La Grande Guerra ha modificato la rete dei rapporti economici che avvolgevano i paesi dell'America Latina. Imprese e banche del Regno Unito perdono importanza mentre sono le aziende e le banche statunitensi a emergere come principali partner economici e commerciali di tutti gli Stati dell'America centro-meridionale. Dopo la Grande Guerra gli scambi commerciali tra Stati Uniti e America Latina crescono esponenzialmente mentre le grandi imprese nordamericane conquistano il monopolio, a volte davvero quasi integrale, di importanti produzioni agricole o minerarie (in questi decenni le società private statunitensi controllano il 60% dea produzione di zucchero cubano, il 92% del rame cileno, l'intera produzione del Guatemala, Nicaragua, Honduras e Panama, buona parte della produzione venezuelana). Anche la commercializzazione dei prodotti è in mano a società statunitensi che nel 1937 controllano l'80% delle esportazioni cubane, l'88% di quelle dell'Honduras, il 91% di quelle panamesi. Il controllo economico ha pensanti risvolti politico-militari, articolato essenzialmente in due fasi. Fino ai primi anni Trenta gli Stati Uniti inviano sistematicamente le proprie truppe per sostenere i regimi politici in carica (generalmente sistemi rappresentativi, guidati da governi liberal-conservatori) contro rivolte animate sempre più spesso da dirigenti o organizzazioni politiche favorevoli a una maggiore giustizia sociale. Dai primi anni Trenta il governo statunitense guidato da F.D. Roosevelt mette in atto una politica di disimpegno militare, con il ritiro delle truppe nordamericane nella base di Guantanamo a Cuba e nella zona del Canale di Panama, a controllo della gestione del Canale; dall'altro lato, in varie occasioni, consiglieri militari e adeguati finanziamenti sono egualmente destinati a leader politici e partiti che diano garanzie di conservazione dell'ordine sociale e quindi di protezione degli interessi economici statunitensi nell'area. Negli anni Trenta la crisi economica e in qualche caso l'appoggio degli Stati Uniti favoriscono la formazione di numerose dittature militari, o consolidano quelle già esistenti: questo è il caso del Venezuela che dal 1908 è dominato dalla dittatura di Juan Vicente Gomez (1857-1973), di Cuba che dal 1934 è controllata da un comandante militare, Fulgencio Batista (1901-1973), del Perù, che dal 1933 è sotto il controllo del generale Oscar Benavides (1876-1945), del Brasile dove dal 1930 il potere è nelle mani di Getulio Vargas (1882-1954), che costruisce un sistema politico ispirato al fascismo italiano. Le più grandi eccezioni a questo quadro sono date dal Messico e dall'Argentina.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email