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Eventi del 1900

Gli anni difficili del dopoguerra
La guerra era costata 50 milioni di morti (20 milioni solo nell’URSS), l’Italia ne ha 400 000. La guerra era passata attraverso città e per questo molti paesi erano distrutti (Dresda, Amburgo..). Sono state colpite le strade, le industrie e le agricolture che però dopo un po’ si risollevano.
La Grecia resta all’occidente, qui i partigiani comunisti non lo accettano e ci sarà una guerra civile per molti anni e Stalin non li aiuta.
La Finlandia e l’Austria si sono neutralizzato, devono essere indipendenti e non possono allearsi con nessuno.
Nasce poi il COMINFORM, un’internazionale comunista con sede a Mosca a cui partecipano tutti i paesi e partiti comunisti anche dell’occidente. L’URSS si era presa come bottino di guerra industrie intere e anche musei dai paesi come la Germania e altri paesi .

La nascita dell’ONU

Nel secondo dopoguerra nasce l’ONU (organizzazione delle nazioni unite) che va a sostituire la società delle nazioni che era fallita. Ha sede a New York nel palazzo di vetro e viene istituito nel giugno 1945. Ne fanno parte circa 50 stati (l’Italia non ne fa parte perché è un paese vinto). L’ONU dovrebbe eliminare la guerra anche se tutt’ora ci sono sempre una decida di guerre nel mondo di cui sappiamo poco.
Alla base dell’ONU c’è la carta atlantica che però è utopistica. È organizzato da un’assemblea generale a cui partecipano tutti i paesi, però il suo ruolo è solo quello di fare indicazioni, non ha nessun potere. L’organo che comanda e che prende le decisioni è invece il Consiglio d Sicurezza formato da 15 membri di cui 5 con il diritto di veto e 10 no. Chi ha il potere e il diritto di veto sono le 5 nazioni vincitrici: USA, URSS, Gran Bretagna, Francia e Cina. Inizialmente era la Cina del Guomindan ma poi va al potere la Cina comunista di Mao e nel 1970 la Cina nazionalista di Chan Kai Shek esce dell’ONU.
Il Consiglio di Sicurezza decide l’intervento delle truppe armate. All’interno dell’ONU c’è anche la FAO che dovrebbe combattere la fame nel mondo, l’UNESCO per i beni culturali, l’UNICEF per i bambini ecc.

La divisione del mondo
Una guerra fredda è una guerra fra sistemi economici e politici senza scontri armati, utilizzando spie e facendo propaganda. Qui da una parte c’era il comunismo e dall’altra il capitalismo.
Nel 1946 Winston Churchill disse che era scesa una cortina di ferro che separava il mondo libero da quello comunista che partiva da Stettino e arrivava fino a Trieste.

L’inizio della guerra fredda
Con Truman gli USA cominciano a preoccuparsi della situazione e cercarono di bloccare l’espansione comunista aiutando i paesi anticomunisti e con il Piano Marshall istituito nel 1948. Il piano consisteva in aiuti da parte degli USA all’Europa, sia in viveri sia in capitali con la clausola che questi paesi applicassero il libero mercato. Questo lo fanno perché sanno che i paesi dell’est non hanno liberta e quindi non aderiscono e nel 1949 questi paesi istituiscono il COMECON (un aiuto reciproco) a cui aderiscono tutti i paesi comunisti (Polonia, Germania est, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria, Albania) tranne la Jugoslavia di Tito. Ciò stabiliva anche cosa lo stato doveva produrre, era un piano tra gli tati.
La Cecoslovacchia inizialmente non aveva aderito al piano Marshall, ,ma il comunismo aveva imposto il veto.
Nel 1949 il blocco comunista si allarga perché in Cina vince il partito comunista di Mao Zedong e nasce la Repubblica Popolare Cinese (la Mongolia era già comunista dagli anni ’20).
I due blocchi così formati si danno una struttura militare. I paesi che hanno aderito al piano Marshall, aderiscono alla NATO (North Atlantic Treaty Organization), in America aderiscono USA e Canada e in Europa aderiscono Francia, Gran Bretagna, Benelux, Norvegia, Danimarca, Islanda, Portogallo e Italia; in seguito anche Grecia, Turchia e Germania ovest. È un’alleanza tra paesi non uguali, perché la potenza è l’USA.
Sarebbero tutti paesi democratici, tranne il Portogallo. Turchia e Grecia invece, essendo ora nella stessa organizzazione non possono più farsi guerre fra di loro.
Dall’altra parte c’è invece il patto di Varsavia a cui facevano parte tutti i paesi comunisti (anche Cina e Cuba erano alleate ma non entrano nel patto).
La guerra fredda durò dal 1945 al 1989. Non ci fu mai uno scontro diretto, tranne in alcune situazioni ma non si arrivò mai alla guerra mondiale.
C’è anche competizione per quanto riguarda le spedizioni nello spazio. Nel 1948 l’URSS si dota di una bomba atomica e c’è la paura reciproca perché la bomba atomica poteva distruggere più volte il mondo; per questo restò una “guerra fredda”.


Maccartismo: timore negli USA che certi intellettuali simpatizzassero per il comunismo, ci fu una caccia e molti processi e accuse a molti americani. Questo partì tutto da un deputato Mccarthy, irlandese, cattolico e molto conservatore. Ci furono anche 2 vittime accusati di spionaggio, i coniugi Rosenberg che furono condannati a morte. Si diceva avessero mandato all’URSS le formule della bomba atomica (non era vero) però erano realmente delle spie.
Tutti i registi e attori che scappano all’inizio degli anni’50 vanno spesso in Italia dove nacque così Cinecittà (Charlie Chaplin invece scappò in Francia).
All’est invece non c’era nessuna libertà politica e religiosa.

La grande competizione
Il piano Marshall e la comunità europea
All’interno dei paesi occidentali europei c’era il desiderio di un’unione economica, pensando che avrebbe portato anche all’unità politica. Volevano questo italiani come De Gasperi, tedeschi come Adenauer, il francese Schumann e l’austriaco Spaak.
La prima alleanza o coordinamento è all’inizio degli anni ’50 e fu la CECA (comunità economica del carbone e dell’acciaio). Qui aderiscono Francia, Italia, Germania ovest e Benlux. Nel 1957 invece firmano l’accordo a Roma che costituisce la CEE (comunità economica europea) che è un po’ una risposta al COMECON.

