MaxM. di MaxM.
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La Germania Nazista


Nel 1918, la Germania aveva perso la guerra, fondando la Repubblica di Weimar. Il nuovo governo, formato dai deputati del Partito socialdemocratico, rappresentava la maggioranza della popolazione. Esso aveva aderito alla rivoluzione degli operai che comportò la resa della Germania. Promise persino ad essi di ottenere una “pace onorevole”, ma non fu così. L’unica pace che ottennero era la Pace di Versailles, definita da alcuni “pace infame” che comportò gravi problemi come la disoccupazione altissima. Difatti, la Germania perse molti territori da quel trattato, come le regioni della Ruhr e della Saar piene di carbone, che fecero crollare la disponibilità di esso. Di conseguenza un’inflazione di dimensioni paurose, tanto che una sterlina valeva 18000 miliardi di marchi, rovinò il ceto medio. Anche in Germania, si ebbe il Biennio Rosso, tra il 1920 e il 1921, che, come noi in Italia, fu caratterizzato da scioperi, violenze e manifestazioni. In quegli stessi anni, Adolf Hitler fondò le SA o “Camicie brune”, riunite nel Partito Nazista. Nel 1923, organizzò un Putsch, cioè un colpo di stato, ma fu arrestato. Un anno dopo pubblicò il Mein Kampf, “La mia battaglia”, un opera impregnata di odio verso le altre etnie e di nazionalismo che esaltava la razza ariana. Secondo lui esisteva un complotto internazionale che univa gli ebrei comunisti russi e i banchieri capitalisti americani. Mentre degli ebrei nutriva un vero e proprio terrore, degli Slavi provava solo disprezzo e pensava che il loro destino fosse solo di essere schiavi. Gli altri punti del programma di Hitler erano: l’esaltazione della bellezza purificatrice della guerra, l’anticomunismo, il disprezzo per la società di massa e verso il sistema parlamentare. Il suo obiettivo era quello di rifondare la società attraverso una rivoluzione di destra, creando così un nuovo ordine. Nelle elezioni del 1924, il Partito Nazista ottenne il 6,6% dei voti, nel 1928 il 2,3%, mentre nel 1930 addirittura 18,3% dei voti. I successi e gli insuccessi del Partito si spiegano osservando gli andamenti dell’economia tedesca. Nel 1924 e 28, grazie ai prestiti concessi dagli Stati Uniti, il Partito Socialdemocratico riuscì ad arrestare l’inflazione ed a far ripartire l’economia. Due anni dopo, la Germania riprecipitò nel baratro a causa delle conseguenze della Crisi del ’29 o crollo di Wall Street e quindi, Hitler ottenne maggiore popolarità. Essa si abbatté su tutti gli Stati che, in qualche modo, erano connessi con l’economia degli Stati Uniti. Tutti investivano i propri risparmi nelle azioni emesse dalle aziende. Le azioni sono quote investite nell’impresa, che permettevano al possessore di ottenere una parte dei guadagni dell’impresa. Ciononostante, nessuno si accorgeva che si stava producendo troppo e i magazzini si riempirono di merce invenduta. Infatti, la Crisi del’29 era causata da una crisi di sovrapproduzione. Iniziò così la Grande depressione che si protrasse per tutti gli anni ’30. Le file del Partito Nazista continuarono a ingrossarsi. Le SA, la mattina marciavano per le strade e la sera organizzavano spedizioni punitive contro ebrei e comunisti cantando: “Il sangue ebraico zampilla sul coltello”. Tra il 1932 e il 1933 i socialdemocratici persero la maggioranza e il Partito Nazista si affermò come il primo partito tedesco arrivando fino al 43,9%. Di conseguenza, nel 1933, Hindenburg nominò Hitler cancelliere. Lui procedette alla “nazificazione” della Germania: scatenò in tutto il paese la caccia ai comunisti, dichiarò la fine dell’attività parlamentare, trasformò la Germania in Stato totalitario e monopartitico e fu imposta la censura. Infine creò due corpi di polizia: la Gestapo e le SS. La posizione del Fuhrer fu rafforzata dall’assassino dei capi delle SA, che furono sciolte poco dopo.
