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La Germania dal primo dopo guerra alla II Guerra Mondiale

Alla fine del conflitto si accompagnò un periodo alquanto drammatico: la guerra aveva logorato fino allo stremo l’esercito, l’economia e la struttura sociale. Inoltre l’esercito cominciò ad ammutinarsi. Il Kaiser Guglielmo II, responsabile della disfatta, abdicò e scelse la via dell’esilio, non avendo più il controllo dell'esercito.
Immediatamente venne proclamata la repubblica ed instaurato un governo repubblicano provvisorio di stampo socialdemocratico (SPD) con alla guida Ebert.
Questi furono mesi difficili per il governo provvisorio, il quale dovette far fronte alle pesanti imposizioni di guerra. Esso era però molto debole e gli toglieva credibilità il fatto di avere accettato l’armistizio. La situazione crollò quando venne accusato dalla destra di tradimento, ovvero che la disfatto non fosse stata causa dell’insostenibile situazione militare, ma il risultato di complotti interni di coloro che ora reggevano lo stato.

Biennio Rosso

Il governo social democratico non trovava appoggio neanche nell’estrema sinistra.
Nel ‘16 ci fu infatti una scissione del partito. Alcuni membri si separarono e fondarono il partito comunista (KPD), chiamato La Lega di Spartaco.
Nel '19 ci sono delle insurrezioni bolsceviche, capitanate dalla Lega di Spartaco. Questi tentarono per due volte una rivoluzione bolscevica sul modello di quella russa, ma fallirono miseramente, perché il tentativo si limitò alla sola città di Berlino. La rivolta venne repressa nel sangue dal governo socialdemocratico che aveva ordinato ai Corpi Franchi, di liquidare brutalmente l'estrema sinistra. Le truppe franche vennero riorganizzate e mandate a Berlino, dove cominciò una guerriglia urbana.
Gli insorti che si arresero subirono un processo e pene detentive.
Nel 20 ci un'altra rivoluzione bolscevica in Baviera, che tuttavia non ebbe grandi ripercussioni e anche questa venne liquidata brutalmente dai Corpi Franchi.

Alle elezioni la socialdemocrazia ottenne la maggioranza e nell’Agosto 1919 l’Assemblea Costituente si riunì a Weimar dichiarando la Repubblica Federale Tedesca, costituita da regioni-stato (Lander). Il Reichstag (parlamento) era l’organo sovrano con potere legislativo: il primo ministro, ovvero il cancellieri rispondeva al Parlamento e veniva nominato da un Presidente, il quale era al comando dell’esercito.

Economia della repubblica

La Germania viveva in una situazione economica disastrosa, e le difficoltà di ricostruzione erano accentuate dai seguenti fattori:
• chiusura dei mercati tradizionali, invasi da paesi vincitori

• perdita delle colonie
• privazione dei bacini minerari

Tra il '22, '23 e '24, furono gli anni più terribili della situazione postbellica. La moneta diventò di fatto cartastraccia, perché la Germania aveva iniziato a metter in circolazione più banconote di quanto permettevano le risorse auree, morì il Marco tedesco: un dollaro valeva 18.000.000 di Marchi. L’iperinflazione e la massiccia disoccupazione causata dalla chiusura delle industrie belliche, portarono al collasso economico e sociale, con un grave abbassamento della qualità di vita.

La situazione crollò nel 1923 Germania dichiara che non pagherà più le imposte di guerra a Inghilterra, Usa e Francia, perché non aveva più le possibilità.
La Francia non accettò questo fatto e occupò militarmente la Ruhr, importante zona mineraria, in modo tale che questa producesse per la Francia. Questa si impossessava un territorio tedesco per compensare le indennità di guerra mancante. Ci fu però una resistenza passiva, gli operai della Ruhr scioperarono e ciò provocò ancor più in incremento dell'inflazione.

La repubblica di Weimar pose fine alla resistenza operaia della Ruhr e avviò la stabilizzazione monetaria, attraverso una nuova moneta, il Rentemark. Questa era una moneta che fondava il suo valore su valore ipotecario di stato.

Hitler e la nascita del nazismo
Adolf Hitler nel 1919 prese parte al Partito dei lavoratori tedeschi di estrema destra. Grazie alla sua intraprendenza e alla sue capacità oratorie, nel 1920 ne assunse il comando e lo trasformò nel Partito nazionalsocialista dei lavoratori, comunemente noto come Partito Nazista, il cui emblema è la croce uncinata, o svastica. L’NSDAP creò al suo interno un’organizzazione paramilitare, la cosiddetta SA, nota per le camice brune e per adottare metodi terroristici e per l’uso sistematico della violenza (esempio squadrismo fascista).

Nel '23 ci fu il tentativo di colpo di stato a parte di Hitler a Monaco. Il tentativo fallì e i due furono arrestati e condannati a pena detentiva. Uscirono per amnistia nel '25, cosa che permise a Hitler di continuare la sua presa politica verso il potere. Questo mostra come la repubblica di Weimar fosse estremamente debole.

