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Entrambi i regimi fanno un ottimo utilizzo dei metodi di propaganda moderni dopo aver distrutto l’opposizione.
La stampa
Dopo le Leggi Fascistissime i giornalisti dovevano essere iscritti e avere la tessera del partito fascista.
Fino al 1937 Mussolini, tramite il suo ufficio stampa, mandava ordini su ciò che bisognava pubblicare (Veline) e fondò il Ministero della Cultura Popolare (Minculpop) che controllava cosa veniva scritto, con a capo Galeazzo Ciano.
Non tutti però leggevano il giornale, infatti era importante intervenire nella vita della gente.
Il fascismo decide di regolare la vita e il tempo libero del Popolo
Vennero fondate delle organizzazioni del Dopolavoro, come Associazione Nazionale del Dopolavoro (AND) dove si facevano dei corsi di cultura fascista, corsi di formazione professionale, tanta educazione fisica e sportiva, gite turistiche, cinema, ascolto di musica e radio e manifestazioni folkloristiche.

Era molto simile il Dopolavoro agricolo mentre il Dopolavoro femminile aveva alcune attività differenti come economia domestica e pronto soccorso.
Viene creato il Sabato fascista, che consisteva in alcuni corsi di preparazione alla guerra per i giovani.
Opera Nazionale Balilla: tutti i giovani dopo la scuola venivano forniti di divisa e seguivano corsi di educazione spirituale, culturale e religiosa, attività di preparazione all'esercito e corsi professionali.
I maschi venivano divisi quattro gruppi: dai 6 agli 8 anni Figli della Lupa; dai 9 ai 10 anni Balilla, dagli 11 ai 13 anni Balilla Moschettieri; dai 14 ai 18 Avanguardisti. Le femmine invece venivano divise in: dai 6 agli 8 anni Figlie della Lupa; dai 9 ai 13 anni Piccole Italiane; dai 14 ai 17 Giovani Italiane.
All'Università c'erano i GUF, Gruppi Universitari Fascisti.
In ogni palazzo c'era un caposcala iscritto al partito fascista che controllava quello che facevano gli inquilini, i quali se non andavano alle attività fasciste venivano denunciati.
Cinema
Mussolini chiamava il cinema è “arma più forte dello Stato”. Subito viene introdotto come strumento di educazione fascista. Nel 1925 venne fondato l'Istituto Nazionale LUCE L'Unione Cinematografica Educativa: i cinegiornali venivano proiettati prima di ogni film ed erano infarciti di valori fascisti. Dalla metà degli anni Trenta i contenuti sono sempre più volti alla guerra.
Radio
Anche questa è considerata molto importante, ma non diffusa, ce l’avevano solo i ricchi. Viene fondato nel 1927 l'EIAR Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, il quale diffuse l’ascolto della radio istituendo aule di ascolto collettive. Ad esempio il Giornale Radiofonico del Fanciullo condotto da Cesare Ferri (Nonno Radio) raccontava favole in cui si esaltava la tradizione e la patria oppure Gaio Radiogiornalino condotto da Eugenio Chiorino (Baffo di Gatto) raccontava storie in cui Mussolini era visto come un padre buono e giusto. La chiesa inizialmente condanna la radio poi comincia a usarla: padre Vittorio Facchinetti.

Tutti questi aspetti (radio, cinema e organizzazione giovanile) vengono riprodotti in Germania con una differenza: Joseph Goebbels organizza una propaganda ancora più incentrata sulla figura di Hitler.
In Germania un sistema di altoparlanti che giravano per la città facevano propaganda.
Il regime nazista per il cinema ha un importante regista Leni Riefenstahl, che diresse un film documentario sulla parata nazista a Norimberga. Hitler usa più del fascismo il fumetto come propaganda.
Egli condannava l'arte degenerata e quella non classica: arrivò a organizzare a Monaco nel 1937 due mostre (una di arte degenerata e l’altra di arte tedesca) per far vedere la supremazia della seconda. Contro ogni sua previsione andarono tutti alla mostra di arte degenerata.

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