Il movimento dei non allineati
Nel mondo si crea però un terzo blocco, di quelli che non vogliono allearsi con nessuno. Si chiama movimento dei non allineati. Uno di questi è Tito che nel 1947 aveva rotto con l’URSS poiché non voleva che la Jugoslavia fosse sottomessa. Si fa portavoce dei non allineati con l’India di Neru e con l’Indonesia di Sukarnv e nasce con la conferenza di Bandung. Prendono parte un’altra trentina di paesi.
La crisi di Berlino
Berlino era divisa in 4 zone e le 3 nazioni occidentali si erano unite. I russi volevano l’interna Berlino perché Berlino ovest era collegata con l’occidente attraverso vie aeree e autostrade chiuse, così i russi chiudono le autostrade e bloccano Berlino pensando che così prima o poi si sarebbe arresa.
Gli americani risolvono il problema col ponte aereo che fornisce Berlino ovest e dopo un anno i sovietici rinunciano al blocco.
La guerra di Corea
La Corea è una penisola dell’Asia ce a nord confina con la Cina e per un breve tratto con la Russia. Era stata occupata dai Giapponesi e finita la guerra viene divisa a nord con i russi e a sud con gli americani. Nel 1950 dato che la Cina diventa comunista la Corea del nord si sente in potere di invadere quella del sud. L’attacco è imprevisto e gli americani arretrano. Gli USA fanno proclamare guerra alla Corea del Nord all’ONU (dalla quale la Russia si era ritirata, se no non avrebbe permesso di dichiararla). Riescono a respingere i nord coreani fino al confine cinese. Il comandante McArthur chiese di poter bombardare la Cina a Truman perché stavano avanzando in Corea. Truman se fosse stato d’accordo avrebbe probabilmente scatenato la terza guerra parallela; però Truman mette il veto di combattere solo in Corea che si stabilizza al 38° parallelo che segna il confine tra le due Coree dal 1953. Adesso la Corea del nord comunista si sta dotando di bomba atomica e minaccia di attaccare il sud capitalista ed economicamente sviluppato. La dittatura comunista del nord si tramanda da generazioni.

Il processo di decolonizzazione
È il processo inverso alla colonizzazione, i paesi dell'Africa e Asia diventano indipendenti dopo decenni di colonizzazione. Durante la seconda guerra mondiale i paesi europei avevano usato delle truppe coloniali per esempio la Francia marocchini e senegalesi e l'Inghilterra indiani. Le popolazioni coloniali avevano visto che l'Europa non era diversa dall'Asia o africa e si era perso il senso della superiorità dell'uomo bianco. Durante la seconda guerra mondiale c'era stata la lotta contro il razzismo tedesco ed era emersa una nuova potenza, l'URSS che per cambiare il sistema mondiale si faceva portavoce della libertà dei popoli. Le due potenze che erano emerse dalla seconda guerra mondiale sono gli USA che erano diventati indipendenti dall'Inghilterra e l'URSS che era diventato portavoce della libertà dei popoli. Nel dopoguerra ci sono gli anni della colonizzazione , dalla fine degli anni 40. L'anno della libertà dei popoli è considerato il 1960 poiché molti paesi africani diventarono indipendenti dalla Francia e dall'Inghilterra. L'Inghilterra tendeva a dare un'autonomia alle colonie e quindi l'indipendenza era più pacifica, la Francia invece oppose resistenza e ci furono anche delle guerre per mantenere l'impero come in Algeria e Vietnam. Inizialmente erano solo 50 gli stati indipendenti in alcuni anni divennero 150. L'indipendenza però era solo politica e non economica, si parla di neocolonialismo in quanto i paesi europei cercano di mantenere un controllo economico (sulle piantagioni, materie prime, miniere), mantengono una forte egemonia. In alcuni stati si viene a creare la cleptocrazia (governo di ladri), i capi di stato facevano gli interessi di uno stato europeo in cambio di denaro e questo porta a molte guerre interne.