Hitler proclamò la fine della Repubblica di Weimar e la nascita del Terzo Reich; il Primo fu il Sacro Impero Germanico di Ottone I, il Secondo fu l’impero fondato da Guglielmo I dopo la vittoria franco-prussiana. Il Terzo Reich rappresentava una comunità di popolo, guidata dai giovani, membro delle SS. Inoltre, era uno Stato dinamico ma borghese, cioè volto al combattimento e alla famiglia. Quanto all’Antisemitismo, non indignava nessuno, perché, condiviso dalla maggioranza della popolazione, si pensava che fosse privo di conseguenze, difatti, tra il 1933 e il 1937 Hitler si propose al mondo come uomo di pace. Nel 1933 ottenne dagli Alleati la sospensione del pagamento dei danni di guerra, assicurandosi enormi prestiti. Ciò gli permise di mettere le industrie in grado di produrre a pieno ritmo, sostituendo la disoccupazione con un’alta occupazione e guadagnandosi anche il consenso del proletariato. Fu così che il prestigio della Germania salì alle stelle, fenomeno conosciuto con il nome “Miracolo tedesco”. Nello stesso anno, varò le prime leggi volte a conservare la “purezza della razza”. Il 7 aprile fu emanata la prima legge antiebraica che al paragrafo 3, definito “paragrafo ariano”, stabilì che gli impiegati di origine non ariana non avevano diritto alla pensione. Persino ad individui ariani furono imposte alcune regole, tanto da far sterilizzare tutti i portatori ariani di malattie ereditarie e da far togliere l’assistenza ai disabili. Tutto ciò giunse a compimento nel 1935 con le Leggi di Norimberga. Molti ebrei cominciarono a chiedere di emigrare, ma il visto veniva concesso in condizioni impossibili: la famiglia doveva svendere i propri averi ad un prezzo il 50% inferiore e pagare un’esorbitante tassa sulla fuga. Il 1938 fu l’anno della svolta. Hitler ordinò alle SS di organizzare una gigantesca rappresaglia contro gli ebrei che si compì tra il 9 e il 10 novembre 1938 e fu chiamata “notte dei cristalli” per via delle molte vetrine dei negozi israeliti infrante. Da quel momento il governo emanò un divieto generale di espatrio. Intanto, in tutta la Germania fu instaurato il regime del Terrore. Tutti furono incoraggiati alla delazione, cioè l’atto del denunciare segretamente qualcuno. Il perverso fascino del Nazismo colpì persino il re d’Inghilterra Edoardo VIII, costretto ad abdicare fortunatamente poco dopo. Uno strano rapporto legava Hitler e Mussolini: il Fuhrer idolatrava il duce, nonostante egli lo detestava e lo temeva. Nel 1936, tuttavia, dopo che la Società delle Nazioni condannò la conquista dell’Etiopia, il duce accettò la sua alleanza. Essa significò partecipare immediatamente alla Guerra di Spagna, dove Francisco Franco stava attaccando le forze repubblicane del popolo. Hitler aiutò militarmente Francisco, con l’aiuto di Mussolini, testando così la Luftwaffe, la sua nuova aviazione. La guerra civile si concluse nel 1939 con la vittoria di Franco. Nel 1938 il duce varò una serie di Leggi razziali, che furono firmate anche dal re Vittorio Emanuele III. Contemporaneamente Mussolini volle trasformare la dittatura in Stato totalitario, permettendo al suo esercito di adottare il passo romano, una specie di marcia militare. Intanto per Hitler era giunta l’ora di vendicare il Trattato di Versailles e realizzare la Grande Germania, conquistando il corridoio di Danzica e conquistando dei territori slavi, annettendo l’Austria nel Marzo 1938 e i territori dei Sudeti nel Settembre dello stesso anno. Solo l’annessione di una parte della Cecoslovacchia fece preoccupare Francia e Inghilterra che, nella Conferenza di Monaco, ottennero la promessa da parte di Hitler di non compiere altre mosse espansionistiche, nonostante poco dopo avrà invaso quasi tutta la Cecoslovacchia. Intanto, William Churchill pronunciò una frase celebre: “Regno Unito e Francia potevano scegliere tra guerra e disonore. Hanno scelto il disonore. Avranno la guerra”. Nell’Aprile 1939 Mussolini invase l’Albania. Nell’Agosto dello stesso anno, Hitler e Stalin firmarono il Patto di Molotov-von Ribbentrop, un patto di non aggressione. Il 1 Settembre 1939 Hitler invase la Polonia.
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