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Fascismo – La polizia segreta



Nel 1926 venne istituito il Tribunale speciale per la difesa dello stato, fu situato nel “Palazzo di Giustizia” a Roma. Inizialmente doveva durare solo cinque anni, ma operò per diciassette anni. L’attività di questo tribunale coinvolse gli italiani, molti oppositori politici subirono pene molto severe e, sempre in quell'anno, fu ripristinata la pena di morte.


Sempre nel 1926 fu fondata l’OVRA, cioè la polizia segreta fascista, un efficace strumento di controllo e di repressione; i suoi agenti e le sue spie riuscirono a infiltrarsi negli ambienti dell’antifascismo e anche nei vari partiti antifascisti, come il PCI e il partito “Giustizia e Libertà”.
L’OVRA, oltre a reprimere le organizzazioni antifasciste, doveva anche controllare i gerarchi del fascismo che mostravano più indipendenza di giudizio e autonomia di manovra-
All'OVRA , il regime affiancò anche gli Uffici Politici investigativi (gli UPI) della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, le cosiddette “camicie nere”.

In un regime totalitario che non tollerava il dissenso, venne meno la libertà di consenso. Eppure il fascismo godeva di un largo consenso nella società italiana; però questo era un consenso passivo, che non dipendeva da una scelta volontaria, ma era il risultato di un’opera di politicizzazione della società.