Decolonizzazione in Asia
Nel dopoguerra l'India andava dall'Afghanistan alla Birmania ed era la perla dell'impero inglese. Aveva una sua civiltà e cultura ma aveva le caste e c'era una divisione tra indù e musulmani. Su questa divisione ci aveva giocato l'Inghilterra secondo il detto latino "divide et impera" praticamente aiutando prima una parte e poi l'altra aveva colonizzato l'india. Nel 19° secolo l'india aveva avviato un processi per l'indipendenza con la nascita del partito del congresso che voleva l'autonomia e poi l'indipendenza. Un capo del partito era Gandhi che sosteneva la via pacifica per l'indipendenza, veniva chiamato "grande anima". Lui era indù ma voleva un'unità tra indù e musulmani contro l'Inghilterra, quest'ultima giocava molto sulla divisione e fece in modo che nascesse un partito musulmano, la lega musulmana. Dopo la WWII c'è la volontà di indipendenza e i due partiti si uniscono per raggiungerla, gli inglesi pensarono di dividere l'india in due zone ma non fu possibile perché il territorio era misto, non c'erano zone solo di indù o solo di musulmani. Nel 1947 l'Inghilterra dà l'indipendenza e nascono due stati: l'unione indiana (indù) e il Pakistan (musulmana). È una tragedia, la popolazione non era distribuita e ci fu uno spostamento di 17 milioni di persone di cui molti morirono di fame e ci furono massacri reciproci. Il Pakistan era diviso in due: occidentale a ovest lungo l'Indo e orientale a est (attuale Bangladesh) lungo il Gange. Nel gennaio del 1948 un fanatico indù uccise Gandhi perché era troppo moderato con i musulmani. L'india poi fece in modo che il Pakistan orientale si staccasse, così nel 1971 nasce il Bangladesh. Tuttora c'è un conflitto aperto tra i due per il kashmir perché l'allora sovrano del kashmir era indù ma la popolazione era musulmana e il rajah scelse di appartenere all'india (il popolo voleva il Pakistan) e ci fu una guerra. Il problema non è stato risolto e ora la regione è divisa in due zone. Nascono anche lo Sri Lanka e la Birmania, questi ora sono paesi molto popolosi.
Nello stesso periodo diventano indipendenti l'Indonesia dall'olanda, le filippine dagli USA e la Malesia dall'Inghilterra.
Indocina
L'Indocina comprende Laos, Vietnam e Cambogia, la Francia resisteva all'indipendenza per interessi economici e perché la Francia viveva secondo la grandeur francese. Durante la seconda guerra mondiale l'Indocina viene occupata dal Giappone. Nasce una resistenza contro gli occupanti ed è guidata dai comunisti, si chiamava Vietminh ed era guidata da Ho Chi Minh. Il Giappone si arrende e i francesi vorrebbero tornare ma Minh proclama l'indipendenza con capitale Hanoi. La Francia non riconosce l'indipendenza e scoppia una guerra nel 1945 che dura per qualche anno finchè i Vietminh circondano i francesi a Dien Bien Phu (grande sconfitta per la Francia). Nel 1954 si ritirano e iniziano le trattative di pace a Ginevra e si stabilisce che nasceranno 4 stati in Indocina: Laos, Cambogia, Vietnam del nord (capitale Hanoi e comunista), Vietnam del sud (capitale Saigon e capitalista).
Il nord vorrebbe l'unità e organizzò una guerriglia nel sud per l'unificazione con i vietcong. L'unione che ne sarebbe uscita sarebbe stata comunista e gli USA intervengono. Inizialmente mandano consiglieri, poi truppe e infine 500.000 soldati. I vietcong erano aiutati dalla Cina e dal Vietnam del nord, gli USA dall'occidente. Era difficile vincere questa guerra perché era una resistenza popolare, venne usato anche il napalm, un gas. Fu una guerra lunga ma gli USA non vinsero. Nel 1968 i vietcong lanciarono un'offensiva che mise in crisi gli USA e il Vietnam del sud, era la cosiddetta "offensiva del tet". Gli americani capirono che non potevano vincere e cercarono degli aiuti dai paesi vicini come Laos e Cambogia, bloccando i rifornimenti per il Vietnam. Questa sconfitta per gli americani ebbe un impatto psicologico, per finire la guerra c'erano due alternative o usare la bomba atomica o iniziare le trattative. Le trattative si tennero a Parigi, gli americani si ritirarono dal sud, i vietcong e i nordvietnamiti unificarono il Vietnam con capitale Hanoi. Più di un milione di vietnamiti del sud scapparono con l'utilizzo di aerei americani e barche. Viene chiamata la sporca guerra del Vietnam perché gli americani giovani evoluti venivano sbattuti in Vietnam e per loro fu uno shock.

