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L’estensione mondiale del conflitto

Il patto russo-tedesco non durò a lungo; contrasti di influenza nell’Europa Orientale, indussero Hitler ad attaccare la Russia, dopo un accordo tripartito con il Giappone (Germania, Italia, Giappone). Nel giugno del 1941 una formidabile armata tedesca (3 milioni di uomini) penetrò nella Russia. Era il più grande avvenimento della guerra: giustamente Hitler scriveva a Mussolini: “è la decisione più importante della mia vita”. Gli Italiani erano presenti con un’armata di 200.000 uomini. Hitler credeva di poter vincere in poche settimane l’armata rossa, che giudicava disorganizzata; e spettacolari successi iniziali parvero dargli ragione, ma l’inverno, sopraggiunto prima che i principali obiettivi fossero raggiunti, favorì i Russi, che dimostrarono grande patriottismo e spirito di sacrificio, trasferirono le loro industrie nell’est, e furono aiutati dalle forniture degli Stati Uniti. Questo paese, sotto la presidenza di Franklin Delano Roosevelt, che non aveva nascosto le sue simpatie per le nazioni democratiche fin dagli inizi della guerra, era poi entrato nel conflitto al loro fianco in seguito ad un attacco di sorpresa dell’aviazione giapponese contro la flotta americana nel porto di Pearl Harbor (Pacifico, 7 dicembre 1941). Il 1942 vedeva così il conflitto esteso a tutti i continenti: in Asia i Giapponesi estendevano le loro conquiste, in Africa le forze dell’Asse Roma-Berlino giungevano presso Alessandria d’Egitto minacciando Suez, in Europa i Tedeschi prendevano Sebastopoli ed assediavano Stalingrado, nel mare e nel cielo si affrontavano flotte ed aviazioni. Dagli ultimi mesi del 1942 l’andamento della guerra subì una svolta. In Russia i Tedeschi, vinti a Stalingrado, cominciarono a ritirarsi, in Africa gli Anglo-americani passarono all’offensiva, e nel luglio 1943 sbarcarono in Sicilia. Il 19 luglio veniva bombardato il quartiere di San Lorenzo a Roma. La cosa destò enorme impressione anche se i bombardamenti alle città erano purtroppo abituali. Il Papa Pio XII, che tanto si adoperò per i perseguitati e i sofferenti, accorse subito a confortare e soccorrere. Le sorti del fascismo precipitarono; il 25 luglio il Re fece arrestare Mussolini, già costretto alle dimissioni dal Gran Consiglio del Fascismo, e nominò il generale Badoglio presidente del Consiglio.
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