c_001 di c_001
Ominide 1284 punti

Ascesa del fascismo


I motivi che portarono all'ascesa del fascismo:

Ritenendone l'organizzazione politica insufficiente per poter risultare un partito realmente incisivo le autorità rinunciarono spesso ad esercitare il loro ruolo di difensori dell’ordine pubblico in quanto ritenevano che esso potesse sconfiggere il comunismo grazie all'organizzazione para-militare, ispirata e composta dagli arditi, di cui disponeva; tali gruppi armati, che presero il nome di ‘squadre d’azione’, scatenarono ondate di violenza dapprima principalmente nella provincia bolognese ma in seguito tali aggressioni si diffusero in tutta Italia.


La situazione di forte instabilità che caratterizzò il "Biennio Rosso" e soprattutto la paura della classe borghese che nuovi tumulti avrebbero potuto causare un sovvertimento sociale; la paura del bolscevismo portò così l'opinione pubblica a rivolgersi a posizioni antisocialiste.

Indebolimento del partito liberale e il rafforzamento dei partiti di massa e quindi di posizioni estremiste.

Riuscirono a darsi una dimensione popolare proponendosi così come valida alternativa al socialismo: egli infatti si proponeva con un duplice aspetto in quanto con la propria propaganda si mostrava sia come un uomo colto, raffinato e un politico vero e affidabile presentandosi come colui che stava imbrogliando e contenendo il fascismo impedendo lo scoppio di un moto rivoluzionario e al tempo stesso come un alleato del popolo attraverso motti e discorsi populistici ma al tempo stesso aulici e più demagogici proponendosi come capo carismatico e come padre dell’Italia.

Il fascismo non viene osteggiato ma al contrario al sud viene sostenuto dai latifondi.

La tardiva decisione dei diversi partiti a dichiararsi favorevoli a un governo di coalizione antifascista.

L’errore compiuto da Giolitti che, con l’intento di riconquistare la maggioranza e di riassorbire il partito fascista all’interno della destra liberale e anticomunista, li inserisce nelle liste di coalizione ma che in realtà portò i fascisti a riscuotere un grandissimo successo a danno dei liberali determinando così uno squilibrio di forze e che spinsero a tentare nuovamente a dimettersi; tuttavia questa volta tale tecnica non funzionò e venne in un primo momento eletto Bonomi, il quale tentò di arginare lo squadrismo con l’atto di pacificazione, e in seguito Facta, che non fu però in grado di bloccare la nuova ondata di squadrismo. Intanto Mussolini trasformò i Fasci nel nuovo Partito nazionale fascista. Mussolini, consapevole di avere dalla propria parte la tacita approvazione dei maggiori centri di potere, maturò l’idea della conquista violenta del potere, espressa chiaramente durante uno dei suoi più importanti discorsi populisti. Inoltre al momento della marcia su Roma, di cui si era incerti circa lo scopo in quanto le varie squadre di camicie nere arrivarono alla spicciolata e mal armate mentre Mussolini si trovava al sicuro a Milano, Facta esitò, indeciso sul da farsi, richiedendo solo tardivamente al re, che da parte sua non dimostrò alcuna intenzione di intervenire nella faccenda, di dichiarare lo stato d’assedio e quindi la sospensione di tutte le norme e le garanzie istituzionali lasciando piena libertà d’azione all’esercito.

Con le dimissioni di Facta Mussolini si inserì nella crisi di governo e utilizzando come strumento di pressioni le milizie stanziate a Roma ottenne dal re l’incarico di formare un nuovo governo, ottenendo così tale ruolo formalmente in modo non sovversivo nonostante le numerose ed evidenti dimostrazioni di forza.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email