Il Medioriente
Gli ebrei nella storia
Sionismo: Sion è una collina di Gerusalemme. È il movimento nato tra gli ebrei tra la fine del 1800 e il XX secolo che ha come obiettivo il ritorno alla terra santa, alla Palestina. È tutt’ora uno dei conflitti aperti.
Gli ebrei sono originari della Palestina ma già in epoca romana erano dispersi in tutto l’impero ed erano quindi presenti un po’ in tutto il mediterraneo e oltre. A Roma c’erano ebrei ancora prima di Cristo.
Con il cristianesimo la situazione cambiò perché come religione voleva distinguersi dall’ebraismo (differenza tra vecchio e nuovo testamento) e si accusò gli ebrei dell’uccisione di Cristo (storia di Barabba). Sono rimaste ancora delle preghiere che parlano dei perfidi ebrei. Però non potevano eliminarli perché erano ricchi, erano gli usurai e non potevano fare altre attività se non attività con il denaro o fare i rigattieri. Però vengono chiusi nei ghetti (il primo è a Venezia) e non possedevano le case, dovevano pagare l’affitto. Nel medioevo la vita per gli ebrei diventa molto dura.
Però nel mondo arabo (anche nella Spagna mussulmana) gli ebrei non venivano perseguitati, almeno fino a che con l’arrivo delle crociate non cominciano le caccie agli ebrei. Ci sono gli assalti nei ghetti in Germania e Francia (in Italia no perché il papa frena le violenze).
In Russia invece nel periodo zarista c’erano le caccie agli ebrei (pogrom).
Nonostante tutto però, gli ebrei continuano a sopravvivere, anche grazie alla Bibbia che tutti dovevano saper leggere e per questo gli ebrei sanno tutti leggere e scrivere. Così alcuni ebrei riuscirono a distinguersi come medici e intellettuali.
Nel 1800 già Napoleone aveva dato libertà agli ebrei, c’era uguaglianza. Questo anche negli USA.
Le varie costituzioni (anche in Italia) davano parità di diritti anche agli ebrei.
Però con il processo Dreyfus ritorna la discriminazione; al processo partecipa l’austriaco-ebreo Hetzl Theodor che denuncia la situazione. Hertzl fonda un movimento politico sionista che dice che gli ebrei saranno veramente liberi solo quando torneranno alla loro terra e questa terra sarà loro. Questo movimento ebbe molto successo soprattutto nei pasi dell’est dove c’erano ancora i pogrom.
Il movimento si diffonde nella prima guerra mondiale quando l’Inghilterra, in guerra contro la Germania, chiede aiuto alle popolazioni ebree del mondo e lord Balfour fa una promessa: loro aiutano l’Inghilterra con le loro scoperte e loro daranno un focolare, “homeland”, in Palestina che passerà sotto l’Inghilterra.
L’Inghilterra però fa promesse anche agli arabi che erano la maggioranza in Palstina e finita la guerra quando viene occupata la Palestina c’è un aumento dell’emigrazione ebraica e si vengono a formare varie colonie, kibbutz, delle specie di fattorie socialiste dove non c’è la proprietà privata.
La prima guerra arabo-israeliana
Cominciano i primi scontri con gli arabi; gli ebrei avevano comprato la terra agli arabi assenteisti e questo non è visto bene dagli abitanti. Però l’Inghilterra non fa nulla fino alla seconda guerra mondiale e nel momento in cui gli ebrei avrebbero più bisogno di emigrare in Palestina, si chiudono le porte.
Gli ebrei hanno combattuto con gli inglesi, mentre il capo dei mussulmani gran Mufti era alla corte di Adolf Hitler. Finita la guerra l’Inghilterra ha promesso l’indipendenza alle terre che sta occupando ma in Palestina si trova da una parte gli arabi che vogliono il loro stato e dall’altra gli ebrei che vogliono le loro terre. Così l’Inghilterra lascia all’ONU la decisione. Gli ebrei hanno con loro le lobby ebree negli USA.
In Palestina ci sono battaglie tra arabi e ebrei, gli ebrei erano più avanzati perché vengono dall’Europa. C’è un attentato ebraico al quartiere generale inglese a Gerusalemme.
L’ONU nel 1947 propone di dividere la Palestina in uno strato ebraico e uno arabo e Gerusalemme e Betlemme diventano internazionali. Lo stato ebraico diventa Israele. Gli ebrei festeggiano e accettano, i mussulmani no e c’è già la lega araba che appena Israele il 14 maggio 1948 si proclama indipendente, attacca. La lega araba è formata da Transgiordania, Egitto, Siria, Libano e Iraq. 5 paesi arabi attaccano un paese appena nato che aveva solo 80 000 abitanti contro i loro 60 milioni. Israele però riesce a vincere in pochi mesi perché gli stati arabi pur essendo in una lega, avevano obiettivi diversi. Gli israeliani sapevano che se avessero perso avrebbero perso tutto e con le spalle al muro riescono a sconfiggerli. Non si arriva però alla pace, solo all’armistizio.
Israele ampliò i suoi territori ma non riuscì a conquistare Gerusalemme, la parte storica della città rimane alla Transgiordania e che si prende anche una parte di Palestina e l’Egitto si prende la striscia di Gaza.
Gli ebrei però hanno il loro monumento fondamentale, il muro del pianto, in Giordania.
Una parte dei palestinesi si spostano nei paesi arabi, altri invece rimangono in Israele sotto lo stato israeliano. Così comincia il problema dei profughi palestinesi che diventano cittadini di serie B come palestinesi musulmani. Ci sono almeno 1 milione di profughi anche a Gaza e in Cisgiordania. Nascono così 3 categorie di palestinesi: quelli cittadini di Israele, i palestinesi che vivono a Gaza e in Cisgiordania, palestinesi profughi che abitano in altri paesi arabi.
La seconda guerra arabo-israeliana
Nel 1952 l’Egitto diventa indipendente è c’è il rovesciamento della monarchia a favore della Repubblica governata da Nasser, un forte nazionalista. Attua una politica anti occidentale perché non ha avuto precedentemente aiuti dagli USA. Quindi si rivolge all’URSS con la quale stringe accordi. Nel 1956 cerca di nazionalizzare le risorsa più grande dell’Egitto, il canale di Suez che collega il Mediterraneo al Mar Rosso. L’Egitto se ne impossessa quando prima era invece di una compagnia franco-inglese. Così Francia e Inghilterra attaccano sul canale e chiedono agli israeliani di occupare la penisola del Sinai che arriva fino al canale. Però sia USA che URSS chiedono a Inghilterra, Francia e Israele di ritirarsi perché ciò che stava accadendo era un’azione neocoloniale. Israele aveva un porto Elat nel Mar Rosso e se fosse stato chiuso solo all’Egitto non avrebbe più avuto un passaggio.
Tutti si ritirano e questa guerra prende il nome di guerra del Sinai o seconda guerra arabo-israeliana.
La terza guerra arabo-israeliana- la guerra dei 6 giorni
Nel 1967 l’Egitto di Nasser si allea con Cisgiordania e Siria e sentendosi forte Nasser chiude lo stretto di Aqaba che portava al porto di Elat. Israele attacca via aerea i 3 paesi contando sugli Stati Uniti come alleato. È la guerra dei 6 giorni in cui Israele conquista Gaza, la penisola del Sinai e arriva al canale di Suez, conquista Gerusalemme alla Cisgiordania e le colline del Golan alla Siria. Il canale di Suez resta bloccato e l’Egitto non ha più risorse.
Dopo 6 giorni Israele viene bloccata perché stava già avanzando a Damasco (Siria) e a Il Cairo (Egitto): USA e URSS chiedono di fermarsi. Però non si ottiene la pace. I nuovi territori di Israele però avevano assorbito altri milioni di palestinesi.

La quarta guerra arabo-israeliana- la guerra del Kippur
Dopo 3 guerre perse i palestinesi nel 1969 si sono organizzati nell’OLP (organizzazione, liberazione, Palestina) presieduta da Arafat, che è in esilio. L’obiettivo è distruggere Israele. Cominciano così gli attentati terroristici.
Nel 1973 c’è la quarta guerra o guerra del kippur (la festività ebraica “yom kippur”). I soldati israeliani in questo giorno di festa sono più rilassati e proprio in questo giorno i soldati egiziani attaccano oltre il canale di Suez e lo fa anche la Siria. L’Egitto avanza nella penisola del Sinai ma entro pochi giorni Israele riprende l’iniziativa e cominciano a marciare verso il Cairo e Damasco. A questo punto gli USA chiedono di bloccare gli eserciti.
Però c’è un problema internazionale perché i paesi arabi non in guerra sono con l’Egitto e la Siria e impediscono le importazioni di petrolio verso Israele e gli alleati USA e Olanda.
USA e ONU cercano la pace e il risultato è che l’Egitto è sconfitto ma ha ancora truppe oltre il canale e c’è un nuovo presidente Sadat che è d’accordo col fare un accordo e andrà in Israele a parlare in parlamento e a chiedere la pace. Ora anche l’Egitto si avvicina agli USA perché l’URSS non gli conviene più.
Ora Sadat e il presidente di Israele vanno negli USA per firmare l’accordo di Camp David nel 1978 e metterli d’accordo sarà il presidente Jimmy Carter. È una pace in cambio di terra.
Israele abbandonerà il Sinai lasciandola all’Egitto in cambio di pace. Però non vuole indietro la striscia di Gaza perché tanto ormai era abitata da palestinesi e non da egiziani.
Si riapre anche il canale di Suez. Questa pace dura tutt’ora tra Egitto e Israele.
Il problema con i palestinesi
I palestinesi che vivono profughi e quelli che vivono a Gaza e in Cisgiordania cominciano una guerrilla interna guidata dall’OLP contro l’occupazione israeliana (guerra delle pietre).
Inizia il terrorismo palestinese con attentati e dirottamenti aerei. Israele però fa la pace con la Giordania, anche se non ha voluto la Cisgiordania e Gerusalemme. Con la Siria invece non ha nessuna pace.
Fra palestinesi e israeliano non può esserci la pace perché vogliono il loro stato nello stesso territorio.
Nel 1980 e inizio 1990 si pensava si potesse arrivare alla pace perché Arafat aveva accettato l’esistenza di Israele e si pensava di formare uno stato palestinese a Gaza e Cisgiordania. Rabin (Israele) e Arafat fanno egli accordi in cui Arafat rinuncia a distruggere Israele. Però Rabin viene ucciso in un attentato, mentre Arafat muore. Così a Gaza va al potere l’organizzazione Hamas che è più estremista e vuole distruggere Israele e Israele abbandona l’occupazione di Gaza; in Cisgiordania invece c’erano ancora truppe israeliane in zone guidate dall’OLP che invece qui accetta l’esistenza di Israele.
Però gli attentati continuano e Israele comincia a costruire un muro intorno alla Cisgiordania e si tiene tutta Gerusalemme. L’autorità palestinese non accetta perché Gerusalemme era ancor la loro capitale.
Ancora adesso Gaza è controllata da Hamas e anche il muro è ancora esistente.

