simohpe di simohpe
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La fine delle divisioni a sinistra

Quando Mussolini aveva conquistato il potere, i dirigenti dell’Internazionale comunista ne avevano dato un giudizio sbrigativo e superficiale, sostenendo che si trattava di un affare interno alla borghesia e che un governo fascista non era sostanzialmente diverso da un governo liberale.
Fu solo dopo l’ascesa al potere di Hitler, nel 1933, che cominciò a delinearsi tra i comunisti un mutamento di rotta, lento e faticoso. Soltanto nel 1935 fu tracciata una nuova linea politica, che prevedeva la formazione di “fronti popolari” che riunissero in un unico schieramento antifascista le forze comuniste, socialiste e anche liberal democratiche. Il nuovo atteggiamento
Fu determinato sia dalla riflessione sul fatto, che in Germania la frattura tra le forze di sinistra aveva aperto la strada alla conquista del potere da parte di Hitler, sia dalle spinte verso l’unità con i socialisti che provenivano dai militanti di base. Nel 1934 la destra, incoraggiata dal successo di Hitler, era passata dall'attacco in Francia, con manifestazioni e scontri con la polizia. Le sinistre avevano reagito con uno sciopero generale. Lo sbocco dei processi unitari fu la formazione del Fronte popolare tra socialisti, comunisti e radicali.

Le regioni dell’alleanza delle sinistre

Anche in Spagna si svolse un processo analogo nel 1933 le destre vinsero le elezioni e si apre un periodo di gravi tensioni, che culminò nella rivolta dei minatori della regione delle Asturie, che nell'ottobre 1934 proclamarono un governo rivoluzionario. L’intervento dell’esercito soffocò la rivolta, ma non mise fine allo scontro sociale.
Tale pericolo pose fine alle divisioni delle sinistre, che nel gennaio del 1936 formarono come era avvenuto in Francia, un Fronte popolare comprendente comunisti, socialisti e democratici. Per comprendere come fosse possibile l’alleanza tra comunisti da un lato e socialisti e democratici dall'altro non è sufficiente richiamarsi alla svolta realizzata nel 1935 al VII congresso dell’Internazionale comunista. I processi contro gli oppositori di Stalin costituirono indubbiamente un ostacolo alla formazione e poi al consolidamento dell’unità
Antifascista, ma non la impedirono. Nonostante i processi, la maggior parte dei socialisti e dei democratici francesi e spagnoli decise di allearsi con i comunisti. L’alleanza fu possibile anche perché alcuni importanti principi democratici erano solennemente affermati nella nuova Costituzione dell’Unione Sovietica fatta approvare da Stalin nel 1936. Era proprio l’accettazione teorica di quei principi a rendere l’Unione Sovietica diversa dalla Germania nazionalsocialista agli occhi dei democratici. La politica hitleriana era del tutto coerente con le sue premesse ideologiche ; non c’era alcuna contraddizione tra le idee di Hitler, la concezione giuridica che era a fondamento del Terzo Reich e l’azione del governo nazionalsocialista.

L’accordo sui principi era continuamente minacciato dalla notizia sui processi contro gli avversari di Stalin.

I fronti popolari in spagna e in Francia

Nel febbraio 1936 il Fronte popolare vinse le elezioni in Spagna con poco più della metà dei voti, ma ottenne un numero di deputati molto superiore a quello delle destre. Tra i deputati del Fronte prevalevano nettamente i repubblicani, e il compito di formare il governo toccò al repubblicano Manuel Azana. Ma una parte delle forze di sinistra interpretò il voto come un inizio di rivoluzione e diede vita a violente manifestazioni che indebolirono il governo e impaurirono la borghesia, favorendo così l’azione delle forze politiche di destra.
Queste reagirono con un tentativo di colpo di stato. Il segnale dell’insurrezione fu dato da un messaggio radiofonico in codice : “Il cielo è sereno su tutta la Spagna”

La guerra civile spagnola

In Spagna ebbe luogo così il primo scontro armato tra le forze fasciste e quelle che si richiamavano ai principi della democrazia. Fu uno scontro durissimo, che si svolse dall'una e dall’altra parte senza esclusione di colpi. I governi di Germania e Italia inviarono armamenti a Franco; dall’ Italia partirono anche reparti dall’esercito. I governi democratici di Francia e Gran Bretagna proclamarono invece, il principio del non-intervento ,sicchè, mentre a favore di Franco si schieravano truppe regolari italiane, a favore della repubblica si batterono soltanto alcune “brigate internazionali”. L’Unione Sovietica inviò soprattutto armi.

Anche la Chiesa spagnola e il Vaticano appoggiarono Franco con una vasta mobilitazione, che assunse in certi momenti aspetti di una vera e propria crociata. Dopo le vittorie iniziali l’avanzata dell’esercito di Franco fu arrestata. Per tre anni le truppe governative e i ribelli si affrontarono in una sanguinosissima guerra civile. Furono effettuati anche bombardamenti contro la popolazione: uno dei più feroci fu compiuto dagli aerei tedeschi e italiani inviati a sostegno di Franco su Guernica.
La guerra assunse un forte significato ideologico: da molti democratici fu considerata il simbolo della lotta contro il fascismo. In realtà, i comunisti non avevano un peso rilevante all’interno del governo spagnolo e, come si è già accennato, l’appoggio esterno dell’Unione Sovietica fu molto ridotto, sia perché, a causa della distanza, non sarebbe stato facile inviare rinforzi, sia perché l’URSS non voleva violare apertamente il principio del non-intervento, proclamato dai governi francese e inglese.

La vittoria dei falangisti di Franco in Spagna

Le forze repubblicane furono indebolite dalle divisioni che continuarono a esistere al loro interno Per tutta la durata del conflitto e anche dalla riluttanza degli anarchici, molto forti in Spagna, ad accettare una rigida disciplina militare. Da quegli anarchici comunisti, che, al contrario, erano molto disciplinati e proprio per questa ragione assunsero un peso crescente nell’esercito repubblicano , si determinò un grave frattura: in Catalogna si arrivò a scontri armati che indebolirono il fronte antifascista . Si realizzò una maggiore unità delle brigate internazionali dove comunisti e democratici combatterono fianco a fianco : Icon comunisti italiani c’erano Palmiro Togliatti e Luigi Longo ; Item democratici Carlo Rosselli. Tra gli stranieri che si schierarono dalla parte del governo repubblicano ci fu anche lo scrittore statunitense Ernest Hemingway.

La guerra terminò nell’aprile del 1939, dopo che Franco ebbe conquistato Barcellona Madrid. Sulle rovine create da una guerra civile che era costata circa 600.000 morti fu così instaurata la dittatura di Francisco Franco.

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