Piani Dawes

Nel frattempo la situazione andava migliorando grazie all’aiuto degli USA. Gli Sati Uniti per riottenere i crediti fecero degli investimenti a lungo termine con la speranza nella ripresa economica della Germania dal punto di vista industriale.
Questo triangolo economico tra Usa, Francia e Inghilterra durò fino al 29, con la caduta di Wall Street.

Politica interna ed esterna anni 20'
Dal '25 in poi c'è un momento più favorevole, sia per la politica estera che interna. Grazie ai crediti americani iniziò una lenta ripresa economica che diede alla popolazione una speranza.
Inoltre cessarono le frizioni tra Germania e Francia e nel 1925 Francia, Germania, Inghilterra e Italia firmarono il Patto di Locarno, con il quale la Germania riconobbe alcuni punti fondamentali dei trattati di Versailles e fu ammessa alla Società della Nazioni insieme all’Italia.
Nel 1928 venne firmato anche il patto Briand-Kellog. Tale patto rifiutava ufficialmente la guerra come mezzo per risolvere le dispute internazionali.

La salita del Nazismo avviene nel '29
Il crollo di Wall Street fu accompagnato da una crisi internazionale molto pesante che mise in ginocchio tutta l'economia statunitense ed ebbe il suo riflesso in Europa. I tedeschi si videro improvvisamente troncare gli aiuti economici previsti dal piano Dawes, già diminuiti con i piani Young. La ripresa economica era molto legata a questi aiuti e senza non poteva continuare. La Germania vide quindi una contrazione della produzione, il fallimento di imprese e una nuova dilagante disoccupazione, cose che iniziarono a spaventare la popolazione.

L'opinione pubblica reagì contro la repubblica e il partito nazionalsocialista di Hitler cominciò ad avere più credito. Nel 1931 il partito si rafforza consolidato, legittimato da uno schieramento di industriali e figure dell’alta finanza: essi speravano di vedere sorgere un regime autoritario, capace di garantire stabilità. Anche l’esercito era favorevole a una svolta autoritaria.
Viene stretta un'alleanza, il fronte di Herzbrug. Ci fu un convergenza di capi dell'esercito, imprenditori e industriali che decisero di aiutare Hitler da un punto di vista economico e propagandistico. Per controbilanciare il fronte di Harzburg, venne stretto il fronte di ferro, anche se non ebbe un gran seguito.

Nelle elezioni del ’30 ci fu il primo successo e il partito di Hitler divenne in secondo del paese. L’allora presidente Heindenburg, su cui pesavano le pressioni di industriali, agrari e dell’esercito, pensando di poter usare il nazismo come mezzo per strumentalizzare le masse, chiamo a formare un nuovo governo proprio Hitler, nominandolo cancelliere nel gennaio 1933.

Nazismo al potere
Già nel febbraio 1933 il Reichstag era stato incendiato e subito si sparse la voce di un complotto comunista. Da quel momento in poi il governo nazista poté instaurare una politica fondata sul terrore per scovare ogni dissidente. Inoltre lo stato limitò le libertà civili e politiche, mettendo sotto controllo stampa e partiti.

Nelle elezioni del Marzo 1933 il nazismo ottenne la maggioranza assoluta di circa il 44%, ma nessun deputato al di fuori di quello nazisti poterono prendere parte al nuovo Parlamento. Hitler si affermò di far firmare una legge-delega, apparentemente finalizzata a porre fine ai disagi interni, ma in realtà destinata a garantirgli il potere per quattro anni. Il governo si avviò verso il regime di partito, un regime di fatto totalitario.

Hitler assunse il titolo di Fuhrer a attuo un regime di terrore attraverso la polizia politica o Gestapo e le SS, organo paramilitare guidato da Heinrich Himmler. Nel 1933 furono inoltre organizzati i campi di concentramento, dove vennero rinchiusi avversari e oppositori politici.

Hitler nella sua saliti dovette affrontare anche un’opposizione interna, rappresentata da alcuni vecchi capi delle SA, ostili ai rapporti che il nazismo aveva instaurato con l’esercito e il capitalismo. Hitler procedette a una radicale epurazione del partito. L’ordine fu eseguito nella notte del 30 Luglio 1934, passata alla storia come “notte dei lunghi coltelli”.

Nel 1934, con la morte del presidente Heindenburg, Hitler ottenne il potere assoluto riunendo illegalmente nelle proprie mani le due cariche supreme dello stato e ribattezzando lo stato come Terzo Reich. La Germania venne trasformata da federazione e stato unitario con lo scioglimento delle varie istituzioni, mentre i diversi ruoli amministrativi vennero affidati direttamente ai più fedeli sottoposti del Fuhrer.