L’Italia - l’urgenza della ricostruzione
Un paese in ginocchio
Dopo la guerra era rimasta la distruzione causata dalle numerose bombe. Nel 1945 la produzione industriale era un terzo rispetto a quella del ’38, l’agricoltura era scarsa, la disoccupazione dilaga e le armi sono ancora ovunque.
Un sostegno importante da USA ed emigrati
L’ONU aveva un ufficio, l’UNRRA che era per i paesi distrutti e li aiutava insieme al piano Marshall. L’Italia ha avuto il 12% dei 12 miliardi messi a disposizione. C’erano molti emigrati in Belgio, Francia, Germania.
Dalla monarchia alla repubblica
Nel 1946 si doveva decidere se l’Italia diventasse Repubblica o Monarchia e per fare questo c’è un referendum per dare una nuova costituzione all’Italia. Per la prima volta possono votare anche le donne e la Repubblica vince di poco. Il 2 giugno 1946 nasce la Repubblica e il re Umberto II (re solo da un mese) lascia l’Italia e va in Portogallo e dirà che ci sono stati dei brogli elettorali.
La sinistra era ovviamente per la Repubblica, la DC aveva lasciato libertà di decidere.
Assieme al referendum c’è l’elezione dell’assemblea costituente che elaborerà la costituzione italiana.
I partiti sono: -Democrazia Cristiana: ha alle spalle la chiesa e come capo ha De Gasperi, prende il 35%
-Partito socialista, prende il 20% con a capo Pietro Nenni
-Partito comunista, prende il 19% con a capo Palmiro Togliatti
-Partito liberale e repubblicano
-Partito d’azione 1,5%

De Gasperi presidente del consiglio
Il Governo viene presieduto quindi da De Gasperi. Alcide De Gasperi è nato a Borgo Valsugana ed era rappresentante del Trentino nell’impero austroungarico. Era un politico onesto che guiderà l’Italia dal 1945 al 1953.
All’inizio era un governo di coalizione di Democrazia Cristiana con socialisti e comunista, poi DC guiderà da sola con alleanze minori di liberali, repubblicani e socialdemocratici, mentre comunisti e socialisti vanno all’opposizione.
Nel 1947 De Gasperi mette all’opposizione comunisti e socialisti e fa un governo con partiti secondari. Porta poi l’Italia al mondo occidentale e entra nella NATO, CECA e aderisce al piano Marshall. È l’uomo della ricostruzione. Nella costituzione repubblicana però integra l’ex accordo con la Chiesa (art. 7).
Attualmente il concordato è stato eliminato inserendo quello del decreto Craxi.
La Costituzione della Repubblica
La costituzione che entra in vigore è una costituzione democratica dove il potere legislativo è affidato in egual modo dal parlamento (camera e senato);il potere giudiziario è in mano alla magistratura che si autogoverna e il potere esecutivo è affidato al governo.
La costituzione è un compromesso perché l’art 1 dice che è una democrazia (ovvero potere al popolo) ma fondata sul lavoro (concetto più socialista).
Nel 1955 viene istituita la Corte Costituzionale. Il presidente della Repubblica viene eletto ogni 7 anni dalle capere a da più o meno 50 rappresentanti delle Regioni.
La svolta del 1947
Nel 1946 l’Italia firma il trattato di pace a Londra. L’Italia è un paese sconfitto e a rappresentarla a Londra sarà De Gasperi. Nel febbraio 1947 dopo la firma di De Gasperi, quest’ultimo va negli USA e qui gli chiedono di fare un governo senza comunisti e socialisti. Quando tornò nel maggio 1947 varò un nuovo governo senza le sinistre, un governo di centro. L’Italia sta diventando filoamericana e nel 1949 entrò nella NATO. Ottenne l’entrata nel piano Marshall e un prestito di 100 milioni di dollari.
Il 1948
Nel 1948 c’è lo scontro fra centro-destra e sinistra perché ci sono le elezioni per le camere. Da una parte DC (appoggiati da USA e cattolici) e comunisti e socialisti. La DC da sola ottiene il 48,5%.
Qualche mese dopo a luglio 1948 ci fu un attentato a Togliatti che è in fin di vita. La sinistra e i sindacati si mettono in moto, fabbriche e interi paesi vengono occupati e i partigiani prendono le armi. Stava per iniziare una guerra civile ma Togliatti quando fu cosciente disse di fermarsi perché ormai erano assediati dagli USA che in caso di rivolta avrebbero reagito.
Anche i sindacati si dividono
Il sindacato del CGIL si spaccò perché aveva previsto uno sciopero a inoltranza generale, ma all’interno non c’erano solo i comunisti. Così nacque la CISL (cattolica) e la UIL (Repubblicana, social-democratica). Nacque anche un sindacato di destra legato al movimento sociale italiano (erede del fascismo) la CISNAL.

