Concetti Chiave

  • La fase legalitaria, dal 1922 al 3 gennaio 1925, vide la legalizzazione degli squadristi che collaboravano apertamente con le forze dell'ordine, aumentando la violenza politica.
  • Nel 1923 fu introdotta la legge Acerbo, che garantiva una maggioranza schiacciante al partito con almeno il 25% dei voti, permettendo al fascismo di consolidare il potere.
  • I partiti di sinistra si presentarono divisi alle elezioni a causa di scissioni interne, come nel caso del partito socialista, compromettendo così la loro capacità di opporsi al fascismo.
  • La campagna elettorale fu caratterizzata da violenze sistematiche, con intimidazioni e aggressioni alle opposizioni, creando un clima di terrore che favorì i fascisti.
  • Il listone fascista vinse le elezioni, ottenendo la maggioranza dei seggi parlamentari e segnando una svolta decisiva nella storia politica italiana.

Indice

  1. La fase legalitaria
  2. La legge acerbo e le elezioni
  3. Divisioni interne e sconfitta

La fase legalitaria

Questa prima fase, definita "fase legalitaria", va dal 1922 (anno della marcia su Roma), momento in cui Vittorio Emanuele III da il potere a Mussolini, sino al 3 gennaio 1925. In questo periodo anche gli squadristi sono stati legalizzati,

quindi non cessano assolutamente le violenze; anzi nella loro violenza sono ancora più legittimati e collaborano in maniera sempre più aperta con le forze dell'ordine, questo perché nelle azioni precedenti al 1922, comunque gli squadristi avevano avuto il sostegno e l'appoggio delle forze armate e dunque adesso hanno la strada completamente aperta e "spianata". Tuttavia, il partito fascista non aveva ancora il consenso pieno della popolazione, anche se comunque in uno stato parlamentare di tipo democratico il consenso dovrebbe essere naturale.

La legge acerbo e le elezioni

Allora si decise di fissare una data per le nuove elezioni, però prima si modificò la legge elettorale: nel 1923 fu varata la cosiddetta legge acerbo (dal nome del deputato che la presentò), la quale prevedeva che la lista che avesse raggiunto almeno il 25% dei voti (maggioranza relativa), avrebbe avuto poi i ⅔ dei seggi parlamentari. Quindi la lista di maggioranza relativa avrebbe avuto in caso di vittoria non solo la maggioranza assoluta, ma anche la maggioranza qualificata (⅔ dei seggi parlamentari). Era dunque una maggioranza schiacciante. La ragione avrebbe voluto che ci fosse un'unione di tutte le forze antifasciste (della sinistra) che si opponesse alla lista fascista (che poi divenne un listone fascista, perché Mussolini riuscì a raccogliere nel suo listone i nazionalisti, tutte le frange di estrema destra, anche molti liberali moderati, quindi compose una lista piuttosto nutrita).

Divisioni interne e sconfitta

I partiti dell'ala sinistra si presentavano però divisi: nel 1921 c'era stata la scissione all'interno del partito socialista,

quindi era già nato il partito comunista, poi ci fu un'ulteriore scissione sempre all'interno del partito socialista, dove si staccarono i socialisti unitari. Anziché unire le forze per cercare di raggiungere il 25%, e quindi togliere il governo a Mussolini, prevalsero le divisioni interne e i partiti di sinistra si condannarono così da soli alla sconfitta elettorale. La campagna elettorale fu segnata da grande violenza. Ma non fu solo questo, perché ci fu anche un clima di estrema violenza durante la campagna elettorale, questo perché le squadre d'azione si piazzavano all'uscita dei seggi elettorali con il solito manganello e olio di ricino; inoltre le votazioni non erano segrete e quindi chi non votava per il partito fascista all'uscita veniva picchiato, malmenato, costretto a bere l'olio di ricino, ma a parte il momento delle elezioni, tutta la campagna elettorale era stata segnata da episodi di estrema violenza, aggressioni ai candidati dell'opposizione che tentavano di fare i loro comizi; aggressioni alle case del popolo, ai giornali (clima da guerra civile, senza che nessuno potesse fermare queste persone perché le squadre fasciste erano state soprattutto legalizzate). Naturalmente vinse il listone fascista, e il partito fascista ebbe quindi in quel momento la maggioranza dei seggi parlamentari.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il periodo definito "fase legalitaria" e quali eventi significativi lo caratterizzano?
  2. La "fase legalitaria" va dal 1922 al 3 gennaio 1925, in cui Mussolini ottiene il potere e gli squadristi vengono legalizzati, continuando a perpetuare violenze con il supporto delle forze dell'ordine.

  3. Che cos'è la legge Acerbo e quale impatto ha avuto sulle elezioni del 1923?
  4. La legge Acerbo, varata nel 1923, stabiliva che la lista con almeno il 25% dei voti avrebbe ottenuto i ⅔ dei seggi parlamentari, permettendo al partito fascista di ottenere una maggioranza schiacciante.

  5. Quali erano le divisioni interne tra i partiti di sinistra e come hanno influito sulle elezioni?
  6. Le divisioni interne, come la scissione tra socialisti e comunisti, hanno impedito un'alleanza tra le forze antifasciste, condannando i partiti di sinistra alla sconfitta elettorale.

  7. Quali sono stati i metodi utilizzati dalle squadre fasciste durante la campagna elettorale?
  8. Durante la campagna elettorale, le squadre fasciste hanno utilizzato violenza, intimidazioni e aggressioni, impedendo un voto libero e segreto, culminando in un clima di terrore che ha favorito la vittoria del partito fascista.

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