fra9295 di fra9295
Eliminato 567 punti

Giolitti - L'Età Giolittiana

Giolitti fu un liberale progressista e con il governo Zanardelli, di orientamento liberal-socialista, diventò Ministro degli Interni, fino alla morte dello stesso Zanardelli. Quando prese il potere lo stesso Giolitti, che governerà quasi ininterrottamente dal 1901 al 1914; cederà infatti il potere a degli uomini di fiducia solo in due occasioni, cioè negli anni 1906-7, allo scopo di osservare la situazione e tornare in campo una volta trovata una risoluzione ai problemi. Ciò accadde per esempio nel 1897, quando Sonnino aveva proposto il ritorno allo statuto Albertino, ovvero che il governo avrebbe dovuto essere responsabile solo davanti al re; Giolitti affrontò queste situazioni di tensione ma non con la necessaria determinazione, poiché i problemi rimangono di fatto insoluti.

L’Italia attraversava, durante il governo di Giolitti, un’epoca di grande sviluppo economico e industriale che si protrae dal 1898 fino all’avvento della prima guerra mondiale nel 1914, Assistiamo così allo sviluppo del paese, che avviene nonostante vi sia un notevolissimo flusso migratorio (a questo aspetto si legano anche le rimesse degli emigranti che favorirono l’incremento della ricchezza del paese) e restava inoltre sempre presente il problema del tasso di analfabetismo, in prevalenza al Sud con picchi anche dell’80%; mentre nel centro-nord la situazione era notevolmente migliorata, con tassi di alfabetizzazione che raggiungevano ormai il 90% (si tenga presente che per essere alfabetizzati bastava saper fare la propria firma e eseguire semplici calcoli di somma e sottrazione) e ciò era stato favorito anche da una corretta applicazione della legge Coppino e da un miglioramento dell’istruzione.
Nonostante vi siano molti aspetti positivi, il rapido sviluppo economico causò tensioni e conflitti tra la borghesia (che rappresentava gli interessi industriali) e il proletariato (cioè i lavoratori che chiedevano migliori condizioni), i quali sfociarono negli scioperi e nelle insurrezioni che si susseguirono rapidi soprattutto in Val Padana.
Giolitti utilizzò la tecnica della mediazione, ritenendo che lo stato debba proporsi come facilitatore delle soluzioni che devono essere trovate, ovvero i sindacati dei lavoratori devono incontrarsi e discutere con i rappresentanti dei datori di lavoro per accordarsi.
Uno degli effetti delle scelte politiche dell’Italia post-unitaria è l’industrializzazione assistita, cioè le aziende crescono grazie alle commesse statali (per esempio lo stato commissiona la produzione di binari, locomotive, navi, ecc.). Per fare tutto ciò però, era necessaria una notevole quantità di energia, che veniva prodotta in prossimità dei corsi d’acqua (energia idroelettrica), per esempio in Valtellina, ma nonostante ciò, l’Italia restò comunque in cronica carenza energetica.
Un altro dato che caratterizza l’età Giolittiana è l’aumento delle rese in ambito agricolo con la costituzione del Welfare e la creazione, ad esempio, delle assicurazioni (INA) sul lavoro, sulla malattia, gli infortuni, ecc., che divennero obbligatorie e finanziate dalle aziende stesse. Con queste scelte Giolitti migliorò le condizioni di vita, avviando anche un progetto sulle pensioni che verrà poi portato a termine da Mussolini.
Per consolidare la sua posizione, Giolitti tenta di governare con i socialisti moderati; attua il cosiddetto “connubio”, ovvero l’unione delle due fazioni. Nel caso di Giolitti e Turati, il quale non accettò il connubio, però non c’erano le condizioni per coinvolgere i socialisti, si raggiunge quindi un compromesso, cioè che i socialisti si astennero da alcune decisioni; in tutto ciò la Chiesa restò fuori a causa del non-expedit.
Per quanto concerne il rapporto con le clientele locali, Giolitti non si comportò in maniera corretta, tanto che Salvemini (intellettuale e giornalista) lo definì il “ministro della malavita”; aveva infatti rispolverato la figura dei prefetti e ne aveva piegato la funzione ad un orientamento liberale; si crearono così dei gruppi di mazzieri (origine delle organizzazioni mafiose) che inducevano con la forza gli elettori a votare Giolitti, tutto ciò avvenne soprattutto al Centro-Sud, dove era più difficoltoso conquistare il voto del popolo che era dipendente dai signori locali, ai quali normalmente era destinato il voto della popolazione.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email