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Governo Giolitti dal novembre 1903


Età giolittiana che contraddistinguerà la politica italiana fino alla Prima Guerra Mondiale
Giolitti porta avanti l’esperimento liberal-progressista e per allargare le basi del suo consenso offre al socialista Turati una posizione nel suo governo. Lo stesso Turati non accetta perché era consapevole che il suo partito socialista non avrebbe appoggiato il suo ingresso nel governo di Giolitti.

Giolitti forma un governo spostato al centro e aperto alla partecipazione dei moderati
Mira sempre alla stabilità e all’equilibrio parlamentare
Adotta una strategia che prevedeva di abbandonare il potere nei momenti difficili per poi ritornare a capo del governo. Tale strategia venne adottata 2 volte

Progetti di Giolitti


- non mette in atto il principio della progressività delle imposte perché voleva mantenere gli equilibri

- nuove leggi al Sud per migliorare la condizione del Mezzogiorno che non portarono però a grandi
Migliorie modernizzazione dell’agricoltura + sviluppo industria a Napoli

- statalizzazione delle ferrovie (causa della caduta del governo della destra storica Minghetti).
In questo progetto Giolitti trovò grande opposizione sia dalla destra che dalla sinistra e decise di attraverso la sua strategia di abbandonare il governo.
Giolitti → statalizzazione ferrovie → Governo Fortis (legge ferrovie approvata) → governo Sonnino (principale rivale di Giolitti) → 1906 Giolitti torna al potere per altri 3 anni ininterrottamente


Giolitti ritorna dopo statalizzazione ferrovie


- Crisi europea interrompe lo sviluppo economico dell’Italia→ intervento Banca d’Italia: crisi superata

- nasce Confindustria 1910 come associazione degli imprenditori contro i movimenti sindacali a favore dei
lavoratori

1909 seconda ritirata strategica di Giolitti → 2 Governo di Sonnino + gabinetto di Luzzatti (nuova legge scolastica: Daneo-Credaro con la quale dava allo Stato e non più ai comuni l’onere dell’istruzione elementare) → 1911: Giolitti torna al potere


Giolitti ritorna per la seconda volta al governo


Apice tentativo riformista di Giolitti → 2 principali leggi realizzate da Giolitti nel 1912
- suffragio universale maschile esteso a tutti i cittadini +30 anni e a tutti i maggiorenni che sapevano
leggere e scrivere o che avessero prestato servizio militare
- monopolio statale delle assicurazioni sulla vita → creare un fondo per le pensioni di in validità e vecchiaia



Dittatura parlamentare di Giolitti → Giolitti cerca di avere sempre un grande consenso parlamentare e di porre l’intervento dello Stato per riequilibrare gli squilibri sociali. Costante volontà dello stesso Giolitti di trovare sempre il sostegno da parte delle forze più moderne della società italiana: da un lato la borghesia capitalista e dall’altro lato il proletariato industriale. Necessità di appoggiarsi nelle forze parlamentari per tenere il potere.
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