 1960 nacque un nuovo governo monocolore DC, presieduto da Amintore Fanfani, che nel 1962 creò un nuovo governo di centro-sinistra che comprendeva: democristiani, repubblicani e socialdemocratici e ottenne dai socialisti l'appoggio esterno.
Fanfani pensava che lo Stato dovesse intervenire direttamente nell’economia per ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali create sia dal passato sia dal recente sviluppo economico.

Riforme

1) Nazionalizzazione energia elettrica
2) Investimenti in petrolio e gas naturale
3) 1962: scuola media unica —> obbligo scolastico di 5 anni di elementari + 3 di medie (l’obiettivo era colmare i divari sociali e determinò il graduale abbandono dell'uso dei dialetti in favore dell'italiano, come la televisione per gli adulti —> funzione educativa).

Con le nuove elezioni si formò un nuovo governo di centro-sinistra, guidato da Aldo Moro e con la partecipazione diretta dei socialisti, con il segretario del Partito socialista Pietro Nenni come vicepresidente del Consiglio.
Moro proseguì la scelta di riformare i settori strategici del paese, m nell'estate del 1964 le forze più conservatrici del paese, pur di impedire il processo riformista, giunsero a minacciare un colpo di Stato (il cosiddetto "piano Solo") sotto la guida del generale Giovanni De Lorenzo, comandante dell'Arma dei carabinieri.
Il governo dovette dimettersi e Moro diede vita a un nuovo esecutivo dal programma più moderato.

La morte di Palmiro Togliatti il 21 agosto 1964 segnò un importante cambiamento nel Partito Comunista Italiano.
Poco prima di morire, durante un soggiorno in Unione Sovietica, Togliatti scrisse il cosiddetto “Memoriale di Yalta”, un documento in cui sosteneva la necessità di seguire una “via italiana al socialismo” —> Questo significava che il comunismo italiano doveva svilupparsi in modo autonomo, adattandosi alla realtà democratica e sociale dell’Italia, senza dipendere completamente dalle decisioni sovietiche.
Togliatti aveva compreso che il PCI aveva perso consenso quando, nel 1956, aveva appoggiato l’intervento militare sovietico contro la rivolta in Ungheria.
Il primo segnale di apertura fu quando nel dicembre 1964 il PCI mostrò una maggiore disponibilità a collaborare con altri partiti: insieme ai socialisti votò per eleggere Giuseppe Saragat come Presidente della Repubblica.
Dopo la morte di Togliatti, il nuovo segretario del PCI divenne Luigi Longo, che cercò di portare avanti questa linea più autonoma —> nel 1968 il PCI prende le distanze dal comportamento che l’URSS ha assunto distante la primavera di Praga.
-Nel 1968 si verificò la cosiddetta Primavera di Praga, un tentativo di riformare il sistema comunista in Cecoslovacchia rendendolo più libero e democratico.
Quando l’Unione Sovietica intervenne militarmente per reprimere il movimento, il PCI prese parzialmente le distanze dall’azione sovietica, mostrando un atteggiamento più critico rispetto al passato.
Tuttavia il partito non era ancora pronto a rompere completamente con Mosca, perché i legami politici e ideologici con l’URSS erano ancora molto forti. Per questo motivo tornò successivamente su posizioni più vicine a quelle sovietiche.

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