Il centrismo
Dopo il ’48 de Gasperi ha la maggioranza di centro. Bisognava ricostruire e c’erano problemi al sud con i contadini che rivendicavano la terra. Furono date alcune terre, ma non abbastanza. Il sud era un problema e si istituì la cassa per il mezzogiorno, un ente finanziario che doveva aiutare a far sviluppare il sud. Però fu un fallimento.
De Gasperi aveva una maggioranza di coalizione ma ogni partito cercava di farsi spazio e nelle nuove elezioni la DC perde consensi perché non c’è più il pericolo del comunismo ormai. Così si pensò ad una nuova leggere elettorale per dare un premio di maggioranza a chi aveva la maggioranza dei voti. La sinistra si oppose e la chiamò questa legge, legge truffa perché chi avesse ottenuto la maggioranza avrebbe ottenuto il 65% dei seggi. Non entrò in vigore (nel 1993 viene accettata).
I governi cominciarono ad essere instabili e De Gasperi si dimise e la DC dopo di lui non ebbe più rappresentanti forti. Nel 1960 c’è il Governo Tambroni che cerca l’appoggio del movimento sociale italiano, fece scandalo e si dimise.


Il miracolo economico
Le ragioni del miracolo
C’è un boom economico all’inizio degli anni ’60 e questo è avvenuto perché:
-Dopo la guerra era stato ricostruito tutto e dopo qualche hanno le infrastrutture erano più nuove rispetto a quelle degli altri paesi.
-I salari sono bassi perché c’è disoccupazione
-Lo sviluppo economico lo si sta avendo a livello mondiale

La società dei consumi di massa
L’Italia divento uno dei 7 paesi più importanti dell’economia mondiale. Sono gli anni dei consumi di massa, anche i contadini e chi guadagna poco li fa. Ci si compra la 500 e la 600, gli scooter Lambretta e Vespa. Arriva nelle case il frigo, la lavatrice, l’aspirapolvere. Anche la TV anche se inizialmente era solo nei bar e nelle case dei benestanti. È il periodo del cinema italiano con il neorealismo (Rossellini, De Sica, Fellini) e i sviluppa la RAI TV nel 1954.
I limiti dello sviluppo
I limiti sono dovuti alla presenza del meridione che non si è sviluppato. Negli anni ’50-’60 ci fu una forte emigrazione di lavoratori dal sud al nord, soprattutto verso Milano e Torino che si estesero e nacquero nuovi quartieri. Verso gli anni ’70 cominciò lo sviluppo anche del nord-est.
C’è un nord sviluppato e un sud arretrato. Le cause sono: la classe dirigente del sud che era insufficiente o incapace, che non era legata allo sviluppo economico e industriale. In più c’è la malavita e molti costruivano fabbriche e poi le lasciavano lì perché obbligate a pagare il pizzo. Così il sud diventa decentrato rispetto all’Europa.
Si affaccia una nuova epoca
Si aprono con prospettive di cambiamento. In Italia è al potere il centro-sinistra. Al Vaticano c’è Giovanni XXIII apre il concilio vaticano e rinnova la Chiesa.
Negli USA c’è un presidente giovane e cattolico John Fitzgerald Kennedy che da una scossa e fa discorsi impegnati. Dopo 1000 giorni viene ucciso in un attentato.
La televisione cambia le abitudini, il modo di parlare, il concetto di tempo libero (si diffonde il divano). La tv insegna agli italiani a parlare italiano come nel programma “Non è mai troppo tardi” con il maestro Manzi.
La TV scandiva gli orari, finito il Carosello i bambini andavano a letto. C’era un unico canale e solo più tardi arrivò il secondo. Alla fine degli anni ’70 ci fu la libertà di creare altri canali. Era una TV controllata dalla DC e molti temi non venivano affrontati.

Dal centro-sinistra al sessantotto
Il centro-sinistra
Il centro e i suoi partiti satelliti (tranne i liberali) si alleano al partito socialista di Nemi che si è staccato dal comunismo (DC+PSI). All’inizio crea entusiasmi perché ha un programma di riforme ma alla fine ne attua solo due: una è sulla scuola media nel 1963, dopo le elementari si poteva lavorare, fare l’avviamento che erano 3 anni per poi lavorare oppure si andava alle scuola medie (ginnasio). Poi aggiungono l’obbligo scolastico fino ai 14 anni. La seconda riforma è l’ENEL che nasce unificando interesse a portare l’energia in campagna. Mentre l’ENEL ha l’obbligo di portare l’energia elettrica in tutte le case.
Viene aumentata la presenza dello stato nell’economia. L’IRI era molto presente per tenere in piedi certe industrie. Questo non è positivo perché i partiti mettono a capo delle fabbriche gente del partito che però non sempre è esperta.