Politica economico-sociale
(Il Nazismo riesce ad imporsi i Germania in maniera più radicata rispetto al fascismo in Italia. L'adesione al fascismo è stata minore rispetto al nazismo. In Germania infatti dopo la guerra ci fu la denazificazione mentre in Italia non ci fu la defascizazione.)

I motivi per il suo radicamento non stanno solo nella pesante propaganda, ma anche in alcuni provvedimenti: se il prodotto non funziona, la propaganda non funziona. Infatti il mito del buon capo di Hitler venne consacrato dai suoi effettivi successi in politica interna.
Hitler promise lavoro e promise che la Germania non sarebbe più caduta nel baratro come nel '22. Hitler mantenne le promesse e la popolazione vide che con Hitler le cose funzionavano. Egli infatti attuò una serie di riforme al fine di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori, come la Carta del Lavoro, il mantenimento di un salario fisso,
(Usper successivamente criticò la popolazione tedesca di avere venduto l'anima al diavolo per stabilità economica.)

Hitler promosse l’industrializzazione del paese con eccezionali risultati. A tale scopo fece una politica di investimenti conferendo ai paesi investitori alcuni privilegi; tra questi c’era l'America latina, dove tanti comandanti nazisti si rifugiarono dopo la guerra.

Questa politica economica fu di fatto un politica di regista, comandata dall’alto con la collaborazione di grandi imprenditori ed agrari.
Il potenziamenti industriale era mirato soprattutto a favorire il riarmo, incrementando l'industria bellica, perché Hitler intendeva riprende una politica di espansione aggressiva. L’espansione nazista si rivolse in primis verso Austria e Cecoslovacchi: Hitler riteneva che questi territori costituissero parte dello spazio vitale (Lebensraum) irrinunciabile per la Germania. L’occupazione di questi territori era finalizzata all’autosufficienza alimentare.

Nel 1936 c'è la pianificazione del riarmo: la Germania sarebbe dovuta essere in grado di sostenere una guerra entro 4 anni.
Economia venne controllata da strutture burocratiche –> Camera di Commercio, Consiglio generale dell'economia. Tuttavia non mancarono canali per aprire attività saltando le vie burocratiche.
Circolo egli amici di Himmler era uno di questi, un canale privilegiato per gli industriali, non riconosciuto dallo stato però. Ci furono parecchi canali informali per investimenti da parte di privati nello stato, casi di corruzione.
Hitler concentrò gran parte delle finanze statali nell’industria bellica, chimica e missilistica: egli era convinto che avrebbe potuto vincere una possibile guerra solo grazie all’avanzata tecnologia delle armi.

Ideologia nazista e antisemitismo
Prima di tutto l’ideologia nazista si fondava sul principio nazionalista del pangermanesimo, principio secondo l’elemento unificatore doveva essere l’appartenenza a una medesima stirpe, che riuniva popoli dello stesso ceppo, sebbene di culture diverse.
Inoltre Hitler attinse da idee reazionarie antisemite, che si basavano su idee quali la razza e l’ineguaglianza alla base della natura.
Il nazismo sosteneva infatti la teoria della superiorità della “razza ariana”, al quale andava il merito esclusivo del progresso dell’umanità e la cui purezza doveva essere difesa. Per questi motivi il partito iniziò a dar corso a un intenso processo di purificazione, con lo scopo di creare un solido gruppo raziale tedesco, destinato ad esercitare la sua superiorità sulle razze imperfette.
La persecuzione divenne poi sistematica con la promulgazione delle leggi di Norimberga nel 1935, attraverso le quali si revocava la cittadinanza agli ebrei e si vietava loro di far affari con tedeschi, obbligandoli a esibire sugli abiti una stella gialla di riconoscimento.

La dissidenza durante il nazismo fu sporadica.

Anche in Germania nacquero nuove forme di identificazione collettiva.
DAF: fronte del lavoro che era un'organizzazione per il massimo rendimento del lavoro.
Corporativismo del mestiere per gestire le concorrenze.
Organizzazioni statali di natura ludica dopolavoro per il controllo sociale e l'innesto dell'ideologia nazista.

Con Hitler c'è un rapido allineamento di tutte le classi sociali. Sicuramente ci furono violenze e intimidazioni, ma se non ci fosse stata un'accorta politica socio-economia non avrebbe avuto grande consenso. La propaganda venne portata avanti con diversi mezzi. Furono organizzate grandi adunanze del popolo per instaurare un senso di appartenenza a qualcosa. Vennero introdotti dei mezzi che ancora in Europa erano sconosciuti. Vennero introdotte le televisioni, uno dei lussi che venne offerto dal regime ai ceti medio-alti. La stessa cosa accadde per la radio. Le trasmissioni radio venivano però trasmesse nei luoghi pubblici e nei circolo del dopolavoro. Anche il cinema aveva una grande funzione. Vennero costruiti cinema e girati lungometraggi che trattavano storie che promuovevano il regime e i suoi ideali.

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