L’immaginazione al potere: il Sessantotto
All’inizio del 1946 nelle università americane, soprattutto in California nasce la contestazione studentesca. Le cose contestate sono: la guerra in Vietnam, il razzismo ancora molto presente, rifiutano i valori dei genitori di una vita regolata dal sistema. La popolazione che prende parte a queste contestazioni è la popolazione nata nel periodo del baby book nel 1944-46. Dopo 20 anni negli anni ’60 sono questi giovani che entrano nelle scuola ma sono tantissimi e si crea un forte disagio. Il figlio dell’operaio comincia a non accettare la vita dettata dalla borghesia.
La droga entra nelle università (in Italia questo arriva nel ’67-’68). Si cerca una cultura alternativa, guardando all’oriente utilizzando la droga.
Entra nel dibattito anche la questione femminile che in teoria era uguale all’uomo, ma in pratica quest’uguaglianza non c’era. Nel ’68 nasce e si sviluppa il femminismo.
Con lo sviluppo economico cominciano ad entrare all’università anche i figli degli operai. I nuovi giovani non vedono più la carriera paterna come un futuro stile di vita. Sono gli anni del rock, c’è l’inserimento anche delle droghe sintetiche come l’LSD.
C’è poi un problema razziale e nasce il movimento delle black panters, un movimento vilento di neri stanchi di aspettare la parità. Anche le ragazze si rivoltano e cominciano ad avere abbigliamenti diversi perché rifiutano il ruolo tradizionale (minigonne). Questo movimento nasce a Berkley perché la California è lo stato più avanzato degli USA.
Il sessantotto in Francia
In Francia siamo nel maggio 1968 dove nasce una contestazione che fa scoccare la miccia. All’università di Nanter i ragazzi vogliono entrare all’interno delle residenze femminili. L’università rifiuta e i giovani cominciano a protestare, soprattutto nel quartiere latino di Parigi dove ci si scontra con la polizia.
In Francia è tornato il generale de Gaulle che tende a mandare la polizia. Le proteste aumentano perché si inseriscono anche operai giovani non inseriti nei sindacati. Lo slogan è: l’immaginazione al potere.
In quel momento la Francia è divisa in 3: i giovani rivoluzionari che vogliono cambiare le regole, rifiutano lo Stato, le scuole ecc..; c’è la Francia di De Gaulle che si oppone alle richieste e che ancora si entusiasma per le vittorie della seconda guerra mondiale, ovvero la Francia borghese; poi c’è la Francia del partito comunista tradizionale (CGT) che non è con de Gaulle ma neanche con i giovani.
De Gaulle riesce a contenere le lotte e con un referendum riacquista la maggioranza e già a ottobre non si protesta più.
Il sessantotto in Italia
In Italia il ’68 è più nel 1069. C’è la contestazione giovanile studentesca che trova sponda nelle fabbriche, in Italia contrariamente che in Francia sono appoggiati dal sindacato.
Il momento più caldo è l’autunno caldo quando ci sono scioperi generali e duri scontri con la polizia. Si chiedono le 40 ore settimanali, aumenti e diritti di assemblea anche dalla parte degli studenti.
Nel 1970 nasce lo Statuto dei Lavoratori che regola le attività dei lavori nelle fabbriche, nelle scuole, i diritti di assemblea e rappresentanza.
In Italia il 68 ha portato dei cambiamenti con i referendum sul divorzio e sull’aborto. Si vede che l’Italia non è più la stessa e nel 1974 il 60% degli italiani votano a favore del divorzio. Sull’aborto lo scontro fu più duro e fu legalizzato nel 1981.

Il disgelo
La morte di Stalin e la denuncia dei crimini
Stalin muore nel 1953, è morto il rappresentante del momento più duro della dittatura comunista. Diventa segretario del partito comunista Krusčëv che attua dei cambiamenti e cerca di migliorare i rapporti con l’occidente. Cerca di portare lo scontro da un punto di vista più economico che politico. Molti dissenzienti vengono rilasciati e vuole allentare la dittatura.
Fa un incontro a Ginevra con Eisenhower e al congresso del comunismo nel 1956 in un rapporto segreto denuncia i crimini dello stalinismo.
C’è chi crede che le cose siano cambiate e in Ungheria c’è un nuovo capo, Nagy, che vuole concedere libertà di stampa e uscire dal patto di Varsavia. Però in realtà non era permesso e i russi mandano l’armata rossa che soffoca nel sangue la rivolta ungherese e gli occidentali non possono fare niente. Molte famiglie in quest’occasione scappano da Budapest (tra queste quella di Nicolas Sarkozy). Ci sono rivolte anche a Berlino e in Polonia ma vengono tutte soffocate.
Il socialismo dal volto umano
In Cecoslovacchia va al potere Dubcek, il segretario del partito comunista che vuole attuare delle riforme: liberare l’economia e concedere la libertà di stampa e di parola. Si parla del cosiddetto “socialismo al volto umano”. La Russia manda i carri armati e c’è una repressione violenta che prende il nome di Primavere di Praga.
Rottura e tensione tra unione sovietica e Cina
Il mondo comunista però si stava già spaccando e già negli anni ’60 la Cina di Mao Zedong non accetta di essere comandata dall’URSS e ci sono scontri con i russi in Siberia. La Cina comincia ad avere rapporti con gli USA (il nemico del mio nemico è mio amico). Uno dei primi rapporti con gli USA si è avuto con l’invito della squadra USA a giocare a ping-pong in Cina.
La costruzione del Muro di Berlino
Krusčëv voleva mantenere i confini ma a Berlino fino agli anni ’60 si riusciva a passare in qualche modo da est a ovest. Così nel 1961 si costruì il muro di Berlino. Kennedy in quell’occasione andò a Berlino ovest e disse: “Ich bin ein Berliner”.
La crisi di Cuba
Cuba era il luogo di divertimento per gli americani e lo stato subiva. A capo di Cuba c’era il dittatore Batista e nel 1958 comincia una guerrilla guidata da Fidel Castro accompagnato da Che Guevara. Si chiamano i barbudos e nel 1959 prendono il potere a Cuba prendendo l’Havana e non sono più sotto il controllo statunitense. Vogliono nazionalizzare le proprie risorse e gli USA vogliono reagire. Cuba però non volendo più l’appoggio degli USA deve trovarle un altro e per questo si sposta verso il comunismo. L’appoggio dell’URSS è pericoloso per gli USA.
Cuba entra nel COMECON e a questo punto gli Stati Uniti cominciano ad utilizzare i servizi segreti della CIA per cercare di fare cadere il potere di Fidel Castro. Organizza uno sbarco di esuli cubani contro Castro nella Baia dei Porci, lo sbarco fallisce e Cuba si lega sempre di più all’URSS che chiede di poter installare nel paese basi missilistiche con testate atomiche. Gli USA reagiscono con un blocco navale e si arriva sull’orlo del conflitto atomico. Allora si arriva ad un accordo e fanno un trattato in cui i Russi non possano mettere le basi a Cuba in cambio della fine del blocco navale.

Kennedy, King e papa Giovanni
In quegli anni avviene anche l’uccisione i Martin Luther King e del fratello di Kenndy, Robert. Luther King era il capo di un partito anti-razzista ed era un pastore, mentre Robert Kennedy era candidato alla presidenza.
Nello stesso anno, nel 1963, Giovanni XXIII muore.

Un genocidio senza uguali
La Cambogia dopo la sconfitta americana diventa comunista. Il partito comunista è quello dei Khmer Rossi che attuano una trasformazione tremenda. Vogliono eliminare qualsiasi realtà occidentale (fabbriche, strumenti a motore, scuole superiori, città..). gli abitanti della capitale Longpen devono andare in campagna. Chi non ci sta viene ucciso, ma anche chi ha avuto contatti con l’occidente o è solo sospettato viene ucciso. È un genocidio di circa 2 milioni di persone su 8 milioni totali. Chi aveva un titolo di studio era sospettato, chi sapeva il francese o anche chi portava gli occhiali. Venivano mandati nei campi di concentramento. La Cambogia comunista però era appoggiata alla Cina di Mao , non all’URSS. Il capo di questo comunismo dei Khmer Rossi è Pol Pot.

Guerre del Medioriente
L’ayatollah Khomeini in Iran
L’Iran è l’antica Persia ed era stato fino al 1979 una dittatura con l’imperatore scià ed era alleato degli USA. C’è la rivoluzione islamica e lo scià viene cacciato e vanno al potere gli integralisti islamici sciiti gli ayatollah tra cui Khomeini, il capo. Anche loro sono contro l’occidente ma non si arriva a dei genocidi. È una repubblica sotto la legge della Sharia. Gli USA diventano il grande satana e presero in ostaggio gli ambasciatori diventando una repubblica islamica.
La guerra in Iran-Iraq (1980-88) è il paese vicino all’Iran. Era retto da un dittatore, Saddam Hussein e diventa amico degli USA perché era contro l’Iran per problemi di confine.
L’Iraq entra in guerra con l’Iran nel 1980, la guerra dei 7 anni (con l’appoggio americano).
L’Iran all’inizio subisce sconfitte, poi però manda i suoi fanatici islamici all’attacco e usando la popolazione giovane in massa riesce a vincere. La guerra crea milioni di morti, soprattutto in Iran anche perché sono state utilizzate armi chimiche (napalm) anche se sono proibite.
L’intervento sovietico in Afghanistan
Nel 1979 l’URSS aiuta un governo comunista in Afghanistan a Kabul, mandando l’armata rossa per aiutarli e nasce una guerrilla tra afghani mussulmani contro l’invasione sovietica.
Così si alleano con gli USA che mandano armi. La resistenza armata Afghana è in futuro quella dei Talebani. L’URSS non riesce a prevalere e si ritirano. Sarà il presidente Gorbacev a ritirare le truppe dopo 8 anni e questo è l’inizio della fine dell’URSS.

I trent’anni gloriosi
Dollaro e libera concorrenza
Dal 1945 al 1973 si parla di 30 anni gloriosi, c’è una crescita economica incredibile. Si può parlare di terza rivoluzione industriale caratterizzata dalla nuova energia atomica e dalla nascita dell’informatica.
Questo progresso però toccò solo il mondo occidentale, non tocca l’URSS e ancora meno il terzo mondo.
Le iniziative internazionali
È l’età del dollaro e gli americani stabiliscono alcune regole sui commerci internazionali a Bretton Woods e cerca di mettere sicurezza nel commercio all’interno del commercio e delle finanze. Riguarda soprattutto il cambio che non può variare più dell’1%. Tutte le monete sono cambiabili in dollari e solo i dollari possono essere cambiati in oro. Nasce l’FMI (fondo monetario internazionale), organismo che controlla gli scambi e i prestiti che si possono fare solo con certe garanzie. Un altro strumento internazionale per lo sviluppo del commercio fu istituito a Ginevra nel 1948 il GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e il commercio).
I miracoli economici
Ci sono paesi che crescono molto: il Giappone per esempio dal ’50 al ’70 cresce con un ritmo del 10%, e crescono molto anche la Germania e l’Italia, i paesi che hanno perso. Anche il piano Marshall aiutò molto i paesi occidentali. Anche la nascita della CEE diede impulso economica.
L’Italia ha una grande offerta di manodopera proveniente dal sud e dal nord-est. Lo stato agisce con L’ENI (ente nazionale idrocarburi) che fece concorrenza alle 7 sorelle, le compagnie di petrolio che controllavano il mercato.
Il modello economico sovietico
L’URSS invece non ha la stessa crescita. Nei primi anni aveva preso i macchinari dai paesi conquistati e attua un’economia pianificata. L’economia dell’est quindi resta bloccata e c’è povertà; la gente ha ciò che serve per vivere, tutti lavorano ma c’è povertà.


L’economia dopo la crisi petrolifera
Il primo shock petrolifero
Nel 1973 finisce questo periodo ed è la guerra del Kippur che mette fine a tutto. I paesi arabi chiudono i commerci di petrolio e quadruplicano il suo prezzo. I produttori di petrolio dell’OPEC stabiliscono il prezzo del greggio e i parla di shock petrolifero.
Uno degli effetti di ciò è la nascita delle domeniche a piedi in Italia. Chi ne risentì di più furono i ristoranti e alberghi fuori città.
Gli effetti della crisi: la stagflazione
ovvero stagnazione economica, le industrie producono meno, però per vendere non abbassano il prezzo, ma lo alzano. La gente non compra e i prezzi aumentano e c’è inflazione.
A questo punto il sistema moltiplicatore non ha più effetto perché se si aumenta il denaro aumenta anche l’inflazione, non la produzione.
Il neoliberismo
La reazione a questo è il neoliberismo, ovvero ridurre le spese dello Stato, diminuire le tasse. Questo succede in Inghilterra con Margaret Thatcher che va contro i minatori che chiedono aumenti. È per comprimere i salari e ridurre le tasse, ma così facendo va contro il welfare state che era nato nel secondo dopoguerra. Privatizza i trasporti e la sanità. È del partito conservatore e governa per 10 anni fino a che il suo partito la sfiducia e vincono i laboristi con Tony Blair che però non cambia molto le cose.
Quello che fa la Thatcher lo fa negli USA anche Ronald Reagan.

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